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Il futuro del calcio dopo Messi e Ronaldo

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Aver vissuto l’epoca calcistica nella quale per oltre un decennio Cristiano Ronaldo e Lionel Messi, due tra i più clamorosi interpreti della storia del gioco, si sono meravigliosamente sfidati ogni settimana, per anni anche nello stesso campionato, è sicuramente motivo di vanto per noi fortunati spettatori. Mai si era vista una rivalità così bella, sentita e coinvolgente nello sport, non solo nel calcio. Dopotutto, ognuno di noi è stato tenuto a scegliere da che parte stare, se optare per il talento, la genialità e la riservatezza di Lionel, oppure preferire la forza, la dedizione e l’ego di Cristiano. Perché per quanto la cosa migliore da fare sia godersi lo spettacolo che entrambi continuano a offrire – e si spera continuino più a lungo possibile – si finisce inevitabilmente per schierarsi verso l’estremo che più ci attrae quando ci viene posta la domanda «è più forte Messi o Ronaldo?».

 

 

Tanto diversi quanto simili, personalità opposte ma obiettivi comuni. Così lontani ma allo stesso tempo sempre vicini, fino quasi a non riuscire a fare a meno l’uno dell’altro. Ma come tutte le cose, anche quelle più belle, sono purtroppo destinate a giungere al termine. E anche quest’epoca – per sempre segnata dalle loro inimitabili gesta – sta per concludersi.

Chi verrà dopo di loro? Cosa sarà lecito aspettarsi? Di certo sarà molto difficile vedere il calcio con gli stessi occhi di prima. Troppo grande l’impronta che queste due icone hanno lasciato per evitare che coloro che verranno non siano inevitabilmente paragonati a loro. Ma chi sono le future star che in qualche modo avranno il compito di continuare a riempire i nostri weekend con le loro magie?

Nonostante l’ombra di Messi e Ronaldo sia parecchio ingombrante, non si può dire che scarseggino gli aspiranti eredi al trono.

 

 

Già affermato è Kylian Mbappé, fenomeno francese di soli 20 anni ma con una Coppa del Mondo vinta da protagonista già in bacheca e numeri per la sua età migliori di quelli di Leo e Cristiano. Consacratosi definitivamente nella scorsa rassegna iridata, vinta dalla sua Francia, non è stato da meno nella stagione seguente. Ha chiuso la Ligue 1 con 34 reti, classificandosi secondo nella classifica della Scarpa d’Oro dietro al solito Messi. Piccola macchia la precoce e clamorosa eliminazione subita in Champions League per mano del non irresistibile Manchester United, che ha reso fallimentare per l’ennesima volta la campagna europea della squadra parigina. Nonostante nel doppio confronto con i Diavoli Rossi Mbappé sia stato uno tra i migliori dei suoi, qualcuno ha cercato di trovare in lui il capro espiratorio della sconfitta. Essere il migliore della tua squadra, eppure ugualmente criticato. Stesso destino di Leo, e in misura minore, Cristiano. Il destino dei grandissimi. Esattamente quello che Kylian è destinato a diventare. O, forse, è già.

Il talentino gallico è probabilmente il giocatore che più di ogni altro è destinato a sedersi sul trono del re quando i due alieni smetteranno di incantarci, ma chi sono gli altri, meno affermati rispetto a Kylian, che potrebbero formare un dualismo con lui, o perché no, una sfida a tre?

I due giovani che più si stanno prendendo la scena sul panorama internazionale, confermandosi ogni weekend giocatori dal futuro più che luminoso sono Joao Felix e Jadon Sancho.

Portoghese, classe ‘99, recentemente acquistato dall’Atletico che ha dovuto versare nelle casse del Benifica la bellezza di 126 milioni di euro il primo; inglese, classe 2000 e da un anno ormai stella del Borussia Dortmund il secondo.

Entrambi esplosi nella scorsa annata, in questo inizio di stagione hanno ulteriormente alzato il loro livello. L’asso portoghese, costretto a convivere con le enormi aspettative dovute al prezzo del suo cartellino e con la responsabilità di dovere sostituire Griezmann – non proprio uno qualunque da quelle parti – si è subito ambientato e già in precampionato sotto i suoi meravigliosi colpi sono cadute corazzate come Real Madrid e Juventus, non due squadre qualsiasi. Anche nelle prime giornate di Liga, che il suo Atletico guida a punteggio pieno, è stato decisivo con i suoi assist – quello per Vitolo nella gara contro il leganes – e con il rigore procurato nella prima di campionato, contro il Getafe, dopo una clamorosa azione personale di 60 metri.

Ancor più devastante è stato l’avvio di stagione di Jadon Sancho, che dopo aver vinto con il suo BVB la supercoppa di Germania, battendo 2-0 gli acerrimmi nemici del Bayer Monaco – partita nella quale, tanto per cambiare, ha timbrato il cartellino con goal e assist – ha guidato i suoi a due vittorie nelle prime nelle prime due di campionato, risultando decisivo con 2 goal e 2 assist per i compagni.

Ciò che più impressiona dei tre giovani fuoriclasse è la personalità con la quale si stanno dimostrando i leader tecnici delle rispettive squadre. Non solo non hanno paura di prendersi le maggiori responsabilità, ma sono addirittura i compagni che si affidano a loro nelle situazioni di difficoltà.

Il talento di questi tre giocatori non è minimamente in discussione, ma basta questo per garantirci in futuro una rivalità ai livelli del dualismo Messi-Ronaldo?

Assolutamente no, anzi. Bisogna fare una doverosa premessa. Ciò a cui abbiamo assistito, grazie a Leo e Cristiano, sarà probabilmente irripetibile. La costanza con la quale, come ammesso dallo stesso portoghese in occasione della cerimonia di premiazione del miglior giocatore dell’anno Uefa, questi due campioni si sono sfidati ogni anno, sempre l’uno contro l’altro, per 15 anni, senza esclusione di colpi, senza che nessun’altro riuscisse veramente a insidiare il loro trono, rende il loro dualismo unico.

Difficile dire dunque dove potranno arrivare Mbappé, Sancho e Felix, nessuno ad oggi può saperlo. Ma se c’è una cosa che tutti noi possiamo fare nella speranza che non si perdano per strada è evitare di paragonarli ai loro predecessori, cosa che al momento succede di rado, ma che probabilmente sentiremo spesso tra qualche anno, quando lo spazio lasciato dalle due leggende dovrà essere colmato.

Ciò che sono stati, e sono ancora, Leo e Cristiano è un qualcosa che ricorderemo sempre. Ma la loro infinita grandezza potrebbe quasi impedirci di godere della bellezza di coloro che verranno. Perché il bello può manifestarsi sotto forme diverse, e se a volte risulta inevitabile paragonare queste tra loro, altre volte il paragone può essere dannoso. Godiamoci Mbappé, Sancho, Felix e chi verrà, non pensando che siano come chi li ha preceduti. Solo così potremo apprezzare la magia che ci faranno vedere, vivendo il calcio che sarà senza i meravigliosi fantasmi del calcio che c’è stato.

Se poi il futuro del calcio sarà all’altezza del passato sarà una prerogativa degli attori che verranno, che tutti noi speriamo sappiamo recitare come i precedenti.

 

 

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