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Fiorentina-Juventus 4-2: magia al Franchi

Partite storiche Storia del calcio

Cielo nuvoloso, 18 gradi, il vento fischiava facendo sventolare migliaia di bandierine viola ai piedi della collina fiesolana, mentre sotto gli occhi di 40mila tifosi va in scena, allo stadio ‘Artemio Franchi’, una delle partite più sentite della stagione: la padrona di casa Fiorentina accoglie la Vecchia Signora.

Formazioni a specchio, sia Conte che Montella optano per i rodati 3-5-2; Neto e Buffon difenderanno le porte, a loro volta sono difesi rispettivamente da Roncaglia, Gonzalo Rodriguez e Savic; e Barzagli, Bonucci e Chiellini. I 10 protagonisti della lotta a centrocampo saranno Pasqual, Ambrosini, Pizarro, Aquilani e Cuadrado da una parte, Padoin, Pogba, Pirlo, Marchisio e Asamoah dall’altra. In attacco i tandem sono Borja Valero al fianco di Pepito Rossi e Tevez al supporto di Llorente.

Partita molto concitata e ricca di falli, dopo soli 22 minuti l’arbitro è costretto a tirare fuori 3 cartellini gialli;  Tevez, Aquilani e Barzagli finiscono sul taccuino del signor Rizzoli.

35esimo minuto, palla dentro l’area di Llorente per Tevez che controlla e viene steso da G.Rodriguez: calcio di rigore, che dopo due minuti di inutili proteste viene trasformato dallo stesso argentino, che in modo sbeffeggiante e provocatorio esulta facendo la mitraglia alla Batistuta.

È il 40esimo minuto, la Fiorentina prova ad attaccare ma perde palla, riparte la Juve con Pogba che agisce sul lato destro del campo e vede dall’altra parte Asamoah, prova a servirlo con un rasoterra violento, Cuadrado chiude alzando uno sciagurato campanile davanti a Neto, che viene anticipato dallo stesso Pogba che fa 0 a 2 e ancora una volta simula la mitraglia del Bati. Fiorentina in panne, Juventus nell’Olimpo.

Al riposo la Juve è sul doppio vantaggio, la Fiorentina deve riprendersi, serve una scossa, i bianconeri devono mantenere i nervi saldi,  passare ‘dalle stelle alle stalle’ è un attimo.

La Fiorentina non riesce a reagire, sembra ormai tutto perduto; tanto che al 53esimo è Neto a dover mettere una pezza sulla conclusione di Marchisio, a seguito di un triangolo con Llorente sviluppatosi sul vertice sinistro dell’area di rigore gigliata.

Ancora Neto al 58esimo para una punizione di Pirlo dal limite dell’area, i viola stanno piano piano affondando.

Ma la svolta arriva al 65esimo: azione insistita di Roncaglia al limite che poi la cede al subentrato Mati Fernandez, che tenta la serpentina in aerea, dove viene steso da Asamoah. Rigore. Pepito Rossi trasforma il sesto sigillo stagionale, 1-2.

Dopo 13 minuti di attacchi viola Rossi riceve palla a limite, ‘ruleta’ su Pogba, tiro, gol. Franchi in tripudio, è successo l’impossibile e ora la viola ci crede.

78esimo, palla dentro a Borja Valero, solo al limite, che si gira in un fazzoletto e serve dalla parte opposta, tutto solo, Joaquin, che non può sbagliare: INCREDIBILE! Scritta la storia a Firenze, 40mila tifosi viola piangono e si commuovono di fronte ad una squadra che sta dando tutto per la maglia.

La Juve si rende pericolosa, si capovolge tutta in avanti, sfiora il tre a tre, ma perde palla e fa partire il contropiede di Cuadrado che è irraggiungibile, il colombiano serve in area Rossi che siglia il 4-2 e la sua personale tripletta.

Emozioni di segno opposto ma di eguale intensità avvolgono il Franchi, il celebre pianto di Antonio Conte si confonde con le urla di gioia assoluta della tifoseria gigliata, mentre sui viali partono i caroselli di festeggiamento che dureranno fino a tarda notte.

Dopo 5425 giorni la viola torna a vincere in casa contro gli storici rivali bianconeri, da quell’1-0 del 1991 targato Gabriel Omar Batistuta.

E mai parole furono più appropriate, come cantava Narciso Parigi: “Combatti ovunque ardita e con valor”.