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L’invenzione del calcio di rigore

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Certo, è risaputo, il calcio lo hanno inventato gli inglesi, ma come invece ci si potrebbe aspettare, il calcio di rigore non era già presente tra le regole alla nascita del gioco: ogni contatto all’interno dell’area per molto tempo veniva infatti punito con un semplice calcio di punizione. Questo fino a quando, William McCrum, non decise di proporre un cambiamento radicale per la storia di questo sport.

Irlandese, nato nel 1865, William era figlio di Robert, grande costruttore edile e proprietario di una fabbrica di cotone nella città di Milford. Personaggio geniale, si dice avesse addirittura inventato lavastoviglie e bollitore elettrico, senza però mai depositarne i brevetti. Costruì tutte le strade del paese che portavano alla sua fabbrica e la sua casa era l’unica dell’intera Irlanda dotata di corrente elettrica.

Nel 1915 Robert morì lasciando un patrimonio di 55 mila sterline – una cifra considerevole per l’epoca – ma, né il figlio William né la figlia Harriette, riuscirono a portare avanti le sue idee geniali e i suoi affari, facendo sì che tutto il patrimonio accumulato venne sperperato in un attimo. William voleva fare altro, svolse qualche piccola parte come attore dilettante e si dedicò a praticare diversi sport – tra cui soprattutto il calcio.

 

 

Per anni difese i pali del Milford Everton, disputando anche la prima stagione del campionato nordirlandese di calcio nella stagione 1890/1891 con risulati decisamente rivedibili, ma, al di là dei meriti sportivi, McCrum aveva deciso di far pagare a tutta la squadra le continue scorrettezze individuali che avvenivano nel campo di gioco, soprattutto quelle inerenti agli interventi in area di rigore, puniti in maniera troppo lieve e che di conseguenza spingeva gli avversari a ripetere così continuamente delle infrazioni.

Comportamenti lontani dallo spirito dello sport a cui lui era da sempre legato e che William propose di risolvere introducendo il calcio di rigore all’interno delle regole del gioco. Il pallone doveva essere posizionato a distanza di 12 yard – circa 11 metri – dalla linea di porta e pronto a essere calciato da un unico uomo messo a tu per tu con un unico estremo difensore, senza ulteriori ostacoli a frapporsi tra i due.

Con grande determinazione McCrum si rivolse direttamente alla Irish Football Association, la Federazione Nazionale irlandese, scatenando diverse polemiche tra gli stessi calciatori, i quali non potevano tollerare l’esistenza di un fallo intenzionale e che, secondo loro, serviva soltanto per spettacolarizzare il ruolo del portiere.

L’evento che per certi versi cambiò definitivamente la storia fu il quarto di finale di Coppa d’Inghilterra del 1891 tra Stoke City e Notts County, partita nella quale allo Stoke fu letterarmente parato un gol all’ultimo minuto di gioco grazie ad un intervento con la mano, sulla linea di porta, di un difensore avversario. Dal successivo calcio di punizione indiretto non si ebbe alcun esito e non arrivò comunque il gol.

Questo episodio fece sussultare l’International Football Association Board, la quale, riunitasi a Glasgow pochi mesi più tardi, mise a verbale la proposta di McCrum. Fu così che il 2 giugno 1891 nacque ufficialmente il calcio di rigore. Il primo dopo la codifica della regola venne calciato a settembre dello stesso anno in una partita del campionato inglese tra Wolverhampton Wanderers e Accrington Stanley, finita 5 a 0 per i padroni di casa.

Chiaramente, almeno inizialmente, la procedura è stata molto distante da quella che conosciamo: non esisteva il dischetto del rigore almeno fino al 1902 ed era l’arbitro stesso a contare i passi per misurare la distanza. Il portiere poteva muoversi in avanti per circa 5 metri e il resto dei giocatori doveva trovarsi 5 metri e mezzo dietro la linea della palla. Con il passare degli anni queste regole si sono affinate fino ad arrivare al classico calcio di rigore che tutti noi conosciamo.

Rigori che da sempre hanno regalato gioie e dolori agli appassionati, che almeno una volta sono stati coinvolti dal turbinio di emozioni che questa sequenza, per certi versi così meccanica, provoca e che da sempre è sconsigliata ai deboli di cuore. Se vi stavate chiedendo chi sia il visionario che ha dato inizio a tutto questo e che magari qualche volta avrete maledetto, da oggi in avanti per voi ha un nome e un cognome: William McCrum.

 

 

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