Valencia

Conosciamo il Valencia

AAo Analisi Calcio Europeo Slider

Lunedì 16 dicembre, a Nyon, si sono tenuti i sorteggi per gli ottavi di finale della Champions League; per la prima volta nella sua storia, e dopo aver collezionato 3 sconfitte di fila nelle prime uscite europee, tra le partecipanti alla fase finale della competizione figura l’Atalanta di Gian Piero Gasperini, che grazie ad una buone dose di fortuna è riuscita ad evitare colossi del calcio europeo come Paris Saint-Germain, Bayern Monaco, Barcellona o i campioni in carica del Liverpool, dovendosela vedere con gli spagnoli del Valencia, giudicati dalla stampa italiana come la Cenerentola delle prime classificate. Se è vero che il livello dei pipistrelli non è paragonabile a quello delle squadre precedentemente citate, rimane il fatto che la sfida tra le due compagini appare quantomeno equilibrata, e che sicuramente anche gli spagnoli abbiano tirato qualche sospiro di sollievo evitando alcune delle squadre classificatesi come seconde nei rispettivi gironi.



Il Valencia, dopo un’annata molto particolare caratterizzata da ben 16 pareggi in campionato, è riuscito a qualificarsi per la massima competizione europea per squadre di club piazzandosi per il secondo anno di fila al quarto posto in classifica ai danni del Getafe, superato di sole 2 lunghezze; in campo europeo invece gli iberici dopo essere stati retrocessi in Europa League sotto i colpi di Juventus e Manchester United, vanno avanti nella competizione arrivando fino alle semifinali, venendo poi eliminati dall’Arsenal di Unai Emery con un netto 7-3 totale, ma che non macchia quanto di buono fatto prima considerando la scarsità di alternative per poter giocare in due competizioni e, soprattutto, la vittoria nel derby della Comunidad Valenciana contro il Villarreal ai quarti.

Come detto in precedenza, la squadra a disposizione del tecnico Marcelino García Toral – allenatore forse troppo poco apprezzato dai suoi tifosi, nonostante i risultati ottenuti con una squadra che prima del suo arrivo ha addirittura rischiato una retrocessione – non era abbastanza lunga per poter combattere su più fronti, dunque sia il tecnico che i tifosi valenciani si aspettavano una campagna acquisti di tutto rispetto, ma sono stati prontamente smentiti: alle porte del Mestalla arrivano Jasper Cillessen – in uno scambio che porta Neto al Barcellona –, Jaume Costa, Eliaquim Mangala, Thierry Correia e l’attaccante uruguagio Maxi Gómez, acquistato per circa 15 milioni di euro dal Celta Vigo dove invece si ri-accasa Santiago Santi Mina a titolo gratuito; i nuovi arrivati faticano a incidere inizialmente e Marcelino, che nonostante varie divergenze era riuscito a raccogliere 4 punti nelle prime 3 giornate di campionato, viene sostituito dal nuovo tecnico Albert Celades, vice-allenatore delle nazionale spagnola agli scorsi mondiali.

La prima partita del nuovo allenatore sulla panchina dei murcielagos è una netta sconfitta per 5-2 contro il Barcellona di Luis Suárez, autore di una doppietta; da quel momento in poi però il Valencia acquista fiducia nei suoi mezzi sia in campionato ma soprattutto in Champions League. Il battesimo stellato di Celades si tiene appena tre giorni dopo la débâcle coi catalani allo Stamford Bridge di Londra, la casa del Chelsea, dove riesce a imporsi grazie a un gol di Rodrigo al 73esimo minuto, imbeccato da una splendida palla del capitano Daniel Parejo da calcio piazzato. Il girone è molto equilibrato, tanto che all’ultima giornata Valencia, Chelsea ed Ajax hanno ancora l’opportunità di passare alla fase successiva; gli inglesi riescono a imporsi senza problemi contro la vittima sacrificale del Lille, ma il vero scontro è alla Johan Cruijff Arena di Amsterdam: il pronostico vede favoriti i padroni di casa – che all’andata hanno già battuto gli Els Che per 3 reti a zero al Mestalla – però, a sopresa, è il Valencia a staccare il pass per gli ottavi grazie ad una vittoria per 1-0 siglata dal solito Rodrigo, che lancia i suoi agli ottavi contro la Dea.



