giocatore dell'anno UEFA

Chi merita di vincere il premio di giocatore dell’anno UEFA?

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Lionel Messi, Cristiano Ronaldo, Virgil van Dijk. Se i primi due sono una piacevole costante, essendosi spartiti tra di loro la quasi totalità dei premi individuali negli ultimi 11 anni, all’inizio della scorsa stagione non ci saremmo mai aspettati tra i finalisti per il titolo di “giocatore dell’anno UEFA” il nome del gigante olandese.

Nonostante fosse stato etichettato come “strapagato” dalla maggior parte degli addetti ai lavori e abbia dovuto convivere con la responsabilità di essere il difensore più pagato di sempre – record recentemente battuto da Maguire – è reduce da una stagione praticamente perfetta con il suo Liverpool, vincitore di Champion League e Supercoppa europea. Mai dribblato nella stagione 2018/2019, van Dijk è stato superato per la prima volta dopo più di 18 mesi nel recente Community Shield da Gabriel Jesus, statistica questa che rende l’idea di quanto dominante sia stata la stagione del MVP dell’ultima finale di Champions, annata “sporcata” solamente da una Premier League a lungo condotta ma persa al fotofinish contro lo straordinario Manchester City di Pep Guardiola, nonostante i 97 punti che quasi ogni anno garantirebbero la vittoria del campionato. Non è stato così questa volta, e il titolo nazionale rimane un tabù non ancora sfatato dalle parti di Anfield.

Virgil van Dijk ha impressionato per come è riuscito a cambiare totalmente il volto di un reparto che prima di lui riscontrava enormi problemi, trasmettendo tranquillità anche al resto della squadra, che dopo il suo arrivo ha iniziato a sentirsi più sicura, come se fosse protetta dal gigante olandese. Se a tutto ciò aggiungiamo che Virgil rappresenta anche una costante minaccia nell’aria di rigore avversaria grazie ai suoi 193 cm e alla sua poderosa elevazione, come testimoniano i 4 goal della passata stagione – non pochi per un centrale, che ha già anche timbrato il cartellino nella prima giornata della nuova Premier – il difensore olandese è probabilmente il favorito per la conquista del trofeo, e anche del prossimo Pallone d’Oro.

Il dubbio più grande riguardo una sua possibile vittoria è la rarità di difensori capaci di vincere premi individuali, in quanto quasi sempre si tende a premiare coloro che risultano decisivi con i loro goal. Anche per questo motivo, causa le impressionanti statistiche, Ronaldo e Messi hanno reso quasi impossibile per chiunque altro insidiare il loro trono e per anni è stata una meravigliosa corsa a due.

Tra loro però, dopo 10 anni di totale dominio, si è inserito lo scorso anno il piccolo Mozart, in arte Luka Modrić, capace di vincere in un solo anno tutti i principali premi individuali dopo aver trascinato il Real alla terza Champions League consecutiva e la sua Croazia ad una prima storica finale del Mondiale.

Anche quest’anno la vittoria di uno dei alieni non sembra più così scontata, cerchiamo di capire perché.

Partiamo dall’asso portoghese, che la scorsa estate ha deciso, dopo 9 incredibili anni, di lasciare Madrid, per tentare una nuova esperienza nella Torino bianconera. Come da pronostico la sua Juventus, reduce da sette scudetti di fila, non ha avuto particolari problemi nell’aggiudicarsi l’ottavo e Cristiano si è potuto gestire al meglio in alcune occasioni. Nonostante ciò ha chiuso la stagione con 21 goal in Serie A, al quarto posto della classifica marcatori. Ma era la Champions il palcoscenico in cui Ronaldo era chiamato a fare la differenza, e nella fase a eliminazione diretta ci è riuscito, tanto che cinque goal su cinque portano la sua firma. Questo però non è bastato per superare i giovani terribili dell’Ajax e la corsa della vecchia signora si è fermata ai quarti di finale. Con il Portogallo ha vinto la Nation League, torneo estivo che sostituisce le tradizionali amichevoli tra nazionali, dando a queste partite un minimo di importanza, laureandosi capocannoniere della fase finale, dopo aver saltato per intero il girone eliminatorio.

Globalmente una buona stagione, ma non di certo tra le migliori della carriera del fenomeno portoghese.

Probabilmente tra i tre finalisti è quello con meno chance di vittoria e non è assurdo pensare che al suo posto sarebbe stato giusto inserire un altro giocatore del Liverpool – Allison? Salah? Mané? – o uno dei giovani fenomeni del meraviglioso Ajax che ha sfiorato il triplete – de Jong? de Ligt? – o magari quel Bernardo Silva, MVP della stagione del Manchester City e della Nation League – vinta proprio insieme a Ronaldo – che sotto la cura di Guardiola si è definitivamente consacrato.

Arriviamo all’ultimo dei tre candidati, Leo Messi. Partiamo con dei numeri. 51 Goal, 22 assist – e già potremmo fermarci qui –. Liga dominata con il suo Barcellona, con tanto di Pichici e conseguente Scarpa d’Oro grazie ai suoi 36 goal. Semifinale di Champions, con titolo di capocannoniere e 5 volte giocatore della settimana. Finale di Copa del Rey e semifinale di Copa America – forse la vera nota dolente della stagione della pulce –.

Durante questa stagione il nativo di Rosario, arretrando di qualche metro il raggio d’azione, ha portato a termine il processo di trasformazione avviato 2/3 anni fa, che lo ha portato, causa il fisiologico calo dei valori atletici, a trasformarsi da attaccante puro a giocatore totale, a volte addirittura in regista, in grado di svolgere in fase di costruzione compiti normalmente affidati a un centrocampista, mantenendo però la stessa impressionante media realizzativa.

Detto ciò, si ritorna al solito discorso, cosa è giusto premiare?

Se valutassimo le prestazioni individuali, come ha detto lo stesso difensore del Liverpool in una recente intervista, non ci sarebbe nulla di strano nel premiare l’asso del Barcellona, ma dal momento che i trofei hanno il loro peso specifico, e quello più importante se lo è aggiudicato il Liverpool, è probabile che ci sarà un testa a testa piuttosto equilibrato tra i due, con il terzo, Ronaldo, probabilmente staccato.

Resta da capire se, davanti alla super stagione del centrale olandese, sarà premiato un ruolo, quello del difensore, spesso snobbato in questi premi, o se invece, si prediligerà il valore assoluto del giocatore. Di certo questo duello infiammerà anche la corsa al prossimo Pallone d’Oro, con Ronaldo, e perché no, anche qualcun’altro pronto a sfruttare la seconda parte dell’anno per rimettersi in corsa.

Tanto è stato fatto, ma molto deve ancora avvenire. Attendiamo, insieme all’inizio di stagione, risposte in merito.

 

 

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