Roma-Barcellona

10 aprile 2018, 22:22

Partite storiche Storia del calcio

Questo é un racconto personale, di come un ragazzo tifosissimo di una squadra mai vista dal vivo, se non in qualche amichevole estiva, a causa della troppa distanza tra le due città, ha vissuto la più pazza serata romana e romanista dal titolo del 17 giugno 2001.

 

 

Per parlare di questo evento bisogna però fare un passo indietro di una settimana, alla gara di andata dei quarti di finale di Champions League, al Camp Nou si gioca Barcellona-Roma. I catalani sono nettamente favoriti grazie alla maggiore esperienza e al tasso tecnico, di gran lunga superiore a quello giallorosso. Eppure il tecnico romanista Eusebio Di Francesco cambia schieramento tattico dei suoi giocatori, portando un pressing molto alto che mette incredibilmente in difficoltà i ragazzi di Valverde. La Roma meriterebbe il gol, si vede negare un rigore quasi netto e puntualmente, come sempre nella sua storia, arriva la beffa. Serpentina classica di Don Andrés Iniesta al limite dell’area, tocco verso Messi e anticipo di De Rossi. Palla all’angolino imprendibile per Alisson. Al 38º il punteggio dice 1-0 Barça. Secondo tempo che inizia sulla falsariga del primo, coi blaugrana un po’ più propositivi. E al 55º la seconda beffa: cross dagli sviluppi di un angolo, Manolas in scivolata anticipa Umtiti trafiggendo ancora un incolpevole Alisson, 2-0. E qui tutti i tifosi della Roma iniziano a temere il classico tracollo europeo, soprattutto quando 4 minuti più tardi Pique insacca sulla ribattuta di un tiro di Suarez. Ma, forse complice un Barcellona troppo passivo, la Roma non molla e reagisce, con un Perotti in stato di grazia. El Monito prima costringe Ter Stegen a togliere una palla dalle ragnatele dell’incrocio e a 10 dal termine serve a Dzeko il pallone del 3-1. Tutto riaperto, almeno matematicamente, ma uno scellerato passaggio in area giallorossa di Gonalons permette a Suarez di segnare il 4-1. Finisce così al Camp Nou. Tutto pronto per la solita beffa per la Roma, gran partita e stagione ma tutto ancora vanificato dall’imprecisione e dalla sfortuna. Eppure la prestazione dei ragazzi di Di Francesco porta la gente a sognare una storica remuntada.

Arriviamo al racconto personale. Mi trovo al tempo ospite di una famiglia in Danimarca, nell’ambito di un progetto scolastico. Periodo strano per me, l’istinto mi suggerisce quasi follemente di credere in tutto. E allora io, scherzando ma neanche troppo coi miei compagni, decido di crederci fermamente. Stasera passiamo. Te lo dico io, stasera passiamo. E la sera arriva.

Per una strana coincidenza del caso l’unica altra partita della stagione impossibilitato a seguire in diretta é stata la magica vittoria per 3-0 contro il Chelsea.

E la sera mi trovo ad una festa. Decido (eresia per me) di dare meno peso alla partita e di divertirmi. Accendo il cellulare verso il 10º minuto e vi trovo la notifica del gol di Edin Dzeko al 6º. Esulto ma non mi scompongo troppo, ricomincio a parlare un mezzo inglese mezzo italiano con chiunque mi capiti a tiro. Il resto del primo tempo passa tranquillo. Riaccendo il mio fido informatore giusto un minuto prima che De Rossi segni su rigore il gol che fa esplodere lo stadio e sognare milioni di romanisti. Messaggi scalmanati dai miei amici in Italia che stanno vedendo la partita, in primis dei “rivali storici”. Sorrido, tanto come sempre arriverà la beffa, ma quasi inconsciamente inizio a sperarci. Prima di spegnere definitivamente il cellulare arriva un messaggio di un caro amico, un messaggio premonitore “Entra Ünder, in un modo o nell’altro la decide lui”. Pian piano inizia a svuotarsi la festa, musica non più ad alto volume e stanchezza accumulata durante il giorno che inizia a farsi strada. Fin quando, alle 22:22, al minuto 82 all’Olimpico sento una notizia provenire da un italiano “Oh, ha segnato Manolas, 3-0 Roma”. Inizio a tremare, controllo immediatamente sul telefono, é tutto vero! Assist di chi? Cengiz Ünder naturalmente, perché il fato non agisce mai casualmente.

 

 

Come abbia passato i restanti 10 minuti penso sia inutile dirlo, a camminare nervosamente per la stanza distruggendomi le unghie. Fin quando inesorabilmente arriva. Fischio finale. Roma 3 Barcellona 0, Roma in semifinale per la prima volta dall’84. Scoppio in un pianto fanciullesco mentre arrivano tutti i messaggi da amici e parenti, ai quali rispondo semplicemente con un “La partita che ho sempre sognato e non l’ho neanche vista”. Come quella con il Chelsea, per ironia della sorte, la quale quando deve essere maligna non sbaglia mai mira.

Tornato a casa guardo subito gli highlights del match, aspettando quasi che quella magia finisca, cosa che non avviene neanche quando dopo poche settimane il Liverpool fa fuori (per un’altra volta) la Roma ad un passo dalla gloria europea. Cosa inspiegabile ai più, ma non a coloro stregati da questo incantesimo, la magia del gioco del calcio.