Audero o Falcone, chi deve giocare titolare nella Sampdoria?

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La pessima prima parte di stagione della Sampdoria ha portato il nuovo presidente Marco Lanna a esonerare Roberto D’Aversa e a richiamare Marco Giampaolo. Tra i diversi problemi che il nuovo tecnico dovrà risolvere c’è anche quello del portiere: Emil Audero, che è rientrato dall’infortunio subito contro il Napoli lo scorso 9 gennaio, non ha vissuto un inizio di anno facile e ha alle sue spalle Wladimiro Falcone che spinge per essere il titolare.

L’ex portiere del Cosenza, nelle otto partite disputate finora in stagione, ha fatto molto bene. È stato grande protagonista in Coppa Italia contro il Torino e in campionato con la Roma, risultando decisivo per il passaggio del turno e per il pareggio dell’Olimpico. I tifosi hanno chiesto a gran voce un maggiore utilizzo e, probabilmente, con D’Aversa sarebbe stato così. L’avvento di Giampaolo avrebbe potuto, però, cambiare le carte in tavola, ma anche il tecnico di Giulianova, per ora, sta scegliendo Falcone al posto di Audero.


Emil Audero, il peso delle critiche

Arrivato nel 2018 dalla Juventus per 20 milioni, Audero è stato uno dei grandi colpi dell’era Ferrero, il più costoso di sempre nella storia della Samp. In questi tre anni e mezzo alla Sampdoria ha spesso subito le critiche dei tifosi, dovute anche all’alto costo del suo cartellino. Critiche che si sono fatte più aspre soprattutto dopo una prima stagione giocata ad alto livello. Nell’ultima Sampdoria di Giampaolo, infatti, il portiere collezionò 11 clean sheet in 36 partite, subendo 51 gol. L’anno dopo, invece, complice anche l’avvicendamento in panchina tra Di Francesco e Ranieri, i blucerchiati andarono vicini alla retrocessione e Audero non fu esente da colpe. Sessanta reti incassate, diversi errori e, aspetto più volte sottolineato dall’ambiente blucerchiato, una forte insicurezza nelle uscite.

La stessa insicurezza che ha manifestato nelle prime 20 partite di questa Serie A. Tanti i gol subiti – 37 – e appena tre le porte inviolate. In diverse occasioni suoi errori hanno portato a gol avversari, come alla prima giornata con il Milan, nel 4-1 con il Napoli, nel 3-3 con l’Udinese e, in generale, sembra non riuscire a guidare la difesa con sicurezza. Cosa che, invece, è sembrato fare Falcone nelle poche partite avute a disposizione.

Wladimiro Falcone, la sicurezza ritrovata

Il portiere, cresciuto nella Sampdoria, ha dato prova, soprattutto in Serie B al Cosenza, di essere pronto per fare il numero uno. L’anno scorso ha chiuso con il record di rigori parati (5) che gli sono valsi la fiducia dei blucerchiati. Dopo, infatti, tre stagioni in prestito tra il 2017 e il 2021, ecco la prima squadra – per la seconda volta dopo l’annata 2019/2020 – e la possibilità di giocarsi il posto con Audero. Possibilità che il classe 1995 sta cercando di giocarsi al meglio, mettendo in difficoltà prima D’Aversa e poi Giampaolo con prestazioni di ottimo livello, riuscendo a conquistare l’affetto dei tifosi.

Molto bravo nelle uscite e rapido tra i pali, Falcone ha evitato contro Torino e Napoli che il passivo fosse più pesante dei rispettivi 1-2 – a Marassi – e 1-0 – al Maradona. Contro il Sassuolo ha tenuto la porta inviolata e con il Milan, nonostante la sconfitta, si è reso protagonista di ben sei parate e due interventi importanti su Messias e Giroud, che gli ha fatto anche i complimenti. Giampaolo ha ribaltato le gerarchie e anche la difesa sembra più convinta con un portiere che, finalmente, compie interventi anche decisivi.

Falcone si è preso la Sampdoria e ora, dopo anni di titolarità indiscussa, toccherà ad Audero ritrovare la fiducia e il posto da numero uno. In attesa dell’estate, quando, con il mercato, potrebbe risolversi il dualismo con la partenza di uno dei due.

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