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E se tornassimo ad ascoltare le partite di campionato alla radio?

Articoli d'opinione Calcio contemporaneo Stagione 2018/2019

È iniziato il campionato e con lui le polemiche, da bravi e buoni italiani.

Se l’anno scorso, sotto l’occhio attento del calciofilo medio, era finita la VAR, quest’anno il motivo di tanto parlare è dato dai diritti tv e dagli orari delle partite.

Chiamateci nostalgici, chiamateci vecchi, chiamateci come volete, ma a noi il campionato spezzatino non piace per niente. La Lega Serie A ha infatti deciso di suddividere il calendario così: un anticipo il sabato alle 15, in cui magari verranno rifilate le partite delle aspiranti squadre che potranno retrocedere, così, per abituarle al clima e alla luce del sabato pomeriggio; un ulteriore anticipo il sabato alle 18, quello che, per intenderci, una decina di anni fa aveva lo stesso appeal di una torta avariata;il posticipo del sabato delle 20:30, quindi non più delle 20:45. Che cambieranno mai 15 minuti?- ci chiediamo noi. E poi la partita delle partite: il match delle 12:30 della domenica, simpatico, sia per gli affezionati, sia per i giocatori stessi, come un calcio sulle gengive; tre, ripeto, TRE gare alle 15, una alle 18, il posticipo delle 20:30 e il posticipo del posticipo il lunedì, sempre alle 20:30.

Okay, lo sappiamo cosa state pensando. Alcune gare sono utili alle squadre che stanno in Champions (quattro: Juventus, Napoli, Roma e Inter) o in Europa League (tre: Lazio, Milan e Atalanta), ma cosa vi hanno fatto di male le altre?

E cosa vi hanno fatto di male gli amanti del calcio in generale per costringerli a sborsare un rene per vedersele tutte queste partite? No, davvero, ditecelo. Perché vi siete complicati la vita in questa maniera?

L’anno scorso la situazione era piuttosto semplice: o avevi Sky o avevi Mediaset Premium. Gli utenti Sky avevano nel pacchetto altri miliardi di sport, campionati super fighi come Liga spagnola, Premier League e la Serie B, oltre alla Europa League, quelli del Biscione si accontentavano della Ligue 1 e della Champions. Quest’anno no. Quest’anno la musica è cambiata.

Per poter guardare tutto questo ambaradan di roba dovete farvi più o meno tre abbonamenti e disporre di una connessione internet e una smart TV, perché anche SkyQ, canale integrativo di Sky per chi ha anche l’abbonamento a Dazn, va solo se si possiede una televisione di ultimissima generazione. Per inciso, nel momento in cui scrivo il canale non è ancora stato attivato.

Sky Calcio, infatti, ha l’esclusiva per sette delle dieci partite di ogni giornata, Dazn, piattaforma online, ha le tre partite che mancano a Sky Calcio, nello specifico il posticipo del sabato delle 20:30, il match delle 12.30 e una delle tre partite della domenica pomeriggio, più la Serie B e la Liga spagnola, in cui, ci fanno sapere dalla piattaforma, non milita più Cristiano Ronaldo.

E la Champions e l’Europa League? Per queste ovviamente serve Sky Sport, che da sola garantisce solo una partita a giornata, però ti dà Formula Uno, Moto GP, tennis, golf, Premier e Bundesliga, assieme alla voglia di andare a giocare a bocce piuttosto che spendere miliardi per il calcio.

In chiaro, esattamente come l’anno scorso, verranno trasmesse solo due delle quattro partite delle italiane in Champions e una di quelle che invece militano in Europa League, tutto questo su Mamma Rai.

Polemizzando ulteriormente, possiamo dire che Dazn ha toppato alla grande il suo debutto: Lazio-Napoli si bloccava di continuo, i goal sono arrivati con diversi minuti di ritardo rispetto a quando sono stati segnati, ma forse era solo la nostra connessione, forse.

Quindi, se tornassimo ad ascoltare le partite direttamente alla radio, non saremo tutti più felici? La risposta è no, perché dovremo stare incollati all’apparecchio per tre giorni di fila, a qualsiasi ora, e probabilmente ci esploderebbero i timpani.

Sapete che vi diciamo: la vostra squadra, se potete, andate a seguirvela allo stadio, perché è lì che si respira il vero calcio.