Genoa

Genova, la casa delle plusvalenze

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Deve essere una pratica usuale a Genova intavolare trattative, magari in un ristorante vista mare, davanti ad un buon piatto di trofie al pesto o ad un delizioso fritto misto, il tutto rigorosamente accompagnato da qualche quadratino di focaccia. Già, perché il capoluogo ligure può essere considerato un luogo di passaggio e trasformazione per tanti ragazzi, che, da sconosciuti, diventano dei campioni in pochi anni, consentendo al club proprietario del cartellino di incassare un ottimo gruzzoletto. Oggi faremo i conti in tasca ad Enrico Preziosi e Massimo Ferrero, imprenditori italiani, nonché proprietari di Genoa e Sampdoria, analizzando le maggiori plusvalenze da quando sono a capo dei sodalizi genovesi.

 

Diego Milito – Genoa

Considerato un ottimo talento sin dal giorno del suo primo arrivo in Italia – a titolo definitivo dal Racing -, diventa ben presto uno dei centravanti di vetrina del campionato cadetto, collezionando 12 gol nei primi sei mesi, tra l’inverno e l’estate 2004, e 21 nell’intera stagione 2004-05. A fine stagione il Genoa retrocede in C1 per problemi societari e Diego cerca una nuova sistemazione, ne approfitta il Zaragozza che lo acquista in prestito biennale con diritto di riscatto. In Spagna il centravanti argentino trascorre tre anni, marcando 53 volte in 108 partite, con la strabiliante media di un gol ogni due match, ma, ciò nonostante, la società passa in Serie B e Diego decide di tornare al Genoa, che spende ben 13 milioni per il suo ritorno. Nella sola stagione 2008-09 guadagna il premio di secondo miglior cannoniere del campionato e viene acquistato dall’Inter per 25 milioni.

 

Stephan El Shaarawy – Genoa

Il giovane Stephan arriva Genova dal Legino, una squadra della provincia savonese, nel lontano 2006 e viene prima aggregato alla rosa under 17, poi alla squadra primavera, con cui in due anni ha vinto Coppa Italia, Campionato e Supercoppa, per poi approdare in prima squadra, grazie ad un visionario dei talenti italiani e non: Gian Piero Gasperini, e debuttando nella massima competizione italiana a soli 16 anni e un mese. Successivamente viene mandato in Serie B a farsi le ossa con la maglia del Padova, dove trova il giusto ambiente e comincia a collezionare le prime giocate e i primi gol, per chiudere la stagione a quota sette reti in venticinque presenze, nonostante un grave infortunio che lo tiene lontano dai campi per tre mesi. Nell’estate del 2011 passa al Milan per 15 milioni totali, rappresentati dal cartellino di Merkel e da otto milioni cash.

 

Andrea Ranocchia – Genoa

Tutti lo ricordano per le ottime prestazioni con la maglia del Bari, ma solo i più esperti sanno che, in quel periodo di grande forma, Andrea era di proprietà del Genoa, che lo acquista nel 2008 per poco più di un milione e lo manda a far gavetta in Serie B, nella società pugliese, nella quale contribuisce alla vittoria del campionato e alla conseguente promozione in Serie A. Nell’agosto 2009 fa il suo esordio in Serie A, proprio contro l’Inter, lottando e conquistando il pareggio come un vero guerriero fa. In quella stagione, anche grazie all’ottimo lavoro del compagno di reparto Leonardo Bonucci, Andrea si mette in mostra come rivelazione e grande promessa del calcio italiano. Terminato il prestito biennale, fa il suo ritorno a Genova, dove disputa una sola stagione, prima di approdare a Milano per una cifra enorme per l’epoca: 18 milioni di euro.

 

Roberto Soriano – Sampdoria

Tutto comincia nell’inverno del 2009, quando un diciassettenne di buone speranze di proprietà del Bayern Monaco prende un aereo verso Genova, colmo di speranze e ambizioni: stiamo parlando di Roberto Soriano, nato a Darmstadt da genitori italiani. Al suo arrivo viene aggregato alla Formazione Primavera. Nel giugno 2010 viene prestato all’Empoli, dove debutta in Serie B e segna le sue prime due reti tra i professionisti. Torna quindi alla Sampdoria e si stabilisce in trequarti, imparando dall’esperto Gianni Munari. Comincia ad assumere un ruolo sempre più importante tra il 2013 e il 2014, diventando una pedina fondamentale nello scacchiere di mister Mihajlovic. Viene ceduto nel 2016, dopo 138 presenze e 18 gol, per una cifra attorno ai 14 milioni.

