5 maggio 2002

Ei fu, siccome immobile, dato il gol della Lazio

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Quella della stagione 2001/2002 è stata la 100ª edizione del campionato italiano di calcio, che già dagli albori si apprestava ad essere un campionato spettacolare, ma che nessuno si immaginava potesse esserlo fino a questo punto.



Ai nastri di partenza la squadra da battere era la Roma campione in carica, che non cedette nessuno dei giocatori che l’anno precedente la portarono al successo, e anzi rinforzò la rosa con l’acquisto del giovane talento Antonio Cassano. La Juventus, che l’anno precedente lo terminò dietro solo alla Roma, a differenza dei giallorossi, rivoluzionò parecchio la rosa, in primis dandola in mano a Marcello Lippi, che tornò in bianconero dopo l’esperienza non felicissima all’Inter. Partirono Zidane verso Madrid, sponda blanca, e Inzaghi verso Milano, sponda rossonera, e con i miliardi di lire incassati da queste cessioni poterono puntare su Gianluigi Buffon, Lilian Thuram e Pavel Nedvěd. L’Inter, che veniva da un quinto posto, sostituì il traghettatore Tardelli con Héctor Cúper e acquistò Francesco Toldo, Marco Materazzi e Cristiano Zanetti. Tra le altre squadre da segnalare il Milan, che ingaggiò, oltre a Filippo Inzaghi, il portoghese Rui Costa e il bresciano Pirlo; la Lazio, che puntò su Stam e soprattutto su Mendieta, che è ancora oggi l’acquisto più costoso della loro storia; e il Parma, che si rinforzò con Frey e Nakata.

A differenza di quel che ci si potesse aspettare, la vera protagonista del girone d’andata fu la neopromossa e piccola realtà Chievo Verona, all’esordio in Serie A, guidata da Luigi Delneri, trascinata dal proprio gioco e da interpreti tanto interessanti quanto particolari, come Lupatelli – il portiere, che vestiva però il numero 10 – e Eriberto – che poi si scoprirà Luciano –, ma anche giocatori del calibro di Perrotta e dalla coppia d’attacco Corradi-Marazzina; che finì in testa alla classifica a periodi intervallati tra ottobre e dicembre.

Alla fine del girone d’andata la corsa per il titolo sembrava ben definita: in testa la Roma, a ridosso l’Inter e a inseguire più distante la Juventus. Sia il Chievo, che visse una fisionomica flessione e una tragedia interna, con la morte dell’attaccante Jason Mayélé a causa di un incidente stradale; che il Milan, che cambiò allenatore in corsa, sostituendo Fatih Terim con Carlo Ancelotti, e fu costretta a giocare gran parte del girone d’andata senza Inzaghi, che si era infortunato; erano fuori dai giochi.

A tre giornate dalla fine l’Inter affrontò il Chievo Verona al Bentegodi, con Juventus e Roma impegnate anch’esse fuori casa, rispettivamente al Leonardo Garilli contro il Piacenza e a San Siro contro il Milan. Al 90′ i nerazzurri stavano vincendo per 2-1 con i gol di Dalmat e Ronaldo, mentre le due compagini rivali pareggiavano, ma negli ultimi convulsi minuti di gara arrivarono il pareggio del Chievo con Cossato e il gol della Juventus con Nedvěd, che fecero passare in pochi istanti il +5 sulla seconda dell’Inter, che sarebbe stata una pesante ipoteca sul titolo, ad un appena +1, riaprendo ogni tipo di discorso scudetto.



Dopo un penultimo turno che confermò posizioni e distanze, le tre squadre arrivarono al 5 maggio 2002, l’ultima giornata di campionato, con la classifica che, prima dell’inizio dei match, recitava: Inter 69, Juventus 68, Roma 67.

Tutto era matematicamente aperto, ma le cose per le inseguitrici sono più complicate di quel che si possa credere: l’Inter, capolista, è impegnata allo Stadio Olimpico di Roma con la Lazio, la quale tifoseria è gemellata con quella nerazzurra, di fatto l’Inter sembra stia giocando in casa, anche perché i tifosi biancocelesti non avrebbero mai accettato di correre il rischio di fermare i nerazzurri e dare alla Roma la chance di vincere lo scudetto. Già, i tifosi, ma in campo ci vanno i giocatori, che vogliono entrare con una vittoria in zona UEFA. Le rivali dei nerazzurri invece sono impegnate fuori casa, rispettivamente al Friuli contro l’Udinese, la Juventus, e al Delle Alpi contro il Torino, la Roma.

