de Jong

La storia si ripete

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L’Ajax sta impressionando tutti quest’anno grazie ai successi ottenuti in Champions League, dove la squadra olandese ha raggiunto la semifinale battendo colossi come Real Madrid e Juventus. Oltre che per i risultati in sé, l’Ajax sorprende per la sua spregiudicatezza, per il suo giocare all’attacco e pressare in ogni zona del campo. Il talento e la fiducia nei propri mezzi tecnici e nelle idee che vengono proposte riportano alla mente il grande Ajax che negli anni 70 era sul tetto d’Europa e proponeva un calcio innovativo che mai si era visto prima, e ciò si rifletteva anche in Nazionale, in Olanda si aveva una visione diversa del gioco del calcio, tutti dovevano saper fare tutto e fondamentali erano la velocità di pensiero e la ricerca dello spazio. Un’ideologia passata alla storia con il nome di “calcio totale”. Calciatore simbolo di quell’epoca era Johan Cruijff, probabilmente tra i migliori di sempre, che ha fatto le fortune dell’Ajax e della Nazionale olandese, prima di passare al Barcellona nel 1974. Il filo Ajax-Barcellona-Olanda lega, oltre a Johan Cruyff, nomi del calibro di Overmans, Kluivert o Koeman. Recentemente un calo di talenti olandesi ha interrotto un po’ questo legame, ma il filo sta per essere ricucito per merito di Frenkie de Jong, giocatore destinato a fare la storia dei blaugrana e della Nazionale olandese.

Frenkie de Jong è nato nel maggio del 1997 ad Arkel, nei Paesi Bassi. La sua famiglia è sempre stata legata al calcio, i genitori hanno un passato tra i dilettanti e anche il fratello minore sembra esser nato con la medesima passione. Frenkie de Jong giocava a calcio appena aveva un po’ di tempo libero e ovviamente la sua famiglia ne era più che felice, anche perché vedevano qualcosa di speciale in lui, e non erano gli unici. A cinque anni diverse squadre s’interessarono al ragazzino, a sette Feyernood e Willem II se lo contesero lasciando a lui la scelta. Frenkie scelse il Willem II cogliendo tutti di sorpresa, in famiglia erano tifosi del Feyernood, squadra che vantava sicuramente un blasone più elevato.

Il giovanissimo fa subito intravedere di avere un qualcosa di diverso dagli altri, un talento naturale che impressiona anche l’allenatore dell’Under 15 Jos Bogers che è talmente colpito da de Jong da dichiarare di preferirlo anche a Cristiano Ronaldo e Messi.  Si capisce quindi che è solo questione di tempo e il 10 maggio 2015, a due giorni dal suo compleanno, Frenkie riceve il regalo dei suoi sogni, il debutto in Eredivise contro il Den Haag. Come andò quel giorno? Frenkie giocò ventidue minuti, compiendo undici passaggi con il 100% di precisione, avrà effettuato semplici passaggi in orizzontale direte, e no, tre di quegli undici furono passaggi lunghi e uno permise a un compagno di provare il tiro verso la porta. Qualità e personalità, si era già capito tutto.

L’Ajax, da sempre riserva di futuri campioni, piomba sul ragazzo biondino di Arkel nell’estate 2015, e lo prende per la simbolica cifra di 1 euro più il 10% su una futura cessione. Intanto rimane in prestito al Willem II per la prima parte della stagione 2015/2016, accumulando un altro paio di presenze tra coppa e campionato. Per la seconda parte di quella stagione viene aggregato alla squadra riserve dell’Ajax. Nei primi due anni con i lancieri conquista il posto da titolare con le riserve e riesce ad ottenere qualche presenza in campionato ma anche in Europa League, perlopiù da subentrante, riuscendo anche a segnare il suo primo gol nel gennaio del 2016 in campionato contro il NAC Breda. A questo punto la squadra riserve gli sta stretta e nella stagione 2017/2018 raccoglie ben ventidue presenze in Eredivise servendo la bellezza di sette assist ai compagni.

Quest’anno de Jong è esploso, ma non nei numeri, che parlano di 41 presenze tre gol e tre assist, quelli come lui non vanno guardati con le statistiche. Il biondino deve essere visto in campo, per le cose che fa e per il modo in cui le fa. Frenkie gioca in giacca e cravatta, con un’eleganza assurda, tocca il pallone come fosse il più prezioso dei diamanti. Al Willem II giocava dietro le punte, poi all’Ajax è stato spostato un po’ più indietro nella posizione di centrocampista centrale. In quel ruolo de Jong è un giocatore impressionante, capace di far fuori reparti interi con un solo passaggio grazie ad una visione di gioco fuori da ogni logica. La sua padronanza del pallone gli permette di trovare sempre l’uomo libero, se tutti sono marcati, lui sposta la palla e la guida, portandosi a spasso gli avversari che, attirati dal pallone, perdono le marcature e creano linee di passaggio che de Jong sfrutta a meraviglia. Il giovane centrocampista olandese mantiene sempre la calma anche se pressato, forte pure di un buon dribbling del quale si è servito per mandare in tilt gente come Luka Modrić, niente di rilevante insomma. Frenkie in alcune occasioni ha agito anche da centrale di difesa, perché anche quando c’è da recuperare il pallone lui è presente, è troppo intelligente calcisticamente per avere una normale lettura di gioco. E non dimentichiamoci dei gol, perché ogni tanto la sua firma sul cartellino la mette. Punti deboli? Forse ne ha, ma io non ne ho trovati. Il Barcellona ha sborsato 86 milioni di euro per portarselo a casa, soldi ben spesi, perché questo non è un giocatore normale.

Ripassiamo, la situazione a oggi è questa: l’Ajax stupisce il mondo, la Nazionale olandese cresce, il giocatore simbolo di queste compagini passa al Barcellona, beh, negli anni Settanta l’Ajax dominava l’Europa, la storica nazionale olandese denominata “Arancia Meccanica” è ancora oggi ricordata e, il grande Cruijff, effettivamente poi passò al Barcellona. Frenkie de Jong è un giocatore diverso, è vero, ma chissà, l’impressione è che la storia si stia ripetendo e che questo sia un film già visto.

 

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