Piątek

Krzysztof Piątek riuscirà a ripetersi?

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Sorprendere e lasciare inizialmente tutti di stucco è più semplice, riconfermarsi e meravigliare ancora le persone, cercando di migliorare ciò che già si fa bene, è dannatamente complicato. Questo per i giocatori vale ancora di più, soprattutto per coloro che dal nulla sbalordiscono tutti. E non si può non traslare quello che è appena stato detto a Krzysztof Piątek.

Il centravanti polacco classe 1995, sbarcato in Italia un anno fa a Genova sponda Grifone, ha siglato nella scorsa stagione ben 30 reti tra campionato e Coppa Italia, divise fra il rossoblù del Genoa – 19 delle 30 marcature – e il rossonero del Milan.

Gli addetti ai lavori, i tifosi del Diavolo e tutto l’ambiente milanista, ora saranno curiosi di vedere se Piątek riuscirà a ripetere un’annata scoppiettante come quella appena terminata. Perché di calciatori che hanno vissuto un anno di grazia e poi non hanno più rispettato le alte aspettative, ne sono passati parecchi. Chiaramente il polacco ha dalla sua uno score personale invidiabile da chiunque, però le possibilità che per la stagione alle porte Piątek ridimensioni i suoi numeri, non mancano.

 

 

Minor precisione a tu per tu con il portiere, qualche infortunio durante l’anno, non saper uscire da un periodo d’astinenza da gol più lungo del solito. Sono alcuni dei motivi che potrebbero condurre il Pistolero in una crisi di prestazioni.

Quest’anno poi ci sono da considerare due nuove fondamentali variabili: la prima è il cambio d’allenatore sulla panchina del Milan con Gennaro Gattuso “out” e Marco Giampaolo “in”; la seconda riconduce alla possibile esplosione calcistica di qualche concorrente di Piątek nel suo ruolo, vedere alla voce Rafael Leão e André Silva. Di sicuro la cessione – dolorosa principalmente per i tifosi rossoneri – di Cutrone ha liberato po’ di pressioni dal polacco sulla sua indiscussa titolarità, anche se alcune buone prestazioni degli altri due centravanti portoghesi potrebbero giocare un brutto scherzo a Piątek, nel caso in cui l’ex Genoa debba convivere con l’assenza dal gol per diverse partite. Mister Giampaolo avrebbe così anche l’evenienza di rivedere le proprie gerarchie offensive.

Per un attimo però, lasciamo da parte tutti questi fattori negativi e questa sorta di pessimismo cosmico di origine leopardiano, e proviamo a travestirci da Leibniz, il filosofo tedesco che teorizzò l’ottimismo filosofico. Perché, se quelle sopracitate possono rappresentare le ragioni di un calo delle prestazioni sul campo di Piątek, bisogna anche ricordarsi che il Pistolero tra la fine del 2018 e l’inizio del 2019 ha fatto esultare gli aficionados del Genoa prima e del Milan poi, in svariate occasioni, gonfiando la rete e facendo cantare i tifosi rossoneri “Alé Piątek alé pum pum pum” tantissime volte. Quindi viene da pensare che siano buone le probabilità che il polacco ripeta una stagione indimenticabile come la precedente, in quanto il vizio del gol non si può perdere tutto d’un tratto, soprattutto quando si realizzano così tante marcature.

E non dimentichiamoci di un aspetto. Ora nella panchina del Milan è seduto Marco Giampaolo, tecnico di tutt’altra visione calcistica di Gattuso. L’ex mister della Sampdoria è un allenatore che predilige fare il gioco e non aspettare gli avversari per partire in ripartenza, è anche uno di quelli che imposta una linea difensiva alta e vuole un continuo possesso palla e ripetuti movimenti tra centrocampisti e attaccanti per arrivare alla rete. Fitte trame di gioco e passaggi in profondità che sicuramente faranno recapitare più palloni interessanti tra i piedi degli attaccanti. Il caso Fabio Quagliarella è abbastanza emblematico: in tre anni con la casacca della Sampdoria agli ordini di mister Giampaolo, il realizzatore blucerchiato ha timbrato il cartellino 57 volte in 109 partite di Serie A; la media di circa un gol ogni due gare. Ciò dimostra che nel gioco del tecnico nato a Bellinzona, l’attaccante catalizzatore totalizza quasi sempre 15-20 gol all’anno. Questo renderebbe beneficio anche a Piątek, che avrebbe più occasioni da gol e potrebbe segnare con maggiore costanza. Al contrario, quanto intravisto con Gattuso a dirigere i rossoneri, Piątek molte volte si è trovato solo in attacco e doveva crearsi individualmente le occasioni per segnare.

 

 

Fondamentale poi sarà la connessione che si creerà sul campo tra il trequartista, la seconda punta vicino al polacco e Piątek stesso, nel triangolo d’attacco che solitamente adotta Giampaolo nel suo 4-3-1-2. In teoria dovrà essere Suso il vero ago della bilancia nel modulo milanista. Se lo spagnolo dovesse integrarsi alla perfezione nel nuovo ruolo di regista offensivo, il Pistolero ex Genoa potrebbe avere chance maggiori e finalizzare molte trame offensive. Perché se c’è una cosa che Piątek ha dimostrato sapere far bene, quella è segnare.

Il polacco comunque avrà tutti gli occhi dei difensori della Serie A puntati addosso in questa seconda stagione, e il radar dei critici ben sintonizzato su di lui. Infatti, è molto probabile che, non appena sbaglierà qualche gol, Piątek sarà bersagliato dai mass media e dovrà soffrire una pressione diversa rispetto a quella di un anno passato, quando approdò in Liguria da mezzo sconosciuto.

Per di più Piątek è chiamato alla prova del nove nel mero senso del termine. Da questa stagione il polacco ha cambiato il numero di maglia ed è passato dal vecchio 19 al nuovo 9, andando contro ad una sorta di maledizione che sembra caratterizzare i giocatori rossoneri che indossano quel numero dopo il leggendario Pippo Inzaghi. Ma la personalità al polacco non difetta e oltre doversi riconfermare ai livelli celestiali dello scorso anno, Piątek dovrà battere anche questo anatema.

Responsabilità, riconferma e soprattutto reti; il bomber del Diavolo vuole dimostrare di avere tante cartucce da sparare e nessun tipo di polveri bagnate.

 

 

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