El partido de la nieve, la prima grande impresa merengues

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Tutti ricordano con facilità le grandi vittorie del Real Madrid nella storia della Coppa dei Campioni, che hanno portato i blancos ad affermarsi come indiscussi e legittimi dominatori della competizione, grazie agli attuali 13 titoli portati in bacheca. Paradossalmente però la prima grande impresa della squadra madrilena non coincise con una folgorante e sfavillante vittoria, bensì con una tremenda sconfitta che rischiò di trascinarla nel baratro e che, molto probabilmente, avrebbe decisamente potuto cambiare la storia del club e della Coppa dei Campioni.

Questa storia si svolge a cavallo tra il 1955 e il 1956, ovvero in pieno svolgimento della prima edizione della neonata Coppa dei Campioni. Dopo aver facilmente liquidato gli svizzeri del Servette, il Real, guidato dal genio di Alfredo Di Stéfano e dall’atletismo di Paco Gento, si trova a dover affrontare i temibili jugoslavi del Partizan Belgrado.

La partita d’andata è una pura e semplice formalità per le merengues, che nel giorno di Natale del 1955 dominano al Bernabéu per 4-0 davanti a circa 105.000 spettatori, grazie alla doppietta di Castaño e alle reti di Di Stéfano e Gento. Il Real ha decisamente la qualificazione per le semifinali in pugno, anche se non ha fatto i conti con il rigido inverno slavo. Il match di ritorno è infatti previsto per il successivo 29 gennaio in casa del Partizan. Nella notte che precede l’incontro una copiosa nevicata ricopre tutta Belgrado, innevando la città e creando un suggestivo paesaggio
natalizio, seppur con un mese di ritardo. Sul campo del Fudbalski Hram è presente uno strato di neve di più di 10 centimetri, pertanto viene chiesto al Real se persiste l’intenzione di giocare il match. Il presidente Bernabéu non ha dubbi e, per evitare ai suoi un lungo ritorno in patria, accetta di giocare anche su un terreno impraticabile. La convinzione si rafforza dopo aver visto alcuni ragazzi giocare senza troppi problemi sul manto innevato; quello che Bernabéu e i giocatori merengues non sanno è che i ragazzi sono alcuni giocatori del Partizan che sono furbescamente riusciti ad aggirare il problema.

I becchini infatti hanno intriso i tacchetti delle scarpe di benzina per avere una maggiore aderenza,e partono quindi subito all’arrembaggio per sfruttare il vantaggio data dalla difficoltà dei giocatori del Real di mantenersi in piedi e di giocare palla a terra. Sblocca il punteggio l’asso Milos Milutinovic, poi Rial fallisce clamorosamente la palla del pareggio e della sicura qualificazione. L’attaccante dei blancos infatti scivola durante la battuta del rigore concesso per fallo di mano di Bilal, permettendo al Partizan di continuare a credere nella rimonta.

Nel secondo tempo anche i madrileni provano ad utilizzare lo stesso stratagemma degli slavi, non sortendo tuttavia lo stesso effetto. Infatti prima Mihailovic punisce su rigore, poi ancora Milutinovic fa tremare Di Stéfano e compagni. Il Partizan però non riesce più ad andare a segno, vincendo la partita solo per 3-0, venendo in questo modo eliminato in quanto sotto 4-3 nel computo totale.

In questo modo termina una delle partite più sofferte dell’intera storia madridista, una partita che ha comunque dei connotati di leggenda data dalla difficoltà cui i blancos sono stati messi alla prova, e che per questo motivo sarà per sempre ricordare come la prima grande impresa europea del Real Madrid.

 

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