Roth

Franz Roth: l’eroe dimenticato del Bayern Monaco

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Quando si pensa al Bayern Monaco​ che dal 1973 ​al 1976 ​ha dominato in Europa, vincendo tre Coppe dei Campioni consecutive​, ci si ricorda facilmente dei gol di Gerd Müller​, delle parate feline di Sepp Maier​, della classe difensiva di Franz Beckenbauer​, del tuttofare offensivo Uli Hoeness​ e della caparbietà tattica di Paul Breitner​.

Di fronte a tutto ciò ci si dimentica però di Franz Roth​, una delle mezz’ali titolari del grande Bayern Monaco, un onesto centrocampista dotato di ottimi inserimenti senza palla per andare a segno, disposto al sacrificio tattico nei momenti di bisogno. Il suo palmares, inoltre, parla chiaro, potendo vantare quattro campionati​, tre Coppe di Germania​, tre Coppe dei Campioni​, una Coppa delle Coppe​ e una Coppa Intercontinentale​, successi ai quali ha contribuito con 456 presenze bagnate da 95 gol​, oltre che aver messo la firma in 29 assist​.

Ma soprattutto aveva una caratteristica speciale​, che lo rendeva un Jolly imprevedibile​: il dente avvelenato nelle finali europee.

 

 

Infatti, Franz Roth ha messo la firma in tre dei successi internazionali più importanti ​della storia del Bayern Monaco, per un totale di 3 gol in 4 finali europee (tutte vinte, tra l’altro)​ , risultando decisivo per la vittoria della Coppa delle Coppe​ (primo trofeo europeo per i bavaresi) e in due Coppe dei Campioni ​(1974-1975 ​e 1975-1976)​.

La favola di Franz Roth inizia nella stagione 1966-1967​, nella stagione del suo debutto nel calcio che conta, all’età di 21 anni. Il Bayern Monaco, dopo anni di Purgatorio in Zweite, è diventato una presenza stabile​ della Bundesliga ​dal 1965 ed è reduce da una Coppa di Germania ​vinta nella stagione precedente, successo che gli ha permesso quindi di disputare la Coppa delle Coppe​. Si arriva dunque all’appuntamento finale della competizione, contro il Rangers ​di Glasgow​. É il 31 maggio 1967​ a Norimberga ​e la finale sembra impossibile da sbloccare​. Nemmeno il capocannoniere della competizione, un certo Gerd Müller, riesce a sbloccare questa finale. Giungiamo dunque al minuto 109​: un pallone lanciato lungo, nel cuore dell’area di rigore, arriva a Roth che con un gesto acrobatico​ di elevata fattura arriva in spaccata​, scavalcando il portiere avversario con uno straordinario tocco sotto​. È fatta, il Bayern Monaco è dunque giunto al suo primo alloro europeo​.

Passano otto anni e il Bayern Monaco, nel mentre, ha imposto un suo dominio nazionale​ e ha appena gettato le basi per il suo dominio internazionale ​nella stagione 1973-1974​, ma in quella successiva ​non naviga in acque felici. Arriviamo dunque alla finale di Coppa dei Campioni, a Parigi​, è il 28 maggio 1975​ e l’avversario, questa volta, è il Leeds United​. La partita si rivela davvero brutta sul piano tecnico, ma raggiunge delle tinte spettrali​ a causa dei disordini degli Hooligans oltre che per la condotta violenta​ (impunita) dei giocatori del Leeds ai danni del Bayern Monaco. Il Bayern che si trova quindi obbligato a giocare con Müller mediano (la cui prestazione è da consegnare all’Olimpo del calcio), che metterà lo zampino in entrambi i gol.

È quindi Roth a sbloccare la partita: Müller effettua un lancio millimetrico per Torstensson, che girandosi imbecca Franz che non può fare altro che coordinarsi col sinistro​ e portare il Bayern Monaco in vantaggio al primo vero tiro in porta​. Circa dieci minuti dopo, il Bayern segna nuovamente, sempre con il solito Bomber di Nordlingen, e può dunque festeggiare il secondo trionfo consecutivo in Coppa dei Campioni​.

Il Bayern Monaco, però, non è intenzionato a fermarsi e comincia la sua cavalcata europea verso il terzo trionfo consecutivo​, trionfo che arriva il 12 maggio 1976​ a Glasgow​, contro il Saint Etienne​. La partita è bloccata​ ma allo stesso tempo equilibrata​. I Verts prendono due traverse, mentre i bavaresi riescono a segnare due volte, ma a Muller viene annullato un gol regolare, mentre un tiro di Rummenigge supera la linea, senza che però l’arbitro veda in questa circostanza. Franz, però, non viene meno al suo lavoro di eroe delle notti europee​, segnando con un destro chirurgico​, su punizione​, che trafigge Curkovic. Il Bayern giunge quindi al terzo successo consecutivo in Coppa dei Campioni​ e prima di rivedere una squadra capace di vincere tre Coppe consecutive dovremo aspettare 32 anni​, con il Real Madrid di Zinedine Zidane​.

 

 

Un dominio internazionale​ che è stato possibile anche e soprattutto grazie ai suoi gol pesantissimi​ nelle notti europee, nonché per il suo grande spirito di sacrificio per la causa dei Bullen​, caratteristiche che però non sono mai state sufficienti per portarlo in nazionale.

Perché la storia e la grandezza del Bayern Monaco, oltre che passare per i gol di Müller, per la classe difensiva di Beckenbauer e le parate di Maier, sono passate per la forza gregaria e di sacrificio​ di Franz Roth​, un uomo che con la sua umiltà ​e con il suo spirito operaio non è mai venuto a mancare, contribuendo in modo sostanzioso alla causa dei Bullen.