 

Leonardo Pavoletti – Genoa

Il rapporto tra il centravanti e la città di Genova è molto bello: Leonardo è arrivato per la prima volta nel gennaio 2015, in prestito con diritto di riscatto dal Sassuolo, assieme al compagno Lorenzo Ariaudo. Entra in campo per la prima volta a febbraio, ma il primo gol si fa attendere fino a metà aprile, da quel momento ‘Pavoloso‘ diventa una macchina da gol, mettendone a segno 6 in 10 partite, con una media di uno ogni 92 minuti. La società decide quindi di riscattarlo dato l’allettante prezzo di tre milioni. Nella seconda stagione in rossoblu, il bomber livornese dà il meglio di sé, totalizzando 14 centri in 25 presenze e diventando l’eroe dei tifosi. La sua terza stagione rossoblu viene condizionata da una serie di infortuni, e termina con il trasferimento verso il Napoli, avvenuto nel gennaio 2017 per 18 milioni.

 

Patrick Schick – Sampdoria

Il giovane Patrik arriva a Genova per 4 milioni dallo Sparta Praga, dopo un anno di prestito in Irlanda con la maglia del Bohemians. Debutta il 14 agosto 2016 in occasione della partita di Coppa Italia contro il Bassano, mostrando sprazzi del suo talento. Si rivela incisivo per la prima volta in una domenica di fine ottobre, segnando un gol spettacolare contro la fortissima Juventus della BBC e diventa un asso per Giampaolo, che suole schierarlo da subentrato, per cambiare le sorti dei match. Realizza la sua prima doppietta il 30 novembre contro il Cagliari, stregando il direttore della Roma Baldissoni presente in tribuna. Nel giugno seguente viene trovato l’accordo per la sua cessione alla Juventus, ma la trattativa salta a causa di un presunto problema al cuore. Passa alla Roma il mese seguente, dopo un periodo di accertamenti, per 42,5 milioni, spalmati su quattro anni.

 

Pietro Pellegri – Genoa

Genovese e genoano, Pietro è cresciuto nel vivaio rossoblu sin dai dieci anni, imponendosi come uno dei migliori attaccanti della storia del panorama giovanile italiano. Il 22 dicembre 2016 esordisce in Serie A, alla giovanissima età di 15 anni e 280 giorni, eguagliando il record di precocità appartenente a Amedeo Amadei, contro il Torino. Nel Maggio seguente realizza il suo primo gol, in occasione della storica partita del ritiro di Francesco Totti, diventando il terzo più giovane marcatore della storia italiana, dopo Rivera e lo stesso Amadei. Nella stagione seguente, Pietro realizza una doppietta nella partita contro la Lazio, attirando su di sé l’attenzione dei grandi club europei. A spuntarla è il Monaco per la cifra record di 25 milioni più sei di bonus.

 

Milan Skriniar – Sampdoria

Difensore centrale completo: conosce appieno l’arte del buon difendere, avendola studiata da maestri come Puyol, Nesta e Maldini, ma è anche un ottimo centrale di impostazione, bravo nei lanci e nei disimpegni. Milan giunge in Italia per 6 milioni nell’inverno del 2016, dopo essersi messo in luce con la maglia dello Zilina e aver attirato le attenzioni di grandi club, come Manchester City e Borussia Dortmund. Passato un primo periodo di ambientamento da gennaio ad aprile, fa il suo debutto in campo ai danni di Matias Silvestre e diventa un punto fermo della squadra, disputando 38 gare in un anno e qualche mese. Sembra strano da dire, ma il 7 luglio 2018 Milan viene comprato dall’Inter per un totale di 23 milioni più 11, rappresentati dal cartellino di Gianluca Caprari.

 

Lucas Torreira – Sampdoria

Piuttosto basso e molto grintoso, nasce come seconda punta ma viene spostato in mediana, per garantire maggiore copertura, grazie all’ottima dote da recupera palloni. Arrivato dal Pescara nel 2016 per soli tre milioni, ha giocato sin da subito per la maglia da titolare, ottenendola prima in Coppa Italia, poi la settimana seguente in occasione della prima giornata di campionato, a soli vent’anni. Le sue prestazioni hanno sin da subito convinto il tecnico Marco Giampaolo, che gli ha dato continuità e gli ha permesso di esprimersi al meglio, tanto da essere considerato uno dei migliori centrocampisti d’interdizione del campionato italiano ed essere ceduto all’Arsenal di Unai Emery per 30 milioni dopo solamente due anni.

 

Krzysztof Piatek – Genoa

Vero centravanti d’area, capace di usare ambo i piedi e dotato di un’eccellente finalizzazione, arriva in Italia nel giugno del 2018 per circa quattro milioni all’ombra dei – fino ad a quel momento – più forti e quotati Lapadula e Favilli. Due mesi dopo, nella sfida di Coppa Italia contro il Lecce, lascia a bocca aperta tutti, calando un poker incredibile in soli 37 minuti. In molti, nonostante la prestazione assurda, credono che sia stata solo una casualità, ma mister Ballardini gli concede il giusto spazio per mettersi in mostra. In soli sei mesi di rossoblu, il Pistolero, così soprannominato per l’iconica esultanza, mette a segno 19 reti in 21 partite, risultando uno degli attaccanti più prolifici del calcio moderno e venendo acquistato dal Milan per 35 milioni.

 

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