Serie B

Bagarre salvezza: la sottile linea tra paradiso e inferno

Calcio contemporaneo Stagione 2018/2019

Il fascino della lotta retrocessione; la grinta delle neopromosse e l’esperienza delle veterane, la freschezza dei giovani contrapposta alla maturità dei più anziani.

Una serie di caratteristiche che rendono bella e appassionante la sfida per mantenere la categoria e proseguire il proprio cammino tra le grandi del calcio.

Una sfida che riguarda tutte le squadre del campionato, che lottano per raggiungere la tanto sospirata ‘salvezza matematica’, ovvero la soglia dei fatidici 40 punti.

Chi riuscirà ad ingranare la marcia successiva del proprio progetto e chi, invece, dovrà inserire la retromarcia e fare dei passi indietro? Analizziamo insieme, a tre settimane dall’inizio della Serie A, l’attuale situazione del nostro campionato.

 

 

Iniziamo escludendo tutte quelle squadre che,  visti i recenti risultati e la situazione sia a livello finanziario che societario, puntano ad obiettivi più ambiziosi.

In primis la Juventus, squadra più forte del campionato ed una delle più forti d’Europa e che non ha certo bisogno di presentazioni.

A seguire, il trittico delle squadre che si contenderanno il ruolo di ‘anti-Juve’; il Napoli, autore di una passata stagione da record; la Roma, che a seguito dei risultati ottenuti nell’ultima Champions League risulta essere una delle 4 squadre più forti del calcio europeo; l’Inter, una squadra rinata sotto la guida del mentore Spalletti e che è in cerca di conferme, sia in campo nostrano che estero.

Inoltre,  Milan e  Lazio, squadre che ambiscono alla Champions e che si candidano prepotentemente ad occupare uno dei due posti valevoli per l’Europa League.

Come ultime esenti possiamo nominare Atalanta, Fiorentina, Sampdoria e Torino che sono in corsa per ottenere il settimo posto, valevole per l’Europa League nel caso in cui una delle prime sei classificate a fine stagione vinca la Coppa Italia.

 

 

Passiamo adesso ad analizzare quelle squadre che a diverso titolo rischiano la Serie B.

Rigorosamente in ordine alfabetico abbiamo Bologna, Cagliari, Chievo Verona, Empoli, Frosinone, Genoa, Parma, Sassuolo, Spal e Udinese.

Bologna: la squadra è nel momento clou del suo progetto, questa dovrebbe essere la stagione del salto in avanti. L’innesto in porta di Skorupski ha portato molta freschezza sostituendo il molto più maturo ed esperto Mirante. In difesa possiamo trovare due giocatori di buon livello e molto affidabili, Giancarlo Gonzalez e Sebastien De Maio, mentre a centrocampo è presente una bella combinazione di gioventù ed esperienza, i nomi che spiccano sono quelli di Poli, Pulgar, Donsah e Dzemaili. Infine l’attacco, dove sono stati ceduti Di Francesco e Verdi ed acquistati Falcinelli e Santander, che si aggiungono al più noto Mattia Destro, andando a costituire un attacco ricco di scommesse. Ma la vera novità in casa ‘felsinea’ si ha dal cambio di guida tecnica, arriva il ‘giovane’ Filippo Inzaghi e se ne va l’esperto Roberto Donadoni.

Il Cagliari è ritornato in Serie A da soli due anni fa, e dopo aver passato un anno burrascoso, il patron Giulini ha deciso di puntare su un allenatore che di salvezza è esperto, Rolando Maran. Con una campagna acquisti mirata e con un forte sforzo per trattenere (per ora)  i tasselli chiave, la costruzione della squadra sta proseguendo nella direzione giusta. È stato tenuto il giovane Cragno, uno dei candidati per difendere la porta azzurra del futuro. L’innesto dell’esperto Darijo Srna ed il riscatto del giovane Filippo Romagna costituiscono le basi di una difesa solida. La società sta riuscendo a respingere le offerte per Nicolò Barella, che insieme al neo acquisto Lucas Castro e l’uomo immagine Joao Pedro, è uno degli uomini chiave del centrocampo. A completare il reparto offensivo l’acquisto del giovane Cerri per un grande esborso economico (1,5 milioni il prestito oneroso+7,5 milioni l’obbligo di riscatto).

Il Chievo Verona è una squadra molto anziana, partendo dal portiere (Stefano Sorrentino, 39 anni) arrivando all’attaccante (Filip Djordjevic, 30 anni), guidata da mister D’Anna, che in passato ha allenato solo formazioni come il Sudtirol e la formazione u19 dello stesso Chievo Verona. La squadra è costituita da giovani scommesse affiancate da giocatori anziani più esperti. In difesa Martin Valjent è affiancato a Nenad Tomovic, a centrocampo Sofian Kiyine si trova in coppia con Ivan Radovanovic e in attacco Luca Garritano affianca Filip Djordjevic. Inoltre la società è sotto processo, e ciò potrebbe costargli la serie B già prima dell’inizio del campionato, tutto questo a favore del Crotone.

