Kessié Bennacer

Kessié e Bennacer, quello che serviva al Milan

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Era da tempo che a Milano, sponda rossonera, non si poteva ammirare una coppia così affiatata e complementare come quella formata da Franck Kessié e Ismael Bennacer. L’algerino e l’ivoriano, infatti, si completano quasi perfettamente, colmando l’uno le mancanze dell’altro. Uno è fisicamente e atleticamente superiore e, fortunatamente, in questi ultimi mesi sembra aver colmato le sue lacune tecniche; l’altro è più tecnico, più rapido e più bravo nell’impostare il gioco.


Due gioielli dell’Africa, scoperti in Italia

Le loro storie personali – e non solo, come scopriremo più avanti –, benché entrambi siano originari del continente africano, sono completamente diverse: Kessié, infatti, è nato e vissuto in Costa d’Avorio fino a 17 anni, prima di trasferirsi all’Atalanta, dove ha giocato con la Primavera per poi trasferirsi in prestito al Cesena. Dopo un buon anno in Serie B è arrivata la chiamata definitiva della Dea, che lo ha subito portato in prima squadra, dove Gasperini l’ha reso uno dei centrocampisti più completi e ambiti d’Italia. Bennacer, invece, pur possedendo la cittadinanza algerina, è nato ad Arles, nella Francia meridionale, e ha cominciato a giocare nella squadra locale, prima di essere acquistato dall’Arsenal, dove però non ha trovato lo spazio sufficiente per esordire in prima squadra. Successivamente si è trasferito all’Empoli e proprio in Toscana si è rapidamente affermato come uno dei centrocampisti più promettenti d’Europa, attirando, dopo la vittoria in Coppa d’Africa – con tanto di premio per il miglior giocatore –, l’interesse di Milan, Borussia Dortmund e Arsenal.

Quantità, qualità e complementarietà per il Milan

I due, però, sono completamente diversi anche dal punto di vista prettamente calcistico: l’ivoriano è una mezzala – o forse è meglio dire un mediano – di quantità, capace di garantire corsa e fisicità per tutto l’arco della partita. Non solo, perché dal punto di vista tecnico è un giocatore da non sottovalutare e il buon numero di assist e di gol realizzati in carriera lo dimostrano. Bennacer, invece, è un giocatore praticamente totale, capace di giocare in quasi tutti i ruoli del centrocampo: regista davanti alla difesa, mediano, mezzala e anche trequartista, l’ex Empoli è un centrocampista capace di abbinare qualità e quantità. Pur non essendo dotato di un fisico imponente, infatti, possiede grande agonismo, che, però, può anche trasformarsi in un difetto, se abbinato all’irruenza con la quale spesso travolge gli avversari – a testimonianza di questo i 14 cartellini gialli ricevuti durante questa stagione, che lo rendono il calciatore più ammonito del campionato. Ciononostante, la sua caratteristica più sviluppata è quella di riuscire a connettere perfettamente difesa, centrocampo e attacco, grazie al suo incredibile senso della posizione, che, abbinato ad una buona tecnica di base e ad un’eccellente intelligenza tattica, gli permette di trovarsi praticamente sempre nel posto giusto al momento giusto. Entrambi, in un futuro molto prossimo, potrebbero fare la fortuna del Milan.

Pioli e la semplicità di una mossa

Tuttavia, queste grandi qualità fino ad ora non erano emerse, o erano emerse solo in parte. Kessié era costretto a giocare da mezzala destra, un ruolo che gli apparteneva solo teoricamente, dato che nella realtà dei fatti il suo rendimento era stato estremamente deludente in quella determinata posizione di campo. Il problema era principalmente uno: l’ivoriano era costretto a coprire una porzione di campo estremamente ampia, che lo portava spesso a trovarsi fuori posizione o ad arrivare in ritardo su praticamente ogni contrasto. Allo stesso tempo, però, il suo compito principale era offendere e, con tutti i suoi limiti tecnici, era un compito impegnativo. In altre parole, Kessié era costretto a giocare “da Bonaventura”, senza possedere le sue qualità tecniche.

All’Atalanta, giocando in un centrocampo a 5, aveva sempre avuto una relativamente piccola porzione di campo da coprire. Piccola porzione in cui riusciva a giganteggiare, garantendo quantità e anche qualità. Ora, infatti, da quando Pioli ha deciso di spostarlo in una posizione più centrale, le qualità che lo avevano reso grande con la Dea si sono ripresentate. Non solo, perché il suo è stato un miglioramento su tutti i fronti: Kessié è ritornato ad essere uno dei migliori interditori del campionato, ma allo stesso tempo la precisione dei suoi passaggi si è vertiginosamente alzata.

Un miglioramento impressionante, che coincide con quello di Bennacer, che è diventato molto meno “dannoso” per la manovra del Milan, nel senso che, pur rimanendo un giocatore intraprendente, non ha preso più quei rischi che nella prima parte di stagione lo hanno spesso portato ad essere criticato dalla stampa specializzata. Nelle ultime uscite, inoltre, l’ex Empoli ha saputo garantire velocità e soprattutto ordine al gioco rossonero, fungendo da vero e proprio collante fra i reparti: un ruolo preziosissimo per qualsiasi squadra e, non a caso, realtà internazionali come PSG, Real Madrid e Manchester City stanno seriamente tentanto il centrocampista del Milan.

La linea green dettata da Elliott sembra stia dando i primi risultati importanti, grazie all’incredibile – nella sua semplicità quasi disarmante – lavoro del tecnico Stefano Pioli, che è riuscito a trasformare Kessié e Bennacer in una coppia in grado di tenere testa a qualsiasi squadra in Italia.

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