acquisti Juventus

Come stanno andando gli acquisti della Juventus?

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Nonostante qualche momento di appannamento, la nuova Juventus di Sarri sembra aver iniziato bene la stagione. Fluidità di gioco e automatismi sembrano ancora lontani dall’essere pienamente trovati, ma almeno dal punto di vista dei risultati l’inerzia sembra essere dalla parte della Vecchia Signora, in testa al e ancora imbattuta sia in campionato che in Champions League. A bocce ferme e dopo due mesi di campionato però ci si chiede quanto questa Juve sia effettivamente “nuova”: la vecchia intelaiatura resta fondamentale ai fini del gioco bianconero, quanto invece i nuovi acquisti si sono presi la Juventus?



Non troppo a dire la verità, ma lungi dal bocciare il mercato estivo: il contributo degli innesti è chiaro e tenderà ad aumentare nel corso dei mesi, quando ci si auspica che gli ingranaggi saranno tutti ben azionati nei meccanismi di Sarri, che a dirla tutta sta inserendo pian piano i vari acquisti estivi, metodo già familiare alla vecchia gestione Allegri.

Se il reparto avanzato bianconero non presenta novità dallo scorso anno fatta eccezione per Higuaín – che invero si sta rivelando un jolly in grado di dare nuovo lustro alla manovra offensiva –, forse è il centrocampo che ha subito le maggiori modifiche dalla stagione scorsa. È vero, a tirare la carretta sono spesso i cari vecchi Khedira, Pjanic e Matuidi – con Bentancur spesso centellinato e mai al 100% convincente –, ma abbiamo ormai strumenti validi a disposizione per poter valutare l’inizio di stagione di Ramsey e Rabiot; l’ex Arsenal ha già dimostrato quanto il suo valore possa essere una freccia in più all’arco della Vecchia Signora, e se i problemi fisici gli daranno tregua, il gallese sarà quasi sicuramente un titolare inamovibile di Sarri, da mezzala quanto da trequartista, grazie alla sua brillantezza, tecnica e già trovata intesa con i compagni. Ramsey dopo le prime ottime uscite ha patito dei risentimenti alla coscia sinistra, ma adesso è tornato a disposizione: per lui è da ora che parte la stagione vera.

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Aaron Ramsey con la maglia della Juventus

Esattamente opposto è il discorso che riguarda Rabiot. Il francese contava zero presenze nel 2019 prima di indossare la maglia bianconera, dunque ha dovuto quasi completamente riprendere il feeling con il campo e con la corsa, che sembrava essere ciò che mancava davvero all’ex PSG nelle prime presenze stagionali. Rabiot ha tuttavia fatto intravedere qualcosa di decisamente migliore nelle ultime partite, anche se non è ancora risultato affidabilissimo. Se il suo percorso dovesse concretizzarsi, Sarri avrebbe fra le mani un centrocampista completo, dotato di quantità e qualità.

Il ritorno di Gianluigi Buffon sta sicuramente aiutando lo spogliatoio a rimanere compatto su figure come la sua, e anche in campo, quando è stato chiamato in causa, ha dimostrato che, nonostante la veneranda età, è ancora un portiere decisivo.



Menzione speciale va fatta per la difesa, con Danilo, che dopo l’exploit al debutto contro il Napoli con gol dopo pochi secondi si è rivelato ciò che ci si aspettava: una buona pedina da utilizzare nel turnover. Le sue poche prestazioni non sono state chiaramente al livello di quelle di Cuadrado, complice tuttavia l’impatto che il colombiano ha avuto fino ad ora, ma anche il normale periodo di adattamento cui tutti devono far fronte. La presenza del brasiliano non va comunque considerata come un fallimento totale, in un contesto come quello della Juve in cui c’è bisogno di 22 titolari anche un Danilo a far legna è da considerarsi come una risorsa importante.

Per Demiral invece solamente una presenza e con risultati pochi apprezzabili, oltre che qualche polemica sorta dopo le vicende tra il governo turco – al quale il calciatore bianconero, così come il resto dei compagni di Nazionale, ha dato il proprio supporto pubblico – e il popolo curdo. Il suo futuro alla Juve è forse il più indecifrabile.

Il vero argomento caldo dell’ultimo mese è però stato de Ligt: l’olandese è stata la più grossa acquisizione estiva del club campione d’Italia con i suoi quasi 80 milioni di euro. L’ex Ajax è stato suo malgrado, e in maniera crudele e un po’ ingrata, vittima di un accanimento dei media e dei social, causato dalle ormai note dinamiche di gioco delle scorse settimane. Ad un’attenta analisi tuttavia non va dimenticato il fatto che de Ligt si sia ritrovato a dover sopperire dal nulla alla mancanza di un autentico leader come Chiellini, ossia colui che a conti fatti guidava in tutto e per tutto la difesa della Juve, oltre che a fare ciò prima ancora di aver imparato una nuova lingua, con le dovute differenze tra Serie A e Eredivisie e a 19 anni. D’altro canto non va dimenticato tutto il background che de Ligt ha già acquisito alla sua giovane età, in particolare l’essere stato a 18 anni capitano di un club storico come l’Ajax e l’essere stato tra i principali protagonisti della cavalcata che ha portato la squadra in semifinale di Champions in maniera assolutamente imprevista.

Il solo tenere conto di quanto appena detto giustifica la cifra spesa in estate per assicurarsi le sue prestazioni e induce ad avere fiducia auspicandosi che l’olandese possa essere il prossimo faro della retroguardia bianconera per almeno una decade. A completare il quadro va aggiunta come attenuante il fatto che da che mondo è mondo una linea difensiva ha bisogno di movimenti coordinati che si acquisiscono in diverso tempo, dai campi di provincia agli stadi più importanti d’Europa, e che dunque molte sviste possono essere state più che comprensibili. Matthijs de Ligt ha comunque fatto vedere anche delle cose buone e a contrastare gli episodi da moviola basta mostrare agli scettici la sua sontuosa partita contro l’Inter, che nonostante il fallo da rigore ha visto il numero 4 praticamente disarmare Lukaku.

Ci sono poi da considerare anche due acquisti che la Juve ha fatto ma che ha scelto di lasciare in prestito per questa stagione, ovvero Luca Pellegrini e Cristian Romero, rispettivamente terzino del Cagliari e centrale di difesa del Genoa. Il primo sta sicuramente facendo bene insieme a tutti i compagni di squadra, il Cagliari di Maran è probabilmente la miglior sorpresa del campionato e Pellegrini ne è un membro fondamentale. Romero invece ha iniziato la stagione un po’ a rilento, complice sicuramente l’andamento generale del Genoa in questa prima parte di campionato.

Rispondendo dunque alla domanda iniziale, i nuovi acquisti della Juventus non possono ancora vantare una leadership vera e propria, quantomeno sul campo, ma hanno senz’altro innalzato il bagaglio tecnico della squadra. È chiaro che non è facile insediarsi all’interno di un gruppo che vanta già numerosi senatori, tenendo anche conto del numero di trofei vinto da questi ultimi. Da un punto di vista meramente anagrafico in rapporto alle qualità espresse, il futuro tuttavia sorride ai bianconeri, che potrebbe trovarsi delle autentiche colonne portanti per gli anni futuri.



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