de Ligt

La rapida ascesa di Matthijs de Ligt

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Per emergere nel calcio che conta uno degli elementi imprescindibili deve essere la personalità, che sicuramente fa parte del repertorio di Matthijs de Ligt, il quale ad appena vent’anni compiuti può vantarsi di essere una colonna portante della Juventus e della nazionale neerlandese.



Nato a Leiderdorp, piccolo centro vicino a Utrecht, Matthijs inizia a praticare il tennis per volere dei genitori, entrambi tennisti, ma ben presto capisce di preferire il pallone più grande alla pallina vuota all’interno ed inizia a giocare in una squadra locale prima di approdare a soli 10 anni nel settore giovanile dell’Ajax, dove svolge tutta la trafila nelle giovanili prima di esordire in prima squadra a soli 17 anni nella stagione 2016/17.

Dopo aver perso il campionato all’ultima giornata contro il già retrocesso De Graafschap ad Amsterdam si avverte la necessità di cambiare rotta, dunque oltre agli acquisti di Hakim Ziyech e Davinson Sánchez, vengono promossi in prima squadra i giovani talenti cresciuti al De Toekomst – il centro sportivo biancorosso il cui nome tradotto in italiano significa “futuro” – come Justin Kluivert, Frankie de Jong, Kasper Dolberg e proprio lo stesso de Ligt che nonostante inizi la stagione con la squadra delle riserve si ritrova catapultato subito nel mondo dei grandi.

«Un errore di concetto consiste nell’aspettare
troppo a lungo per far debuttare i giovani»

Johan Cruijff

Matthijs fa il suo esordio nel match di KNVB Beker – la coppa dei Paesi Bassi – vinto dai suoi contro il Willem II, partita nella quale il giovane difensore trova anche la gioia del primo gol da professionista sugli sviluppi di un corner battuto da Ziyech; da quel momento è una rapida escalation che porta de Ligt a esordire in Europa League prima e in campionato poi nel giro di appena 3 giorni a fine novembre.

La stagione dei lancieri si conclude con il secondo posto in campionato, ma è in Europa che i ragazzi di Peter Bosz danno il meglio di sé, arrivando in finale contro il Manchester United: alla Friends Arena di Solna si impongono gli inglesi con un netto 2-0, ma la partita consacra de Ligt come il più giovane calciatore di sempre a disputare una finale di una competizione europea, a 17 anni e 285 giorni; è in Europa che il difensore si conferma punto fisso della squadra – in patria si alterna spesso con la squadra riserve – giocando da titolare tutte le partite a partire dagli ottavi di finale, mostrando oltre alle doti calcistiche quella che forse lo caratterizza meglio: la leadership. Diventa inoltre idolo dei tifosi, restando a cantare con i supporter dell’Ajax accorsi a Lione per il ritorno della semifinale tra biancorossi e l’OL.

La stagione successiva è tribolata per i lancieri, eliminati al terzo turno dei preliminari di Champions dal Nizza di Balotelli e successivamente ai play-off di Europa League dal Rosemborg di Nicklas Bendtner, le cose non vanno meglio in patria dove il PSV è irraggiungibile, dunque si arriva all’avvicendamento in panchina che vede l’arrivo di Erik ten Hag, con cui l’Ajax  si piazza al secondo posto in classifica, e che mette le basi per la straordinaria stagione successiva.



Il 2018/19 è l’anno che consacra de Ligt come perno della squadra olandese, infatti ad appena 19 anni, anche per via dei frequenti infortuni accorsi a Joël Veltman, viene nominato capitano del club, un fardello non da tutti considerato il blasone della squadra, ma che sembra non pesare al ragazzo cresciuto nelle giovanili: la stagione di de Ligt si conferma sugli standard altissimi di quelle precedenti, tanto da essere premiato come European Golden Boy, stimolo questo che gli permetterà di giocare ancor meglio la seconda parte di stagione.

Se in campionato non c’è storia, la vera sorpresa si ha in ambito internazionale, dove l’Ajax passa agevolmente il girone piazzandosi al secondo posto dietro al Bayern Monaco. Nella fase a eliminazione diretta i primi a cadere sono i campioni in carica del Real Madrid, che dopo essersi imposti per 2-1 alla Johan Cruijff Arena vengono schiantati in casa con un perentorio 4-1: senza lo squalificato Sergio Ramos la difesa balla, ma anche in fase offensiva le merengues hanno parecchie difficoltà non riuscendo mai a scalfire il muro biondo di 190 cm per 90 kg; nel turno successivo i Godenzonen fanno ancora meglio eliminando in quel di Torino la Juventus proprio con un colpo di testa di de Ligt, annullando la situazione totale di pareggio, all’andata un gol per parte, siglando il definitivo 2-1.

Non sarà l’ultimo suo gol della competizione, segnerà infatti uno dei due gol dell’Ajax nella semifinale di ritorno contro il Tottenham, che si concluderà poi con un’impresa insperata degli inglesi che all’ultimo secondo si aggiudicheranno la finale.

Matthijs de Ligt, il capitano più giovane nella storia della Champions ad affrontare una semifinale

Matthijs sale alla ribalta del calcio europeo mostrandosi per quello che è: un difensore coriaceo, forte nell’anticipo, capace di essere pericoloso anche in zona gol – ben 7 a fine anno –, e dalla discreta tecnica di base che gli permette di impostare l’azione come play basso.

Il 16 luglio dello stesso anno atterra all’aereoporto di Caselle dopo che la Juventus ha acquistato il suo cartellino per una cifra che si aggira attorno agli 85 milioni – che lo rendono il terzo calciatore più pagato nella storia del club torinese – strappandolo alla concorrenza agguerritissima di top club come Paris Saint-Germain e Barcellona.

Dopo aver disputato le amichevoli di precampionato, il nuovo tecnico bianconero Maurizio Sarri decide di seguire la linea guida del suo predecessore volendo far inserire gradualmente negli schemi il neo-acquisto, per questo motivo nella prima uscita stagionale a Parma de Ligt si accomoda in panchina dietro ai mostri sacri Bonucci e Chiellini, ma complice il gravissimo infortunio di quest’ultimo alla vigilia della seconda giornata, il difensore degli orange deve accelerare il processo di apprendimento ed è “costretto” ad esordire in Serie A contro il Napoli; il big match dello Stadium vede un de Ligt iniziare bene ma peggiorare nel tempo, rendendosi co-responsabile dei gol di Lozano e Di Lorenzo, che comunque non bastano a fermare la Juve.

Il primo mese e mezzo è complicato, alterna buone prestazioni ad altre sottotono, evidenziando il difetto di giocare con le braccia troppo larghe dal corpo concedendo 2 rigori e rischiando di causarne altri. Pian piano le prestazioni migliorano e dopo aver segnato e deciso il derby contro il Torino con un suo gol, qualcosa si sblocca nella testa di Matthijs che diventa sempre più autorevole al centro della difesa con prestazioni sontuose in cui non fa passare niente o quasi, come quelle in rapida successione contro Milan, Atalanta e Atlético Madrid.

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L’esultanza di Matthijs de Ligt dopo il gol decisivo nel suo primo Derby della Mole

Matthijs de Ligt è sicuramente uno dei calciatori più promettenti del panorama calcistico internazionale, è indubbio che ancora debba migliorare e maturare sotto alcuni punti di vista, uno su tutti il non prendere sottogamba l’avversario – fin qui ha giocato meglio nelle partite che sulla carta erano più difficili –, ma le qualità non gli mancano e se riesce ad affinarle maggiormente potremmo vedere nei prossimi anni uno dei migliori interpreti del mondo in quel ruolo.


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