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Icardi alla Juve: sì o no?

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Nell’ultimo periodo, data l’emergenza sanitaria che ha colpito il mondo intero, anche il calcio è stato costretto a fermarsi. Molti addetti ai lavori, convinti della sospensione definitiva di campionati e coppe internazionali, hanno già la testa alla prossima stagione e anche per questo motivo stanno iniziando a circolare varie voci di mercato che infiammeranno tutta l’estate; tra queste, una sta prendendo particolarmente piede e riguarda il trasferimento di Mauro Icardi alla Juve. L’attaccante classe ’93 sarebbe il colpo giusto per puntare alla Coppa dalle Grandi Orecchie e consolidare il dominio in patria oppure il club torinese dovrebbe concentrarsi su altri obiettivi? Riuscirebbe a integrarsi in un reparto che vede già i vari Cristiano Ronaldo, Paulo Dybala e Gonzalo Higuaín – oltre a Bernardeschi, Douglas Costa, Cuadrado e dall’anno prossimo Kulusevski – o qualcuno ne farebbe le spese?



A dirla tutta già la scorsa estate la punta natia di Rosario sembrava essere molto vicina al passaggio in bianconero, ma a campionato già iniziato, dopo una concorrenza che avrebbe visto contendersi il giocatore, oltre alla già citata Juve, e alle italiane Napoli e Roma, è stato il Paris Saint-Germain ad assicurarsi le prestazioni di Icardi, con un prestito con diritto di riscatto fissato a 70 milioni di euro. Nonostante un’ottima prima parte di stagione – tra Champions e Ligue 1 fino a dicembre ha segnato 14 gol in 17 gare, molte delle quali non giocate per intero –, l’avventura parigina dell’ex capitano dell’Inter sembra già arrivata al capolinea, le possibilità di riscatto si riducono di giorno in giorno e questa volta sembra davvero possibile che Maurito imbocchi l’A4 direzione Torino per essere il bomber di cui la Juve sembra aver bisogno.

Prendendo in esame il solo campionato di Serie A, la Juventus ha segnato 50 gol in 26 partite, con una media gol pari a 1.92, relativamente pochi se si pensa che i bianconeri effettuano 17.5 tiri a partita dati alla mano: diverse volte si è infatti avuta l’impressione che gli uomini di Sarri abbiano difficoltà nel chiudere le gare – la maggior parte infatti vinte di misura e con qualche sofferenza di troppo –, il dato salta ancor più all’occhio se si pensa che, Ronaldo escluso, i migliori marcatori siano Dybala e Higuaín con rispettivamente solo 7 e 5 gol a referto, e che su 11 marcatori, ben 5 siano difensori – Leonardo Bonucci, Matthijs de Ligt, Danilo, Giorgio Chiellini e Merih Demiral.

Con l’arrivo di Icardi le cose potrebbero sicuramente cambiare, non però senza modifiche alle tattiche di squadra. Icardi è il classico numero 9 poco avvezzo a partecipare alla manovra, difficilmente infatti lo si vede arretrare a centrocampo per entrare nel vivo del gioco o nei tabellini tra i giocatori che toccano più volte il pallone, ma sempre pronto quando viene chiamato in causa per risolvere una contesa con un guizzo dei suoi, non a caso viene soprannominato el niño del partido.

Questo è il segreto di Icardi: è invisibile per larghi tratti nell’arco dei 90 miniuti, ma non appena un pallone vaga in area di rigore è quasi sempre gol. Al momento infatti l’attaccante argentino si può considerare senza ombria di dubbio uno dei migliori finalizzatori sulla piazza – se non proprio il migliore –, e questo grazie ad un fiuto del gol che ha pochi eguali, pare quasi che sappia in anticipo dove si troverà il pallone all’interno dell’area e in che modo colpirlo, che sia di piede o di testa il risultato sarà sempre un pallone in fondo al sacco: Icardi non partecipa all’azione, ma la legge alla perfezione e vi sa mettere il punto nel modo giusto.

