Eriksen

Come il colpo Eriksen può cambiare l’Inter

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È ufficiale, Christian Eriksen è un nuovo calciatore dell’Inter. Per analizzare il colpo messo a segno da Marotta e Ausilio non possiamo non cominciare dal prezzo dell’operazione: l’acquisto di Eriksen è costato all’Inter circa 20 milioni di euro più la percentuale di solidarietà, ovvero il 5% in più – il Tottenham otterrà l’incasso di una partita amichevole da organizzare proprio contro l’Inter. Il prezzo non rappresenta chiaramente il valore del giocatore per cui dal punto di vista economico non ci sono dubbi, l’Inter ha messo a segno una grande operazione.



I numeri nel calcio contano poco ma a volte darci un’occhiata può essere d’aiuto: Eriksen nel 2008 viene acquistato dall’Ajax, scoperto da John Steen Olsen – che aveva già Ibrahimovic nel curriculum –, nel 2010 esordisce in Eredivisie e da lì accumula fino al 2013 ben 163 presenze condite da 32 gol e 65 assist. In Olanda conquista tutti i trofei che ha vinto finora, 3 campionati olandesi consecutivi (2010/2011, 2011/2012, 2012/2013), una Supercoppa olandese (2013) e una coppa olandese (2009/2010).

Poi il passaggio al Tottenham. In Inghilterra Eriksen si consacra a grandi livelli diventando uno dei migliori centrocampisti in circolazione, con la sfortuna però di non aver vinto niente con gli Spurs, anche se l’aver raggiunto la finale di Champions nella scorsa stagione, lo rende protagonista di un pezzo di storia non indifferente per una società come quella del Tottenham. Eriksen gioca 305 partite, segna 69 gol e fornisce 89 assist tra tutte le competizioni. Con la maglia della Nazionale Eriksen ha partecipato a due Mondiali (2010, 2018) e a un Europeo (2012), in totale sono 95 presenze con 31 gol all’attivo.

A questi numeri si aggiungono altri record personali: secondo i dati Opta, dal suo esordio in Premier League nel 2013 Eriksen è il giocatore che ha fornito più assist ai compagni nel massimo campionato inglese (62), quello che ha creato più occasioni (570), segnato più gol da fuori area (23) e su punizione diretta (8). Basterebbe osservare questi numeri per capire che si sta parlando veramente di un grande giocatore, ma il calcio è arte e l’arte va raccontata.

Eriksen a 27 anni è ormai diventato un giocatore completo. Il danese domina il gioco, è un artista che tratta il pallone come una sfera di cristallo. L’ormai ex giocatore del Tottenham ha nella tecnica di passaggio la sua qualità migliore, la sua grande visione di gioco è accompagnata da un’eccelsa capacità di servire i compagni con precisione e velocità, poiché spesso e volentieri gioca la palla di prima. Spesso si abbassa per ricevere palla dai difensori e gestire personalmente l’azione giocando in orizzontale o in verticale, sul lungo o sul corto, il più delle volte con perfette esecuzioni. Il gioco del danese però non si limita a questo, il neoacquisto nerazzurro è anche abile a farsi trovare tra il centrocampo e la difesa avversaria, e una volta innescato diventa pericolosissimo perché dalla trequarti può favorire il movimento degli attaccanti con estrema incisività oppure può tentare direttamente il tiro verso la porta e più volte ha dimostrato di saper far male in questo modo. Gli inserimenti senza palla sono un’altra qualità di Eriksen, che come detto sa fare un po’ tutto e anche il proporsi in profondità fa parte del suo stile di gioco. Dal piede di Eriksen possono partire pericolosi cross da azioni in movimento o da corner e punizioni laterali, e deliziose traiettorie da calcio da fermo direttamente in porta.

Se proprio bisogna trovare un punto debole facciamo riferimento alla sua fase difensiva, spesso troppo leggero in pressione e anche quando si trova nell’uno contro uno per l’avversario è troppo facile saltarlo. Anche sotto questo punto di vista Eriksen ha però negli anni avuto dei miglioramenti grazie anche alle richieste di Pochettino, il cui gioco prevedeva grande pressione e aggressività.

Per questo sulle qualità del giocatore non ci sono dubbi, ma come s’incastrerà nel sistema di Antonio Conte? Molti aprono dei dubbi sulla sua posizione in campo, giacché in carriera Eriksen ha giocato principalmente da trequartista e nel 3-5-2 dell’Inter andrebbe a coprire il ruolo di mezzala. Il danese però può tranquillamente fare anche quel ruolo dando un’alternativa non indifferente al mister e muovendosi come spiegato in precedenza sia per favorire la fase di risalita del campo ricevendo palla dai difensori sia facendosi trovare sulla trequarti alle spalle dei due attaccanti. Con l’arrivo dell’ex Tottenham Conte può variare le sue scelte decidendo di schierare un centrocampo ricco di qualità con Sensi-Brozovic-Eriksen oppure alternarlo a Sensi e preferendo l’equilibrio che assicura Barella, o ancora permettendo di dare un turno di riposo a Brozovic delegando Sensi a ricoprire quel ruolo di perno centrale del trio di centrocampo. Conte potrebbe anche pensare di cambiare modulo, passando magari ad un 3-4-1-2, ma a quel punto andrebbero trovati dei nuovi equilibri anche sugli esterni, per cui difficilmente ci si allontanerà dal 3-5-2. L’Inter attacca principalmente con i continui scambi tra le due punte o sfruttando gli esterni ed Eriksen ha le qualità per trovare le giuste linee di passaggio per il duo Lukaku-Lautaro o per aprire il gioco.

Nelle ultime partite l’Inter sembra in difficoltà, gli avversari stanno cominciando a trovare delle contromisure, ed Eriksen dà delle nuove soluzioni che possono adesso diventare linfa vitale per l’obiettivo scudetto.


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