Real Madrid

Crisi Real Madrid: il motivo del crollo

Calcio contemporaneo Stagione 2018/2019

Asensio, Isco, Modric e Bale. Questi sono solo alcuni dei campioni che vestono la maglia dei galacticos. Nonostante tutto l’ultima vittoria risale al 22 Settembre, quando gli uomini di Lopetegui hanno battuto per 1 a 0 l’Espanyol. Da allora 3 sconfitte, 1 pareggio, 5 gol subiti e 0 fatti.

Il motivo dei danni è stato attribuito all’attacco; per una squadra che può vantare i nomi di Benzema e Bale non è normale affrontare 4 partite senza riuscire a mettere la palla in rete. Proprio il reparto offensivo è stato quello che durante l’ultima sessione di mercato è cambiato di più: la clamorosa cessione di Cristiano Ronaldo, passato alla Juventus per una cifra che si aggira attorno ai 120 milioni di euro, ha portato via a Lopetegui un giocatore che con la camiseta blanca ha messo a segno 311 gol in 292 partite.

È forse la cessione di Ronaldo ad aver portato la squadra in una crisi così profonda?

Probabilmente no; il Real Madrid nelle prime 4 partite di campionato ha messo a segno 11 gol, segnandone 3 anche alla Roma in Champions League. Il Real sa come si fa gol; quindi qual è il motivo del digiuno?

 

 

Il gioco offensivo delle merengues è caratterizzato da un grande possesso palla mirato a sfruttare ogni occasione che l’avversario concede. Il grande difetto di questo modo di giocare è che è molto facile contrastarlo, naturalmente esistono le eccezioni come il Barcellona di Pep Guardiola. Le squadre avversarie ci hanno messo poco a mettere a punto un stile di gioco che possa fermarli: difesa stretta e compatta in attesa di ripartire; così le giocate individuali sono molto difficili e trovare Benzema in area tramite cross diventa difficoltoso, unica soluzione sono i tiri da fuori, ma è assurdo pensare di poter vincere le partite solo con missili da 30 metri.

La soluzione è semplice: un bagno di umiltà; per una volta abbassarsi in difesa così da poter sfruttare le enormi qualità dei giocatori in fase di ribaltamento.