Dei 121 gol in Serie A, la maggior parte li ha fatti anticipando difensori e portieri, prendendoli di sorpresa anche per via di movimenti che ha perfezionato negli anni, l’esempio lampante è il suo ultimo gol nel derby di Milano: sul cross dalla destra di Matías Vecino, Icardi prima va verso la palla ma all’ultimo momento cambia direzione mettendo fuorigioco il difensore e vanificando l’uscita del portiere, riuscendo comodamente a insaccare di testa.

Con un attaccante così sembrerebbe almeno sulla carta che la Juve possa riuscire a migliorare il proprio score realizzativo, ma per capire se Icardi è davvero il profilo giusto per i campioni d’Italia non possiamo limitarci ai numeri, ma capire come un attaccante con le sue caratteristiche possa inserirsi al meglio negli schemi di Maurizio Sarri, che lo avrebbe già accolto volentieri alle pendici del Vesuvio.



Riallacciandoci a quanto detto in precedenza, parliamo di un classico centravanti, ruolo che sta diventando più atipico nell’epoca dei 9 e mezzo, prime punte molto più presenti nel gioco, col compito di fare da transizione tra centrocampo e attacco, ruolo in cui Higuaín è maestro e a cui Sarri ha difficilmente rinunciato nel corso della stagione nonostante il contributo realizzativo non sia stato dei migliori; dalle parti della Continassa ci sarebbe pertanto bisogno di cambiare qualcosa, qualora si chiudesse la trattativa. Sicuramente per avere un Icardi da Champions è necessario il supporto corale della squadra che dev’essere in grado di servirgli il pallone, compito che riguarda in primis il centrocampo, quest’anno troppo spesso fuori dalla zona gol non solo a livello realizzativo, che dovrebbe cercare un approccio più verticale e meno metodista, per innescare il rifinitore che servirà gli assist o per cercare di imbeccare direttamente il numero 9.

Si passa poi alla questione del modulo: Icardi nell’anno di grazia 2017/2018 ha realizzato 29 gol come terminale offensivo del 4-2-3-1 di Luciano Spalletti, schema completamente fuori dall’ottica sarriana. Probabilmente con l’argentino la Juve potrebbe schierarsi con un 4-3-3 con Icardi al centro e ai lati rispettivamente Ronaldo e Dybala, o Douglas Costa: il primo avrebbe il compito di fare da regista offensivo, partendo decentrato a destra per accentrarsi sul mancino per concludere o servire il connazionale, e ad oggi, visto anche il momento di grazia del diez, sembra la soluzione più accreditata; il secondo invece nel caso servisse un’ala d’attacco pura. Altrimenti si potrebbe utilizzare il trequartista, già visto con alterne fortune questa stagione, anche qui però qualcuno potrebbe rimanere fuori: dietro la punte si schiererebbe Dybala oppure un altro giocatore, magari proveniente dal mercato?

Volendo concludere la disamina sull’attaccante non si può non citare il lato caratteriale. Mauro lo conosciamo, è uno che nonostante la sua bravura in mezzo al campo può creare profonde crepe all’interno dello spogliatoio – chiedere a Marotta per conferma –, ma alla Juventus solitamente sono bravi a limitare personaggi di questo genere; di Carlos Tévez si parlava come di uno spacca-spogliatoio, ma è successo tutto l’opposto.

Con l’aggiunta dell’ex canterano del Barcellona la Juventus potrebbe fare l’upgrade decisivo in avanti, aggiungendo quel killer d’area di rigore che nonostante Cristiano Ronaldo manca ancora al club piemontese, ma affinché renda alla perfezione la rosa deve essere puntellata a centrocampo – e riguardo quest’ultima cosa state certi che potremo assistere ad altre telenovele di mercato proprio come quella di Icardi –, ma questo basterebbe per vincere la tanto agognata Champions? Impossibile dirlo, la prima competizione europea è così affascinante anche perché molto episodica, chiunque può battere chiunque quando si parla di scontri diretti, ma per la Juve avere uno come Icardi dalla tua parte può senz’altro fare la differenza.


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