Fabio

Fabio, c’è sempre tempo per rinascere

Calcio contemporaneo Slider Stagione 2018/2019

Iniziava tutto così, nel febbraio del 2017, con l’arresto di chi aveva rovinato la tua vita, Fabio. Ne avevi passate tantissime da quando quello stalker era entrato nella tua vita, nel lontano 2010, compromettendo non soltanto la tua carriera, ma anche la tua vita privata.

Amavi Napoli, volevi restare nella città che amavi, ma qualcosa fu rovinato da quel bastardo, un essere infame che fece di tutto per rovinare la tua reputazione e per portarti via da Napoli, diffondendo la notizia falsa dei tuoi rapporti con la Camorra. Sei stato obbligato ad andartene, trasferendoti lontano da Napoli, a Torino, con la maglia della Juventus.

La tua vocazione, il gol, non l’avevi mai persa, segnando pure con la divisa bianconera, ma l’infortunio contro il Parma ti portò lontano dai campi da calcio. Sei tornato furioso, segnando nuovamente e contribuendo ai primi successi della Juventus di Conte, nel 2011-2012 e nel 2012-2013, concedendoti anche il lusso di segnare quel gol da grande opportunista contro il Chelsea, a Stamford Bridge, ai gironi di Champions League.

Le tue prodezze erano incastonate nella pietra, nonostante la tua carriera non proseguisse con regolarità realizzativa, ma tu eri sempre lì, Fabio, ad incantare il calcio italiano con autentici capolavori. Non importa se erano rovesciate, colpi di tacco, perentori colpi di testa, sei sempre stato un artista. Dopo tutto, beh, puoi anche farne pochi, ma i capolavori di un pittore di questo sport restano tali anche in misura limitata.

Ed infine, tornavi alla Sampdoria nella stagione 2015-2016, quella maglia che nel 2006-2007 aveva fatto da trampolino di lancio della tua carriera, un ambiente che sarebbe diventato la tua casa attuale. Ed infine, proprio quel giorno, il 17 febbraio 2017, finì per sempre il tuo inferno personale, lo stalker era stato finalmente arrestato.

Davanti alle telecamera, ti lasciasti andare alle lacrime liberatorie, quelle lacrime di chi aveva vinto la battaglia più importante della propria vita. Lacrime che tutt’ora fanno emergere quella professionalità esemplare che hai sempre avuto nella tua carriera, nonostante le mille difficoltà e le mille pressioni.

Ormai libero dalle pressioni, sei tornato a segnare a grappoli, nonostante l’età non fosse apparentemente dalla tua parte. Dopo aver concluso la stagione 2016-2017 con 12 gol in 37 partite, in quella 2017-2018 alzasti ulteriormente il tuo livello realizzativo, segnando 19 gol in 35 partite, all’età di ben 35 anni, qualcosa di impensabile.

Eri libero ormai, Fabio, eppure si pensava che quella stagione fosse una specie di piccolo Canto del Cigno di una carriera segnata da eventi terribili.

Invece c’eravamo sbagliati, Fabio, la tua stagione attuale, la 2018-2019, si sta muovendo a delle coordinate impensabili, a 36 anni, ripeto, 36. Nemmeno io me ne capacito, Fabio, ma come fai? A 36 anni trascini ancora, col tuo carisma e con la tua professionalità, la tua Sampdoria, segnando gol di immane bellezza, come il colpo di tacco al Napoli, nel secco 3 a 0 che sconfigge il tuo passato che ti è stato strappato via. Segni contro il Milan alla decima, e da lì in poi non ti fermi più.

Salti una sola partita, contro la Roma, ma per il resto, beh, segni come mai avevi segnato nella tua vita. Torino, Genoa, Bologna, Lazio, Parma, Empoli, Chievo, Juventus e Fiorentina sono vittime della tua fame realizzativa, realizzi un’altra prodezza di disumana bellezza, contro il Chievo, con l’ennesimo tacco volante che, soffice come una piuma, trafigge Sorrentino.

Ed oggi, hai riscritto la storia, non solo tua, ma del campionato italiano. Sampdoria vs Udinese, minuto 33. Rigore per la Sampdoria, ti incarichi ancora una volta della battuta. Il risultato è sempre lo stesso, ma questo gol pesa come un macigno, perché pareggia il record di gare consecutive in gol di un giocatore in Serie A, ben 11, detenuto da ben 25 anni da un certo Gabriel Omar Batistuta, che nella stagione 1994-1995 viaggiò a quota 13 gol per 11 partite consecutive. Non contento, sempre dal dischetto, al minuto 56, firmi la tua doppietta, portandoti a quota 16 gol in 20 partite. Mai prima di questa stagione avevi segnato con una simile media realizzativa.

Sei rinato quel 17 febbraio 2017. Da quel giorno, in Serie A, in un’età compresa tra i 34 e i 36 anni, hai segnato 42 gol in 68 partite, diventando il faro di una Sampdoria che può ancora sperare nell’accesso in Europa League. Hai riscritto la storia del campionato italiano, eguagliando un record che resisteva da un quarto di secolo, e, con la tua professionalità e con la tua forza di volontà, hai scritto pagine indelebili di una carriera tormentata.

Perché oggi hai fatto il gol più bello della tua vita, Fabio, un gol che sa di rinascita, che sa di libertà ormai acquisita da due anni. Una libertà che hai sudato e che sei riuscito a conquistare, liberandoti dai fantasmi che da tempo ti tormentavano, segnando un gol che probabilmente vale di più di una rovesciata o di un colpo di tacco volante.

Perché sai, Fabio, c’è sempre tempo per rinascere, anche quando si è in fase avanzata di carriera e anche oggi l’hai dimostrato, sei stato per davvero Fabio Quagliarella, l’uomo che ha sconfitto i propri fantasmi per poi entrare per sempre nella storia del calcio italiano. E alla prossima partita sfiderai il Napoli al San Paolo, quella che volevi che fosse la tua casa, per infrangere per sempre il record che hai eguagliato.

Sei semplicemente infinito, Fabio.