James Maddison, the creator

Calcio Europeo I Personaggi PSS Slider

Siamo nella stagione 2017/2018, il Norwich City sta disputando la Championship, seconda divisione inglese. I Canarini hanno appena chiamato il tedesco Daniel Farke, ex tecnico della seconda squadra del Borussia Dortmund, a guidare la panchina. Per gli Yellows sarà un’annata di saliscendi continuo, e a maggio 2018 la squadra arriverà 14esima in classifica, con 60 punti totali. Una stagione meno brillante di quella precedente, nella quale giunsero ottavi nella seconda serie, ma contraddistinta da una nota positiva, la più lieta per il Norwich: la rimarchevole stagione di un giovane ragazzo inglese, tale James Maddison.

 

 

 

Maddison è nato a Coventry, nelle Midlands occidentali, il 23 novembre 1996. Ha formato il suo bagaglio calcistico nel settore giovanile della sua città, ovvero il Coventry City, emergendo come centrocampista offensivo di qualità, o all’occorrenza seconda punta. A 20 anni, nel febbraio del 2016, passa al Norwich, con cui firma un contratto che lo lega fino al 2019. La casa base dei Giall, però, lo parcheggia in prestito per due stagioni, prima allo stesso Coventry e poi agli scozzesi dell’Aberdeen. Dopo un anno e mezzo di sviluppo lontano da Carrow Road James rientra nell’estate del 2017 nel club proprietario del suo cartellino e il neo-allenatore Farke fa subito capire di voler puntare fortemente su di lui.

 

 

E avrà ragione: il 23 dei Canaries, sebbene diverse volte abbia giocato come centrocampista centrale, era il vero numero 10 della squadra. Concluse l’anno con 14 reti, 8 assist e registrando un dato che più di ogni altro fu strabiliante: in 42 presenze aveva completato l’86% di passaggi effettuati. Numeri da stropicciarsi gli occhi per un 21enne, che entrò immediatamente nel giro dei convocati dell’under 21 dell’Inghilterra.

Dopo una stagione del genere non poteva più nascondersi, ecco quindi che nella scorsa estate diversi club della Premier League hanno bussato alla porta del Norwich per chiedere informazioni su Maddison. Alla fine l’astro nascente dei Tre Leoni ha deciso di accasarsi nel Leicester di Claude Puel, sicuramente un team diverso da quello dell’incredibile scalata di Ranieri del 2016 e della storica Premier League conquistata, ma di certo il Leicester resta un team solido e di buone ambizioni.

Costato circa 22 milioni di sterline, Maddison ha sottoscritto un contratto di cinque anni con la squadra delle Midlands Orientali e ha dimostrato sin dal suo arrivo di avere la giusta personalità, prendendosi innanzitutto la maglia numero 10, e dichiarando poi di non aver paura di dover sostituire niente di meno che Riyad Mahrez, il simbolo insieme a Vardy di quel recente magico Leicester, partito in direzione Manchester City di Guardiola.

Puel all’alba dell’ultima stagione ha modificato diversi interpreti dell’11 del Leicester, affidandosi a nuovi calciatori giovani e di grande prospettiva. In particolare ha proposto Ben Chilwell al posto di Fuchs come terzino sinistro, mentre a destra ha inserito il portoghese Ricardo Pereira; e Demarai Gray è diventato titolare fisso, dopo due annate vissute soprattutto in panchina. In attacco poi, ha subito dato fiducia a Maddison – nonostante non avesse alcuna esperienza di Premier League – posizionandolo dietro all’unica punta Vardy. Il trequartista inglese si è preso la squadra sulle spalle, il gioco dei Foxes è gravitato intorno a Maddison, che è un classico regista offensivo che fa da collante tra centrocampo e attacco. Impressiona in particolare la sua conduzione di palla a testa alta e la visione del gioco: raramente sbaglia una scelta di passaggio e con i suoi traccianti da un versante all’altro del campo illumina gli stadi inglesi dove gioca, oltre ai vari suggerimenti in profondità per i movimenti di Vardy e compagni.

