Sergio

Quando Julio Sergio giocò con una distorsione alla caviglia

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“Il miglior terzo portiere del mondo”.

Parole attribuite da Luciano Spalletti, oggi allenatore dell’Inter, durante il suo primo mandato sulla panchina della Roma. Il soggetto della frase è Julio Sergio Bertagnoli, che dal 2006 fino al 2013 (tranne che per una breve parentesi al Lecce) ha ricoperto il ruolo di terzo portiere dei giallorossi. Un ruolo che gli ha impedito di giocare una partita ufficiale fino a quel Roma-Juventus 1-3 dell’agosto 2009 che sancì la fine della prima era Spalletti e l’inizio di quella Ranieri, che portò la squadra capitolina a giocarsi il titolo fino all’ultima giornata contro l’Inter di Mourinho e del triplete.

Una stagione incredibile per tutta la Roma e per Julio Sergio, schierato titolare appunto in quel match contro i bianconeri per l’assenza del titolare Doni e da quel momento elemento imprescindibile della rosa. Un campionato eccezionale che mise in luce tutte le doti tanto decantate del portiere brasiliano, che lo portarono ad essere uno dei migliori giocatori di tutta la Serie A e che lo fece classificare al 30º posto nel premio Samba de oro, riservato ai brasiliani in attività in Europa.

Le prestazioni di quella stagione gli fecero guadagnare il ruolo da titolare anche per il campionato successivo, che ebbe però un tragico e rapido epilogo.

 

 

Il 23 settembre 2010 la Roma è ospite del Brescia al Castellani, in una partita molto discussa nell’ambiente capitolino. I giallorossi recriminano per l’arbitraggio ritenuto troppo a favore dei lombardi, soprattutto dopo il rigore a favore del Brescia a cui si aggiunse la dubbia espulsione commissionata a Mexes. Coi giallorossi lanciati in avanti per cercare il gol del pari si spalancano praterie per il Brescia e al 91º Kone viene steso nettamente da Julio Sergio. Il portiere viene ammonito ma resta a terra e i giocatori temono subito il peggio. Le urla del brasiliano riempiono lo stadio e i medici non possono che accurare il grave infortunio alla caviglia occorso al numero 27 giallorosso.

Nonostante questo Julio Sergio è costretto però a rimanere in campo dolorante, visto che la Roma aveva già precedentemente usufruito di tutti i tre cambi, e viene spesso inquadrato dalle telecamere in lacrime mentre si appoggia al palo per cercare di resistere al doloroso infortunio.

Alla fine la Roma non riuscirà a pareggiare l’incontro, il gesto del portiere brasiliano non sarà dunque utile ai fini del risultato, ma resterà comunque nei cuori dei tifosi giallorossi, che tutt’oggi lo ricordano ancora con grande affetto.