15:00 Iniziano le partite. Inizia la favola/incubo – in base al punto di visto dal quale la si guarda – del 5 maggio 2002. Classifica: Inter 70, Juventus 69, Roma 68.

15:02 La Juventus è già in vantaggio: è bastato un minuto e mezzo alla Juventus per sbloccare il match, cross dalla destra di Antonio Conte, in mezzo all’area di rigore colpisce di testa il solito David Trezeguet, che manda il pallone alle spalle del portiere, segnando il gol numero 24 del suo campionato – senza aver battuto nessun rigore –, che gli permetterà alla fine della giornata di vincere il premio di capocannoniere a pari merito con Dario Hübner. Classifica: Juventus 71, Inter 70, Roma 68.

15:11 Raddoppio della Juventus: lancio in avanti per Alessandro Del Piero, che entra in area e con un diagonale sul secondo palo batte il portiere e porta il risultato sul 2-0. Dopo appena dieci minuti la Juventus sembra aver ipotecato la gara. Classifica: Juventus 71, Inter 70, Roma 68.

15:12 Vantaggio dell’Inter: calcio d’angolo dalla destra per i nerazzurri, palla scodellata in mezzo in maniera poco precisa, sul portiere, ma Peruzzi perde il controllo della palla e regala il pallone a Bobo Vieri, che non si fa chiedere per favore e la insacca. La papera di Peruzzi scatena qualche polemica a distanza tra i tifosi rivali, che vedono in essa un errore volontario. Classifica: Inter 72, Juventus 71, Roma 68.

15:20 Pareggio Lazio: grande idea di Stanković che trova Fiore in area, che la mette al centro, trovando la corsa di Poborský, il destro del ceco si insacca alle spalle di Toldo trovando il pareggio. Classifica: Juventus 71, Inter 70, Roma 68.

15:24 Ancora avanti l’Inter: altro corner dalla destra per i nerazzurri, il chino Recoba la mette in mezzo per Luigi Di Biagio, che di testa manda la palla in rete e l’Inter di nuovo in vetta. Classifica: Inter 72, Juventus 71, Roma 68.

15:45 Pareggio della Lazio allo scadere del primo tempo: palla in mezzo di Stanković, Cordoba respinge male di testa, poi disastro di Gresko che manda in porta Karel Poborský, che non sbaglia e sigla la sua doppietta personale. Classifica: Juventus 71, Inter 70, Roma 68.

16:16 Lazio in vantaggio: punizione dalla destra di Fiore, cross in mezzo che trova Diego Simeone, il Cholo, ex del match, non sbaglia, e porta clamorosamente avanti i biancocelesti. Classifica: Juventus 71, Inter 69, Roma 68.

16:28 Gol della Roma: bellissimo lancio di Vincenzo Montella per Gabriel Omar Batistuta, che davanti al portiere non può sbagliare, 1-0 per i giallorossi. Classifica: Juventus 71, Roma 70, Inter 69.

16:29 La Lazio segna il quarto gol: palla in mezzo dalla sinistra, difesa dell’Inter disastrosa nella marcatura e Simone Inzaghi, tutto solo, deve solo spingere il pallone in rete, incredibile ma vero quanto sta succedendo all’Olimpico. Classifica: Juventus 71, Roma 70, Inter 69.

16:48 Terminano i match: la Juventus è clamorosamente campione d’Italia per la ventiseiesima volta nella sua storia, la Roma chiude seconda, l’Inter sprofonda al terzo posto. Ronaldo Nazário non riesce a crederci, è in lacrime, in un’immagine che resterà simbolo di quella buia giornata sportiva nerazzurra.

Surreale quanto successe in quella stagione e in particolare in quell’ultimo turno, quel 5 maggio 2002 passato alla storia, quando in poco meno di due ore l’Inter buttò uno scudetto che sembrava già vinto, regalandolo ai rivali storici della Juventus, a testimonianza del fatto che nel calcio la parola impossibile è abolita: nulla lo è, e dopo il 5 maggio 2002 interisti e juventini lo sanno meglio di chiunque altro.

Leggi anche: Il 5 maggio ante litteram


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