Correa

Correa, el Tucu alla conquista della Lazio

Calcio contemporaneo Stagione 2018/2019

Approdato in Italia alla Lazio durante il mercato estivo, El Tucu, soprannome dovuto alla sua regione di nascita, ovvero Tucuman situata in Argentina, ha già fatto parlare di sé. L’esordio nel calcio dei grandi avvenne a soli 17 anni nell’Estudiantes, nel massimo campionato argentino, subentrò al ben noto attaccante in Italia Duvan Zapata, con il quale condivise anche l’avventura alla Sampdoria.

L’avventura doriana dura circa un anno e mezzo a partire da gennaio 2015, il giovane argentino fa subito in modo di mettersi in mostra, promettendo talento e caparbietà. Nonostante ciò, l’esperienza in maglia blucerchiata non dà i frutti sperati: primo gol arrivato contro il Carpi ad un anno dal suo arrivo, partita per altro persa dalla Sampdoria per 2-1. Da lì alla fine del campionato realizzerà altre 2 reti, non mettendo in luce le sue vere caratteristiche: clamoroso l’errore a porta vuota contro l’Inter (4-10-2015, 1-1 reti di Muriel e Perisic) che fece parlare di sé ma non nel modo in cui si vorrebbe.

Ma tanto bastò ad interessare l’ex DS della Roma, Monchi, il quale lo porta al Siviglia (cedendo nella stessa sessione di mercato l’attuale compagno di squadra di Correa e capocannoniere della scorsa stagione Ciro Immobile). In Andalusia la svolta: 15 gol e 10 assist in quasi due stagioni, infatti Sampaoli lo introdusse nel 4-1-4-1 (o alternativamente nel 4-3-1-2) sfruttando le sue doti che si adattavano perfettamente all’idea di gioco del mister, per lo più in verticale, con l’azione inizialmente manovrata dal mediano N’Zonzi, attualmente portato alla AS Roma da Monchi stesso.

Fortemente voluto dal DS della Lazio Igli Tare, Correa inizia la sua avventura italiana, inserito inizialmente come sostituto di Luis Alberto nel 3-5-2 di Inzaghi. Nel calcio spesso le opportunità vengono date per caso o per fortuna, ma non sempre si riescono a cogliere al volo. Non è il caso del Tucu, al quale viene dato più spazio visto l’inizio di stagione deludente di Luis Alberto: 3 gol in sole 13 presenze da subentrato in campionato (solo una da titolare). La stella dell’argentino sembra essersi accesa e non intenzionata a spegnersi visto che ha segnato 3 gol pesanti per la Lazio: uno ha infatti portato i 3 punti sul campo dell’Udinese siglando il 2-1 alla Dacia Arena, uno in casa del Parma (0-2) e l’ultimo al 94’ contro il Milan deludente di Gattuso portando un punto che ormai sembrava perso in casa Lazio.

El Tucu è noto per le sue doti tecniche, un dribbling invidiabile e un gran controllo di palla. Certo, a volte pecca di egoismo nell’uno contro uno, ma è un rischio che va corso affinché anche le giocate personali riescano. Infatti, aiutato da una buona struttura fisica (circa 1,88m di altezza) spesso riesce nello stretto a liberarsi di 2-3 avversari e arrivare in area di rigore, come ha fatto nella gara di andata contro l’Udinese di quest’anno (Udinese – Lazio 1-2).

Simone Inzaghi inizialmente non lo vedeva con la maglia da titolare, ma ora il vento è cambiato: El Tucu si è ritagliato uno spazio nell’11 titolare laziale, ora gioca a fianco di Luis Alberto. Infatti l’argentino si adegua perfettamente al gioco del mister, ama spaziare tra le linee senza dare alcun punto di riferimento, nasce come ala sinistra di un tridente classico, ma gioca ugualmente anche a destra o da trequartista: è proprio la sua versatilità che ha spinto Inzaghi ad impiegarlo insieme a Luis Alberto e non più come sostituto. C’è entusiasmo per questo ragazzo, arrivato dalla Spagna per sostituire Felipe Anderson. Non è stato facile come è potuto sembrare, sicuramente è merito del ragazzo classe ’94 che ha saputo incantare con le sue giocate e la sua tecnica. Indubbiamente aiutato dalla caparbietà del mister nel far emergere giocatori come lui (Luis Alberto dello scorso anno docet) e da compagni capaci quali Milinkovic e Luis Alberto stesso, l’argentino ha l’occasione di crescere e maturare come giocatore. Insomma, il Tucu sembra essersi conquistato la fiducia dei suoi compagni e dei tifosi, può ancora fare meglio, che sia proprio lui l’asso nella manica del mister per questa fine di stagione?