Arek Milik, la prima punta dai piedi educati.

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Vado a memoria. Non ricordo un attaccante – o meglio, una prima punta – che abbia battuto o che batta le punizioni così bene come le batte Milik. Già 3 gol su punizione in questa stagione, solo Messi, non un giocatore qualunque, nei 5 maggiori campionati europei ha fatto altrettanto da palla inattiva. La differenza, però, è che il polacco ne ha calciate 4, mentre la ‘pulga‘ 28.

Certo, le punizioni di Del Piero, Pirlo, Totti e compagnia erano una gioia per gli occhi di tutti gli amanti della Serie A, ma sono giocatori che giocavano più lontano dalla porta e che hanno fatto della loro tecnica la loro fortuna. Prime punte dal piede educato come il suo è davvero raro incontrarle. Solo i grandi come Cavani o Suárez ne hanno fatti di simili, ma adesso le battono di rado per motivi come quello di avere Messi o Neymar in squadra. Se torniamo più indietro anche “El Emperador Adriano le calciava così bene e qualche gol lo ha pure segnato, anche se spesso optava per la potenza. Insomma, stiamo parlando di grandi giocatori e il polacco lo sta diventando, sicuramente.

Arkadiusz Milik quindi è un caso raro e noi italiani ce lo coccoliamo, sperando che rimanga a lungo nel nostro campionato. Dopo le due sfortunate stagioni precedenti caratterizzate dal doppio infortunio e interventi chirurgici, quest’anno pare aver ritrovato ritmo e continuità: 22 presenze e 14 gol in campionato, 3 dei quali – come già detto – sono arrivati su punizione.

Il traguardo dei 20 gol adesso è più vicino e vorrebbe dire tanto per Milik, vorrebbe dire aver trovato finalmente la continuità e, quindi, la possibilità di mostrare il suo valore e la sua tecnica. E non è un caso che, spesso, Ancelotti sia costretto a far partire dalla panchina un giocatore come Dries Mertens. Ma d’altronde lo stesso Carletto a inizio stagione, dopo Lazio-Napoli del 18 agosto in cui Milik era andato a segno, alla domanda se fosse più forte Milik o Shevchenko rispondeva con un secco: “Adesso e oggi è meglio Milik, auguro a lui di fare quello che ha fatto Sheva. Non dico che gli somigli, però è molto presente e svelto in area; farà tanti gol”.

A posteriori possiamo dire che Milik è stato il vero acquisto dell’estate del Napoli, il centravanti che mancava dai tempi di Cavani prima e Higuaín dopo. Finora, infatti, ha messo in luce tutto il suo repertorio di attaccante completo: gol di rapina, gol di testa, gol dalla distanza e gol su punizione; e ripeto, che punizioni!

Il primo gol su calcio piazzato era arrivato in un Cagliari-Napoli dello scorso 16 dicembre. Gol decisivo per il Napoli, perché arrivato alla scadere; ma soprattutto gol decisivo per sé stesso, per il suo morale. Ricordiamo infatti che pochi giorni prima ad Anfield aveva avuto sui piedi l’opportunità di pareggiare la partita, ma fallì l’occasione clamorosamente. Quel gol è stato fondamentale per ripartire e per farsi scoprire come battitore di punizioni. E adesso pure uno dal piede educato come Lorenzo Insigne non può che farsi da parte quando la posizione della battuta è sul centro-destra.

Con il calo di gol di Duván Zapata nelle ultime partite, adesso il duo polacco Milik-Piatek è il migliore in Serie A per rapporto gol segnati/minuti giocati. Letali sotto porta. Se poi a questi aggiungiamo anche Lewandowski possiamo affermare che per qualche anno la nazionale polacca possa dormire sonni tranquilli là davanti. Gold generation.

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