Altobelli

Alessandro Altobelli, lo spillo nerazzurro

Calcio contemporaneo Stagione 2018/2019

La scorsa domenica, Fabio Quagliarella è arrivato a quota 132 gol in Serie A, raggiungendo un’icona del calcio italiano degli anni ‘80, Alessandro Altobelli. In occasione di tale traguardo, la Gazzetta dello Sport ha immortalato Altobelli con la divisa bianconera della Juventus, generando non poche polemiche tra i tifosi dell’Inter, squadra della quale è stato simbolo per 11 anni. Anche Altobelli stesso si è espresso a riguardo, affermando che i giornalisti che hanno fatto quell’articolo non fossero veramente a conoscenza di quel che fece durante la sua carriera.

Ma chi è Alessandro Altobelli? Alessandro Altobelli è stato uno dei più grandi centravanti italiani degli anni ‘80, dotato di un fisico alto e magro come un chiodo, uno di quei fisici che, vedendoli, impressionano già solo nel vederli giocare a calcio. Eppure, il magro e alto Altobelli, chiamato “Spillo” proprio a causa di questo fisico, riusciva a giocare a calcio, eccome se ci riusciva. Era un centravanti dotato di un’enorme vastità di colpi, tra i quali spiccavano, senza dubbio, il dribbling e il colpo di testa, oltre che la freddezza sotto porta.

Il centravanti, classe 1955, originario di Sonnino (in provincia di Latina) inizia la sua carriera al Brescia, militandoci per tre anni insieme ad Evaristo Beccalossi, un trequartista dotato di un grande estro, ma anche di sregolatezza a causa della sua discontinuità, che lo seguirà all’Inter dal 1978 al 1984. I tre anni al Brescia sono prolifici e Altobelli segna 29 gol totali in 84 partite. Le sue prestazioni convincono l’Inter ad acquistarlo, nell’estate del 1977, per attuare un progetto di rinascita dopo la conclusione della carriera delle vecchie leve della Grande Inter degli anni ‘60, partendo da Eugenio Bersellini, chiamato “il sergente di ferro” per la sua fermezza caratteriale e per i suoi modi di fare quasi tirannici.

L’Inter con lui è tutta italiana, per la prima volta nella sua storia, e vince la Coppa Italia nella stagione 1977-1978, con un 2 a 1 ai danni del Napoli, e a timbrare il cartellino per la vittoria è Altobelli stesso, che può dunque sollevare al cielo il primo trofeo della sua carriera, in una stagione che l’ha visto segnare 14 gol in 40 partite, mentre in quella successiva ne mette a segno 19 in 37. La terza stagione, quella 1979-1980, rappresenta dunque uno dei periodi più importanti della carriera di Altobelli, che con 15 gol in 29 partite vince lo scudetto, il dodicesimo della storia neroazzurra, da protagonista, in una stagione che lo vede firmare una tripletta storica contro la Juventus a San Siro, in un sonoro 4 a 0 che piega la Vecchia Signora. Non vincerà il premio di capocannoniere per un solo gol, dato che Roberto Bettega ne metterà a segno 16, ma la stagione dell’Inter, tenace e battagliera, passa alla storia come uno dei migliori momenti della storia interista, che deve ringraziare soprattutto Spillo Altobelli e i suoi gol. Queste stagioni incredibili portano Altobelli alla nazionale, in occasione dell’Europeo 1980, che per gli azzurri di Bearzot finiscono con la sconfitta nella finale terzo quarto posto ai rigori.