Per quanto riguarda il lato tattico, non ci sono state variazioni con l’avvicendamento in panchina di settembre; il Valencia dunque scende quasi sempre in campo, infortuni permettendo, con il più classico dei 4-4-2 con la seguente formazione tipo: Cillessen in porta, la coppia centrale composta dagli esperti Ezequiel Garay e Gabriel Paulista, Daniel Wass e José Gayà esterni bassi, linea a 4 di centrocampo che da destra a sinistra vede Ferran Torres, Parejo, Geoffrey Kondogbia e Gonçalo Guedes, mentre davanti il partner di Rodrigo è Maxi Gómez. Gli 11 sopracitati sono teoricamente i titolari, tuttavia nel corso della stagione vari problemi fisici hanno colpito i calciatori valenciani, spesso dunque di fianco a capitan Parejo si è visto l’ex Arsenal Francis Coquelin mentre a sinistra Guedes, il giocatore più pericoloso e dotato tecnicamente della rosa, non ha giocato per parecchie settimane a causa di un infortunio alla caviglia che ha costretto Celades a dover utilizzare o il russo Denis Cheryshev – che sembra un parente alla lontana del giocatore che tanto bene ha fatto agli scorsi mondiali con la sua nazionale – o Carlos Soler, altro giocatore dalle spiccate qualità tecniche che nel corso di questa stagione ha dovuto fare i conti con vari problemi fisici.

Data la scarsità di alternative di qualità, al gong del mercato invernale in Spagna decidono di puntare forte sul capitano della Roma Alessandro Florenzi, che dopo una prima parte di stagione opaca nella capitale, per via del rapporto tutt’altro che idilliaco con il suo allenatore che non lo vede come titolare, vola al Mestalla per convincere il CT Roberto Mancini a convocarlo per gli Europei.



Gli uomini da tener d’occhio per il doppio confronto sono sicuramente Parejo, Soler, Torres e Rodrigo, dato che Guedes potrebbe non rientrare in tempo per il doppio confronto. Partendo dal capitano, l’ex canterano del Real Madrid è un centrocampista molto dotato dal punto di vista tecnico e non solo: non è sicuramente un giocatore che fa della velocità palla al piede la sua arma principale, anzi, ma è molto rapido nel pensiero, caratteristica questa che gli permette non solo di gestire ottimamente il gioco, scaricando al momento giusto per gli esterni o lanciando in profondità gli attaccanti, ma anche di posizionarsi bene quando gli avversari ripartono in contropiede; inoltre è un giocatore dalle buone capacità balistiche, spesso in gol con tiri dalla medio-lunga distanza e da calcio piazzato, un pericolo per la difesa bergamasca. Aggredirlo con un pressing costante può essere una strategia.

Torres e Soler sono entrambi prodotti del vivaio ed entrambi giocano prevalentemente come esterni destri, la differenza sta nel fatto che il primo è un esterno di fascia che punta molto sulla velocità per scavalcare l’avversario e andare al cross, Soler invece è più tecnico anche perché nasce come centrocampista, quindi tende più a dribblare l’avversario per poi scaricare al compagno: insieme possono far male.

Davanti infine quello che è il giocatore simbolo della squadra, nonché bomber delle ultime stagioni: Rodrigo. L’attaccante delle furie rosse – anche se col doppio passaporto brasiliano – può essere una spina nel fianco del terzetto difensivo nerazzurro: velocissimo e dal buon bagaglio tecnico, Rodrigo ama partire largo a destra per accentrarsi e colpire col sinistro, cercando il tiro o il passaggio vincente; quest’anno il feeling col gol non è dei migliori, appena 2 gol in 20 partite di campionato – compensati dai 9 assist per i compagni –, ma il livello del calciatore non si discute.

Le considerazioni fatte sopra però devono tener conto degli infortuni che stanno tartassando il Valencia, che per via di assenze pesanti come quelle di Cillessen, Garay, Rodrigo – quest’ultimo potrebbe però recuperare per la gara di ritorno – e dello stesso Florenzi – colpito dalla varicella –, che nonostante le prime apparizioni tutt’altro che esaltanti – 2 presenze e un’espulsione – poteva essere utile conoscendo l’avversario, e che quindi andrà a Milano – la gara si giocherà a San Siro, come le precedenti 3 gare di Champions giocate in casa dall’Atalanta in questa stagione – con una formazione rimaneggiata.

Il Valencia non sarà una squadra di altissimo livello come quelle che i bergamaschi hanno evitato nel sorteggio, ma è una squadra ostica, momentaneamente al settimo posto in campionato a due sole lunghezze dall’Atletico quarto, che può dire la sua e fare male soprattutto al ritorno, tra le caldissime mura amiche, e con recuperi fondamentali.


Condividi su...
Share on Facebook
Facebook
Tweet about this on Twitter
Twitter