Heynckes

Heynckes e l’Eintracht Francoforte: a volte ritornano

Storia del calcio

A volte ritornano, quei deja-vu beffardi che si legano indissolubilmente alla tua carriera professionale, al tuo percorso di crescita e talvolta anche alla tua vita, che ritornano prepotentemente 38 anni dopo che ti avevano beffato clamorosamente ad un passo dal successo. Questa è la storia che lega l’Eintracht Francoforte, vincitore dell’ultima edizione della Coppa di Germania, a Jupp Heynckes, uno dei più grandi allenatori della storia del calcio tedesco, celeberrimo autore del Treble del Bayern Monaco nella stagione 2012-2013.

La storia di Heynckes allenatore inizia ben 39 anni fa, nel 1979, al Borussia Mönchengladbach.
Il Borussia Mönchengladbach è il detentore della Coppa UEFA del 1978-1979, ma Lattek non lo allena più, Simonsen si è trasferito al Barcellona insieme a lui, Vogts sì è ritirato, Bonhof si è trasferito in Spagna l’anno prima, alla corte del Valencia.

Infine, Heynckes aveva lasciato il calcio giocato nel 1978, con una celebre cinquina nel 12 a 0 ai danni Borussia Dortmund, risultato che però si era rivelato insufficiente per vincere la Bundesliga a causa di una minor differenza reti, a pari punti, rispetto al Colonia campione (a parità di gol fatti, il Colonia aveva subito solo tre gol in meno dei Fölhen).

Heynckes è quindi uno dei simboli ed eroi della storia del Borussia Mönchengladbach e diventa di conseguenza l’allenatore incaricato di far ripartire i Fölhen che sono ormai alla conclusione di un ciclo.

In campionato il Borussia Mönchengladbach non brilla, mentre in Coppa UEFA il debutto internazionale di Osram (chiamato così perché, quando si arrabbia, si “accende” come le lampadine omonime) è grandioso: annichilisce l’Inter a San Siro, per 3 a 2, dopo un pareggio in suolo casalingo; successivamente, batte il Saint Etienne di Platini, che sia all’andata che al ritorno verrà bloccato con un’opportuna e ferrea marcatura, per poi battere lo Stoccarda nelle semifinali, delle semifinali che, in quell’edizione, hanno avuto solo squadre tedesche (Borussia Mönchengladbach, Bayern Monaco, Eintracht Francoforte e Stoccarda). Insomma, un dominio assoluto dei teutonici.

Nell’altra semifinale tutta teutonica, l’Eintracht Francoforte di Friedel Rausch ribalta lo 0-2 dell’andata, sconfiggendo il Bayern Monaco con un roboante ed epocale 5 a 1 in una partita che si è protratta nei supplementari e che ha dimostrato come al Waldstadion l’Eintracht possa ribaltare qualsiasi risultato.

Arriviamo dunque alla doppia finale, Borussia Mönchengladbach vs Eintracht Francoforte, disputata all’andata il 7 maggio. La partita è spettacolare e vede le aquile di Francoforte passare in vantaggio, con un colpo di testa su calcio d’angolo, con Karger, ma poco dopo è Kulik a pareggiare la contesa con un grandissimo e prelibato tiro dalla distanza. Partita che nel secondo tempo prosegue a ritmi altissimi e che vede il Francoforte andare nuovamente in vantaggio con un colpo di testa in tuffo di Holzenbein (campione del Mondo nel 1974) , ma la squadra di Heynckes non molla e sono prima un giovanissimo Lothar Matthäus, con un sinistro dal limite, e di nuovo Kulik a ribaltare il risultato, lasciando però uno spiraglio di possibilità alle aquile.

Arriviamo quindi al ritorno: l’Eintracht Francoforte sembra non riuscire a segnare quel gol che regalerebbe la prima vittoria europea della sua storia, finché Rausch non decide di giocarsi un jolly disperato. Entra quindi Schaub, che poco dopo, inserendosi in una mischia feroce, riesce a scoccare un tiro vincente che sa di beffa per Heynckes e per i suoi Fölhen.

