Finale Copa Libertadores

L’apocalisse è rimandata

Calcio contemporaneo Stagione 2018/2019

Questa sera è andata in scena a Buenos Aires l’andata della finale della Copa Libertadores 2017/2018, il  Superclásico Boca Juniors-River Plate, in quella che è l’ultima edizione con la finale ad andata/ritorno.

Clima ovviamente infuocato e attesa snervante, accentuata anche dal diluvio che si è abbattuto sulla capitale argentina il sabato, causandone il rinvio al giorno seguente.

Il Boca, allenato da Guillermo “Barrios” Schelotto, si è presentato con Abila e Pavón nel duo d’attacco, lasciando incredibilmente fuori Benedetto, Tévez e Zárate. Assenza illustre anche per il River, con Ignacio Scocco nemmeno convocato.

Al calcio d’inizio la Bombonera è una bolgia e la Doce inizia subito a spingere il Boca verso la settima Libertadores della sua storia. Le due squadre si studiano ma le prime occasioni capitano al River: la punizione del Pity Martinez viene egregiamente parata da Rossi e sul conseguente angolo Martinez Quarta si divora il vantaggio. Il 5-3-2 dei rojiblancos sembra mettere in netta difficoltà i padroni di casa, che intorno alla mezzora perdono anche Pavón per infortunio. Al suo posto entra Benedetto e cambia la partita: un caparbio Abila impegna Armani alla parata, poco prima di perforare il portiere con un sinistro potentissimo. La Bombonera e la Doce esplodono.

Il vantaggio dura però poco più di un minuto: il “CammelloPratto (ex Genoa) si invola verso la porte e infila Rossi con un diagonale rasoterra. Tutto da rifare per gli xeneizes. Ma in chiusura di primo tempo accade ciò che tutti si aspettavano: il solito ed immancabile gol di Benedetto. El Pipa stacca benissimo sulla punizione di Villa e realizza il gol del momentaneo 2-1.

 

 

Si va quindi al riposo con le migliori speranze per i gialloblu. Nuova fase bloccata della partita, che prende di nuovo una direzione al 61º, quando Izquierdoz batte il suo portiere Rossi nel tentativo di anticipare Pratto. 2-2 e tutto ancora una volta da rifare per il Boca.

La scossa prova a darla Carlitos Tévez appena entrato, ma il suo destro finisce alto di poco. Ma è al 90º che rischia di cambiare la storia di questa Libertadores: Tévez se ne va e serve il pallone a Benedetto. Dario è solo in area ma, complice una palla leggermente corta e una grandissima uscita di Armani, centra in pieno il portiere avversario. Finisce quindi 2-2 il Superclásico d’andata e appuntamento con la storia rimandato al 24 novembre.

Si giocherà al Monumental (casa del River) e si assegnerà la coppa. Grazie al miracolo di Armani ai Millonarios basterà una vittoria, senza il problema di tener conto dei gol siglati. I rojiblancos si troveranno quindi avvantaggiati, nonostante le aspettative della vigilia, ma dovranno guardarsi dagli attacchi feroci degli eterni rivali. In caso di pareggio (con qualsiasi risultato) si disputeranno i tempi supplementari, con lo spettro dei rigori che aleggerà sul Monumental.

L’apocalisse è quindi solo rimandata, el partido del siglo che si disputerà in casa del River Plate sarà un evento unico ed irripetibile. Chiunque vincerà entrerà nell’immortalità dello sport.

Il River cerca la quarta Libertadores della sua storia, e la vittoria contro i nemici xeneizes cancellerebbe l’onta della retrocessione del 2011.

D’altra parte il Boca riuscirebbe in un’impresa titanica: vincere la séptima (raggiungendo il record dell’Independiente) in casa degli eterni rivali.

Preparatevi, perché saranno due settimane lunghissime.