L’Empoli, neopromossa e in cerca di rivincita, ma non molto competitiva. Il portiere è un’incognita, Terracciano, Fulignati o Provedel, troppo poco, urge un acquisto. L’esperienza di Manuel Pasqual e Domenico Maietta dovranno aiutare a scongiurare il rischio dei goal. A centrocampo troviamo tanti talenti, partendo da Bennacer, arrivando a Zajc e passando per Krunic, l’unica pecca è l’assenza di esperienza. Su Caputo, supportato dal neo acquisto La Gumina, grava la responsabilità di fare goal.

Il Frosinone arriva con la voglia di affermarsi in una realtà di più ampio respiro, e il calciomercato operato dal dg Salvini va proprio in questa direzione. L’acquisto di Sportiello blinda la rete ciociara, in difesa gli acquisti di Goldaniga e Molinaro sono rinforzi non di poco conto, la sostanza di Crisetig servirà a compensare le scorribande offensive del numero 10, Danilo Soddimo, mentre in attacco Stipe Perica dovrà aiutare i ben più esperti Dionisi e Ciofani a portare a casa punti pesanti.

Il Genoa, come ogni anno sta proponendo una rivoluzione, ma in questa sessione gli acquisti sono mirati e giusti, e soprattutto condivisi da mister Ballardini. Per il dopo Perin arriva Radu insieme alla chioccia Marchetti. In difesa l’unico cambio è Izzo per Gunter, profilo che fino a due anni fa era visto come un futuro crack del calcio mondiale. Sulle fasce c’è l’acclamato ritorno di Domenico Criscito, firma a vita per tornare in patria e per tornare alla nazionale, ma dovrà condividere il ruolo con Diego Laxalt, che torna da un ottimo Mondiale. Gli arrivi di Mazzitelli, Sandro e Romulo costituiscono una mediana di buon livello mentre in attacco l’esperienza di Pandev e Lapadula è accompagnata dalle qualità di Iuri Medeiros e del neo acquisto Piatek.

Il Parma dopo il fallimento è protagonista di un scalata da Oscar e torna con grande ambizione, ma dovranno fare i conti la sentenza del tribunale sportivo: 5 punti di penalizzazione. L’arrivo di Sepe è buono, un giocatore che ha voglia di riscatto dopo 2 anni nell’ombra. Bruno Alves, Gobbi e Luca Rigoni apportano alla squadra molta esperienza, ed insieme alle qualità di Di Gaudio e Ciciretti potranno fare molto male agli avversari. Manca però un centrocampista di livello; il solo Stulac non può bastare.

Il Sassuolo lo scorso anno ha avuto un inizio di stagione da incubo ma si è poi ripreso riuscendo a chiudere il campionato con una media punti da Europa League. La società ha deciso di esonerare Iachini, sostituendolo con De Zerbi che, nonostante i risultati ottenuti con il Benevento, complice anche il valore della rosa, ha proposto un calcio di buon livello. Questa è una squadra già composta da ottimi giocatori e che è riuscita a rinforzarsi, nonostante la pesante cessione di Matteo Politano.  Arriva l’altisonante Kevin-Prince Boateng, l’ala Di Francesco e il meno noto Filip Djuricic. Inoltre le conferme di Consigli, Ferrari, Babacar e Berardi non fanno altro che aumentare il livello della rosa.

La Spal arriva da un miracolo targato mister Semplici e portato avanti da un rinato Mirco Antenucci, ma quest’anno sarà più dura e sarà necessario colmare il gap con le altre squadre tramite la campagna acquisti. Di fatto gli unici reparti di livello sono la porta,  Milinkovic-Savic e Gomis si contenderanno il posto, e l’attacco, in cui Paloschi, Petagna e Antenucci scalpitano. Forse i soldi spesi per acquistare Petagna potevano essere impiegati per potenziare altri reparti, magari la difesa, dove il giocatore di riferimento è un modesto Felipe.

Infine l’Udinese, squadra che ha cambiato guida tecnica, passando da Igor Tudor a Julio Velazquez, allenatore non molto conosciuto. La campagna acquisti non sta proseguendo molto bene, soprattutto vista la cessione di Jankto. Per ora l’unico vero acquisto è Rolando Mandragora, ma non basta. Ma, nonostante tutto, resta una squadra di buon livello ricca di giocatori dal potenziale inespresso come De Paul, Lasagna e Scuffet.

Alla luce di quanto sopra, possiamo dire che Bologna, Cagliari, Genoa, Sassuolo e Udinese sono di un livello superiore rispetto alle altre compagini, e, salvo sorprese, non dovrebbero avere problemi; per cui le squadre a rischio restano Chievo Verona, Empoli, Frosinone, Parma e Spal.

 

 

Sarei portato a considerare il Chievo Verona ormai alla fine del suo percorso in questo campionato, anche alla luce dell’attuale situazione societaria e finanziaria, che lo vedono in difficoltà con la legge sportiva.

Per analoghe criticità, anche il Parma è condannato, servirebbe un vero e proprio miracolo;  per una squadra di questo livello, 5 punti di svantaggio possono rappresentare un’infinità, sia tecnicamente che psicologicamente.

La terza retrocessa sarà l’Empoli; una squadra incompleta in più reparti e che se non prenderà provvedimenti sul mercato rischierà la punizione più pesante.