Ma il numero 10 del Leicester è anche uno che ha attitudine difensiva e la applica ricordandosi di quando giocava mediano a centrocampo con il Norwich. Dotato inoltre di grande intelligenza posizionale – si fa sempre trovare al posto giusto tra le linee difensive avversarie – Maddison ritrova molto probabilmente nei calci piazzati la sua migliore qualità.

 

 

L’ex Norwich ha un piede destro fatato e si è preso possesso di tutti le punizioni e i calci d’angolo dei Foxes, che hanno cambiato timoniere nella primavera del 2019: è stato esonerato Puel, che non ha fatto nemmeno malissimo ma paga l’undicesimo posto in classifica, ed è stato nominato Brendan Rodgers come nuovo manager. Maddison ha pennellato una rete su punizione contro l’Huddersfield e ha siglato un rigore contro il Bournemouth. Proprio per il suo tiro, molto preciso e calibrato, gli analisti inglesi hanno paragonato il suo calcio a quello dello Spice Boy David Beckham, simile per la rincorsa un po’ arcuata e la palla che prende un grande giro ad effetto, come quelli dell’ex numero 7 britannico. Ad ogni modo dopo 36 giornate Maddison ha timbrato 7 gol e 7 assist, niente male per un 22enne alla prima stagione con i colossi della Premier.

Ma soprattutto una statistica di Maddison ha fatto il giro del mondo: il giocatore del Leicester è stato l’anno scorso il calciatore che ha creato più tentativi da gol nel massimo campionato inglese. Sono ben 100 le volte in cui Maddison ha originato un’importante occasione per la propria squadra nell’annata 2018/2019; una in più di Hazard, poi passato dal Chelsea al Real Madrid. Un dato stratosferico, che può far capire perché il 10 del Leicester è sul taccuino di grandi club inglesi e anche europei.

 

 

 

Aveva cominciato alla grande anche la sua seconda stagione da protagonista in Premier League, aggiungendo allo score personale due reti e due assist in sette partite, ma il trequartista inglese, con gli occhi degli addetti ai lavori puntati addosso vista la scorsa annata, è alla ribalta della poco onorevole cronaca britannica a causa di un “affaire” che potrebbe costargli molto caro, tanto da potersi essersi giocato una fetta importante di carriera.

Il talentuoso numero 10, convocato la scorsa settimana dal CT della nazionale dei Tre Leoni Gareth Southgate per le sfide di qualificazione ad Euro 2020 contro Repubblica Ceca e Bulgaria grazie alle ottime performance con le Foxes, qualche giorno fa aveva lasciato il ritiro dell’Inghilterra per presunte condizioni di salute non perfette, in comune accordo con il CT inglese. Ecco però il misfatto: invece di restare a casa e guardare la delicata partita dei compagni – sconfitti in quel di Praga – Maddison ha deciso a sorpresa di camuffarsi e recarsi in un noto casinò di Leicester per giocare a poker. Un comportamento che ha fatto arrabbiare i vertici federali e lo staff della nazionale inglese. C’è addirittura il rischio che il funambolo del Leicester, che non ha ancora esordito con i Tre Leoni, possa non essere più convocato per ciò che ha fatto. Si sa, in Inghilterra sono molto intransigenti verso questi atteggiamenti, ancor di più con Maddison che già in passato aveva tenuto dei comportamenti non graditi a Southgate.

Ecco quindi che è finito sulle pagine di tutti i tabloid inglesi, e rischia da qui in futuro di essere malvisto dagli stessi britannici per aver “tradito” la nazionale con il poker. Vedremo quali saranno gli sviluppi di questa strana vicenda, ma ciò che noi ci auguriamo è che si torni a parlare di lui per il calcio e non per altro.

Nella patria della Regina Elisabetta è stato soprannominato ‘the creator‘, cioè l’inventore di gioco. Per poterlo definire fuoriclasse c’è bisogno di tempo e dovrà smussare alcuni suoi difetti, tra cui i comportamenti personali sopracitati, ma il 22enne di Coventry ha dalla sua parte il tempo, un futuro radioso per continuare a fare breccia nei tifosi del Leicester, e magari riguadagnarsi le simpatie di tutti quelli del resto d’Inghilterra.

 

 

Condividi su...
Share on Facebook
Facebook
Tweet about this on Twitter
Twitter