La stagione 1980-1981 vede Altobelli esordire in Coppa dei Campioni, competizione nella quale Spillo segna 4 gol in 8 partite, trascinando l’Inter in semifinale contro il Real Madrid di Boskov. All’andata finirà 2 a 0, al ritorno i sogni di rimonta dell’Inter si infrangeranno subito sul palo preso da Prohaska, e il gol di Bini non sarà sufficiente per ribaltare il risultato dell’andata. L’avventura di Bersellini all’Inter finisce nella stagione 1981-1982, con la vittoria della terza Coppa Italia della storia nerazzurra. Altobelli sarà ancora una volta determinante, con 9 gol in 9 partite. Nelle prime cinque stagioni in nerazzurro, Spillo aveva segnato 93 gol in 198 partite, un bottino impressionante. Le sue prestazioni all’Inter gli permettono la conferma in nazionale, venendo chiamato per i Mondiali vittoriosi del 1982, seppur sia panchinaro di Paolo Rossi, veramente in stato di grazia. Riesce però a strapparsi il suo attimo di gloria, mettendo la firma nel successo azzurro, segnando un bellissimo gol dopo aver saltato Schumacher, nella finale contro la Germania Ovest.

Bersellini lascia quindi l’Inter, e nelle due successive stagioni i nerazzurri si affidano a Rino Marchesi e a Gigi Radice, con Altobelli che non viene a mancare quando chiamato a segnare. Inizia dunque la stagione 1984-1985, con Ilario Castagner in panchina. La stagione di Spillo è tra le migliori della sua carriera, con 25 gol realizzati in 51 partite, 17 dei quali in campionato, sfiorando il titolo di capocannoniere contro Michel Platini (arrivato a 18), ma i suoi gol non basteranno per vincere lo scudetto, nonostante l’investimento di un Karl-Heinz Rummenigge vittima di infortuni. Il percorso in Coppa UEFA, sia nella stagione 1984-1985, sia nella stagione 1985-1986, sarà memorabile ma quel Real Madrid, effettuerà delle rimonte clamorose dopo che l’Inter aveva fatto delle prestazioni incredibili (con Spillo, tanto per cambiare, protagonista); rimonte, però, che non mancano di polemiche, essendo arrivate in contesti controversi, come nel caso della biglia in testa a Bergomi. Partecipa anche ai Mondiali 1986, stavolta da titolare, segnando 4 gol in 4 partite, ma l’Italia verrà eliminata dalla Francia di Platini, agli ottavi di finale.

Con la chiusura della stagione 1985-1986, sulla panchina nerazzurra arriva Giovanni Trapattoni, Spillo ormai sta per concludere la sua esperienza all’Inter, pur non mancando nella sua vocazione di centravanti. Infatti i rapporti col Trap si inaspriscono sempre di più e Altobelli, sentendosi vittima di un trattamento abbastanza rivedibile dal tecnico, decide di trasferirsi, andando alla Juventus. Conclude quindi la sua carriera all’Inter nel 1988, dopo 11 anni, con 209 gol in 466 partite, che lo rendono il secondo miglior marcatore della storia dell’Inter, alle spalle del solo Giuseppe Meazza. Anche la sua carriera in nazionale si conclude sempre nel 1988, con 25 gol in 61 partite, che lo rendono il sesto miglior marcatore azzurro di sempre.

Alla Juventus Altobelli gioca una sola stagione, quella incriminata dalla foto della Gazzetta dello Sport, segnando 15 gol in 34 partite, in una Juventus in fase di transizione dopo l’addio di Platini. Arriva dunque a quota 132 gol in 337 partite in Serie A, “record” eguagliato recentemente da Fabio Quagliarella. Spillo concluderà quindi la sua carriera al Brescia, nel più classico dei ritorni, raggiungendo il record storico di gol in Coppa Italia, 56 reti in 95 partite.

Questo è stato Alessandro “Spillo” Altobelli, uno dei giocatori più importanti della storia dell’Inter, che ha portato l’Inter a grandi successi e che ha portato la beneamata ad un passo da importanti imprese internazionali, che mancavano dal 1965. Alessandro Altobelli è un eroe nerazzurro, spesso dimenticato, non soltanto dalle nuove generazioni interiste, ma anche dall’immaginario collettivo e probabilmente quanto successo con la Gazzetta dello Sport è dovuto a questa mancanza di conoscenza.