El clásico del comisario

El clásico del comisario

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L’8 dicembre 1946 accadde in Uruguay un evento più unico che raro, un evento con dei connotati talmente assurdi da risultare persino difficile da credere. Ci troviamo come detto in Uruguay, indiscussa patria del fútbol durante gli Anni Trenta e Quaranta, nelle ultime battute di un campionato innegabilmente dominato dal Nacional de Montevideo. I Tricolores sono infatti imbattuti e hanno già legittimato la vittoria del titolo, trovandosi in vantaggio di ben 5 punti sui rivali del Peñarol, in un’epoca in cui le vittorie assegnavano solamente due punti.

Si arriva quindi alla sfida nel giorno dell’Immacolata di quel 1946, con l’obiettivo dichiarato dagli aurinegros di vincere il derby per interrompere la striscia e l’alone di imbattibilità che circonda gli odiati rivali, in modo da giocare uno sgarbo difficile da digerire ben oltre la sconfitta sul campo. Ecco che quindi gli uomini di mister Tejada entrano in campo con il sangue negli occhi, sbloccando il match dopo solo 9 minuti con il gol del Patrullero Vidal. Il raddoppio porta la firma di Chirimini, i carboneros veleggiano sulle ali dell’entusiasmo. Con un impeto d’orgoglio il Nacional prova a prendere il controllo dell’incontro e a salvare la faccia, trovando il gol del 2-1 con Walter Gómez. Il Peñarol è però troppo determinato ad ottenere la vittoria, e riporta a due le reti di vantaggio grazie al gol del giovane Piñeiro. Al 70° ancora Chirimini realizza la giocata della partita, scartando tutta la difesa blanca ed entrando in porta con il pallone.

I giocatori del Nacional perdono letteralmente la testa, Tejera entra anch’egli in porta e inizia a prendere a calci il bomber aurinegro, reo di aver inflitto un’umiliazione non necessaria. Il direttore di gara Galileo Bianchi a questo punto non poté far altro che espellere i due calciatori, visto che anche Chirimini aveva iniziato a colpire l’avversario per difendersi. Ecco che allora Obdulio Varela, capitano e leader del Peñarol, contestò la decisione, fin quando non accadde l’impensabile: il poliziotto Julio Cresci entrò in campo ed accompagnò fuori dal terreno di gioco il leggendario 5 giallonero, sotto gli occhi increduli del pubblico e senza essere fermato dall’arbitro. Obdulio venne quindi considerato come espulso a tutti gli effetti, come dichiarato dallo stesso referto arbitrale. Il Peñarol si trovò così inferiorità numerica in 9 contro 10, subendo la rimonta fino al 4-3 ma riuscendo a portare a casa una vittoria importantissima e leggendaria.

Questo evento passerà alla storia come el clásico del comisario, l’unico caso di un giocatore espulso effettivamente dalla partita non per decisione dell’arbitro bensì della polizia – i tifosi del Peñarol ritennero infatti che il capo della polizia di Montevideo, nonché presidente del Nacional, avesse ordinato l’espulsione di Varela per evitare una disfatta epocale – e che non fa altro che alimentare di più la leggendaria storia calcistica uruguaya.

 

 

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