Correa

Correa, un Ángel al servizio del Diavolo

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50 milioni di euro. Una cifra altissima, per molti sproporzionata rispetto alle qualità del giocatore in questione, buone ma non eccelse. Parliamo di Ángel Correa, trequartista e esterno dell’Atletico Madrid, prossimo a vestire la casacca rossonera del Milan. La compagine meneghina lo ha fortemente voluto, lo ha bramato, lo ha atteso e finalmente lo avrà e lo porrà su un piedistallo. Correa sarà al centro del progetto di Giampaolo, che sta fondando una vera e propria rivoluzione tattica: palla in avanti, tocchi rapidi, schemi avanzati, lavoro e applicazione. Il tecnico nativo di Bellinzona è stato proprio il primo promotore della trattativa, data la grande duttilità del giocatore argentino, caratteristica molto apprezzata in ogni frangente del campo. A fronte di una spesa tanto importante sorge spontaneo chiedersi: ma vale davvero tutti questi soldi?

Dinnanzi ad ogni domanda, è necessaria una spiegazione tecnica riguardante il profilo e le caratteristiche del calciatore. Ángel Correa è appartenente alla categoria degli ‘argentini scuola Messi’: rapido, scattante e molto tecnico, duttile, dotato di buone geometrie e bravo sui calci piazzati. Nasce da seconda punta, grazie alla sua rapidità, ma può giocare sulla fascia destra – ruolo in cui ha giocato a Madrid – e in trequarti, dietro le punte. Alto solo 174cm, preferisce bruciare gli avversari in velocità o con dribbling secchi, piuttosto che puntare allo scontro fisico. Ama inserirsi, con movimenti a tagliare alle spalle dei difensori, per poi servire il centravanti con passaggi al bacio. Da buona mezzapunta è sempre pronto a servizio della squadra, capace di ripiegare in difesa, consentire il raddoppio e far ripartire la manovra: o con un fulmineo contropiede palla al piede, o scaricando il pallone sul regista; il tutto in pochi secondi.

 

 

Nato nel 1995 a Rosario – terra che ha dato i natali a fenomi come Messi e Di María ma anche a profili meno blasonati ma ben più affascinanti, come quello di Tomás Carlovich – cresce a Les Flores, un quartiere di periferia dove il calcio rappresenta una via di fuga da delinquenza, povertà e criminalità. Ángelito – soprannome attribuitogli per la statura minuta – preferisce inizialmente giocare nell’oratorio del paese, per le strade e in piazzetta con gli amici, piuttosto che in una squadra, ma sogna di arrivare a calcare prati importanti, nel mito del concittadino Leo Messi, allora giovane talento già in cima al mondo con il Barcellona. A 12 anni entra nelle giovanili del San Lorenzo: lascia la propria casa, per alloggiare nella pensione del club. Nel frattempo, a stringersi attorno al focolare domestico le persone diventano sempre meno: Ángel deve fare i conti, sin da piccolo, con le tragiche morti del padre e di un fratello. Questo però gli darà ancora più forza e voglia di dimostrare al mondo che si possono superare anche i più grandi ostacoli, che si frappongono sul proprio cammino.

Nel 2013 la squadra al completo riceve la benedizione del vescovo della città, che solo un mese dopo sarebbe divenuto Papa Francesco; questo evento dà una scossa a Correa, che poco dopo fa il suo esordio in prima squadra. In totale, con la maglia rossoblu, mette in fila 48 presenze condite da 10 reti. L’Atletico Madrid viene colpito dalla sua tecnica e dal suo elevato potenziale e investe 7.5 milioni su di lui, allora diciannovenne. Il suo primo anno in Colchonero, però, si conclude nella maniera peggiore possibile: 0 presenze a causa di un grave tumore che lo colpisce a soli due mesi dall’arrivo in Spagna. Viene operato d’urgenza a New York e riesce a tornare in campo per il Sudamericano U20, vinto con l’Albiceleste. Fa il suo esordio con l’Atletico solo nella stagione seguente, dopo essere tornato al cento per cento, e comincia ad entrare nei meccanismi della squadra. Trova un grande feeling con il Cholo Simeone, che gli concede sempre più spazio, anche in importanti match di Champions League. In totale, a Madrid, colleziona quasi 200 gettoni, tra campionato e coppe, segnando 30 volte.

Per aprire un nuovo capitolo di una storia così coinvolgente ed appassionante come questa, serve sempre un lieto scenario, in questo caso stranamente rappresentato da un Diavolo. La maligna e piuttosto perfida creatura, si rivelerà invece un balzo in avanti per la carriera del classe ’95, che troverà tutto apparecchiato al meglio per fare bene a Milano. Decisivo è stato il blitz a Madrid di Zorro Boban, altro campione che ha creduto nel limpido talento del rosarino. Le aspettative sono alte, altissime, a causa della cifra di pagamento molto elevata, ma Correa sarà pronto ancora una volta a superare lo scoglio e a passare oltre, con la stessa forza di sempre. Certo è che ad un prezzo così alto, Ángelito sarà una grande scommessa della dirigenza del Milan, ma, ancora una volta, parlerà il campo, unico e fiscale giudice di questo sport.

 

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