L’Eintracht Francoforte vince quindi la Coppa UEFA, il primo e fin’ora unico successo internazionale della storia delle aquile.

Nei successivi 38 anni, Heynckes vincerà in varie parti d’Europa, legando il successo della sua carriera da allenatore alla Champions League vinta al Real Madrid nel 1998, riportando i Blancos all’alloro europeo dopo 32 anni di astinenza, per poi vincere, in totale, 4 Bundesliga, una Coppa di Germania, 3 Supercoppe di Germania, una Supercoppa di Spagna, 2 UEFA Champions League (resta celebre quella della stagione 2012-2013, che lo portò alla vittoria del Treble) e due Coppe Intertoto, per poi concludere temporaneamente la sua carriera da allenatore nel 2013.

Arriva però una nuova chiamata dal Bayern Monaco nel 2017, che si ritrova ora in una situazione di emergenza dopo l’esonero di Carlo Ancelotti e un avvio disastroso. Il suo arrivo si dimostra un fulmine a ciel sereno, per l’ennesima volta, che restituisce vitalità all’ambiente bavarese.

Un ambiente che Jupp Heynckes riesce a ribaltare e a rivitalizzare completamente, restituendo linfa vitale a giocatori che sembravano in fase calante come Ribery e Robben, restituendo fiducia, andata perduta con Ancelotti, a Thomas Müller fino a farlo riportare quasi a livelli di un tempo, e conferisce a James Rodriguez un ruolo fondamentale a centrocampo.

I risultati sono immediati: il Bayern Monaco rivince la Bundesliga, per la sesta volta consecutiva, con cinque giornate di anticipo, la sua corazzata sfiora addirittura una finale di Champions League in un doppio match avvincente contro i campioni del Real Madrid, peccando di imprecisione sotto porta in una partita segnata dalle polemiche per l’arbitraggio insufficiente di Cakir.

Heynckes, però, dichiara di non voler rinnovare il contratto che lo lega al Bayern Monaco. La società quindi si mobilita per prendere il suo successore, che sarà Kovac, l’allenatore dell’Eintracht Francoforte, che raggiunge un traguardo incredibile, ovvero la finale della Coppa di Germania proprio contro di lui.

La finale viene disputata all’Olympiastadion di Berlino il 19 maggio 2018, è l’ultima partita della carriera da allenatore di Heynckes.

La prestazione di Rebic, l’ex scarto della Fiorentina, è straordinaria. Il croato è protagonista indiscusso della finale con una doppietta, mettendo costantemente in crisi la difesa del Bayern Monaco (sarà anche protagonista di un ottimo Mondiale con la Croazia, arrivando a disputare anche la finale persa contro la Francia), dimostrandosi rinato completamente dal lavoro di Kovac.

Il gol di Lewandowski non basta, l’Eintracht Francoforte vince la Coppa di Germania, siglando il gol del 3 a 1 in contropiede con Gaćinović.

 

 

Heynckes quindi conclude la sua carriera da allenatore nello stesso modo in cui l’aveva incominciata 38 anni fa, con una sconfitta in finale, seppur di due competizioni differenti, contro l’Eintracht Francoforte, entrambe due sconfitte che sanno di beffa.

La prima sconfitta arrivata in Coppa UEFA nel 1980 con una beffa clamorosa al ritorno con un cambio alla disperata fatto da Rausch, mentre la seconda arrivata nell’ultima partita della sua carriera, che ha visto il suo successore, Kovac, vincere la Coppa di Germania.

Un deja-vu che ha segnato la carriera di Jupp Heynckes nel suo inizio e nella sua fine, un deja-vu che sa di già rivisto, due beffe che però non cancellano la grandezza di un’icona del calcio tedesco dalla doppia vita, la prima da eroe dei Fölhen nella sua carriera da giocatore, la seconda da eroe del Bayern Monaco nella sua carriera da allenatore.