Banks

La parata del secolo di Gordon Banks

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“Non potevo crederci. In quel momento ho odiato Banks più di ogni altro calciatore al mondo. Ma quando è passata l’ira, ho dovuto applaudirlo con tutto il cuore. Era la più grande parata che io avessi mai visto.”

Così Pelé ricorda quegli attimi di impotenza, in cui la gioia di un gol che stava per essere realizzato venivano trasformati, grazie ad un autentico miracolo del portiere avversario, in attimi di stupore e di incredulità. Dopo tutto, come si potrebbe reagire in seguito ad una delle più grandi e celebri parate della storia del calcio?

Ma ancor prima di raccontare quella celebre parata, è doveroso parlare del grande protagonista della nostra storia, Gordon Banks. Banks è considerato da molti come uno dei più grandi estremi difensori della storia del calcio, che ha fatto del suo stile inconfondibile (non necessariamente dedito alla spettacolarità, bensì efficace) il suo punto di forza. In una carriera che l’ha visto difendere i pali della porta inglese dal 1963 al 1972 per ben 73 volte, Banks si è reso protagonista di interventi prodigiosi che si sono rivelati fondamentali lungo il cammino vincente dell’Inghilterra verso il trionfo mondiale del 1966.

Quattro anni dopo, l’Inghilterra di Alf Ramsey si ripresenta ai Mondiali, questa volta in Messico, presentandosi con una rosa sicuramente forte, ma distante rispetto a quella del trionfo del 1966. Infatti, poteva vantare ancora giocatori del calibro di Bobby Moore,uno dei più grandi difensori della storia, nonché capitano della squadra, Bobby Charlton, da molti considerato come uno dei più grandi di sempre e secondo leader della nazionale, Geoff Hurst,il celebre match-winner della finale del 1966, e, per l’appunto, Gordon Banks stesso.

Nel girone dell’Inghilterra capita il Brasile, una corazzata che da lì a poche settimane avrebbe concluso il Mondiale dominandolo in lungo e in largo, con una linea offensiva davvero invidiabile per chiunque, potendo vantare ben 5 “numeri dieci”, ovvero Pelé, Rivelino, Tostao, Jairzinho e Gerson, oltre che il roboante mediano Clodoaldo e il terzino destro Carlos Alberto, da molti considerato come uno dei massimi interpreti del ruolo. Sostanzialmente, una delle squadre più forti mai esistite.

Il match viene giocato il 7 giugno 1970 all’Estadio Jasico di Guadalajara, sotto il celebre clima rovente che contraddistingue tutta la manifestazione. Il match non è spettacolare e anzi, si muove verso coordinate scandite dall’attenzione tattica di entrambe le squadre, che ogni tanto si prodigano nel cercare di capitalizzare le occasioni che si vengono a creare nei 90 minuti. In un match che risulta equilibrato, spiccano indubbiamente le prestazioni di Bobby Moore, migliore in campo e autore di una prestazione difensiva tra le più incredibili di sempre, e Clodoaldo, che si dimostra un’autentica diga in mezzo al campo.

Ma arriviamo dunque al momento passato alla storia della carriera di Gordon Banks: minuto 10 del primo tempo, Jairzinho, con una forza dirompente, parte spedito sulla fascia destra, per poi pennellare un cross meraviglioso per la testa di Pelé. In quell’istante, Gordon Banks si trova ancora sul primo palo. Pelé va a staccare di testa, mentre Banks si sta spostando con un una velocità supersonica da un palo all’altro. Banks si ritrova dunque col piazzamento perfetto, ma deve disinnescare un colpo di testa di una violenza inaudita. Con un riflesso più che felino, Banks fa rimbalzare la palla sul terreno, in quell’attimo in cui Pelé sembra prossimo ad esultare, per poi respingerla di pugno appena prima che questa varchi la linea. La palla si alza, ruotando ad una velocità supersonica, per poi scavalcare la traversa e terminare la sua corsa dietro la porta.

Tutti sono increduli di fronte ad un gesto simile, nessuno si capacita di ciò che si è appena verificato, nemmeno Banks stesso, che si accorge di aver evitato un gol già fatto solo nel momento in cui i suoi compagni di squadra si congratulano con lui. Anche Pelé si deve complimentare con l’estremo difensore avversario, riconoscendo la grandezza del gesto tecnico appena compiuto. La partita prosegue sulle coordinate già precedentemente citate, match in cui persino O Rei trova difficoltà, a causa della marcatura asfissiante di Moore. Ma sarà proprio il Dies brasiliano a risolvere la partita, con un assist delizioso, nello stretto, per Jairzinho, che non potrà fare altro che scaraventare con violenza la palla in rete.

L’avventura degli inglesi in Messico terminerà a seguito dello spettacolare scontro con la Germania Ovest, ai quarti di finale, al quale Banks non potrà partecipare a causa di un’indisposizione intestinale. Al posto suo giocherà Bonetti, ma l’Inghilterra uscirà dopo aver subito una rimonta dai tedeschi, vincitori grazie ai gol di Beckenbauer, Seeler e Müller. Il Brasile, invece, concluderà la sua corsa verso il titolo con un secco 4 a 1 contro l’Italia, con Pelé che potrà quindi celebrare il terzo Mondiale vinto nella sua carriera, dopo quelli del 1958 e del 1962.

Il Mondiale di Messico ‘70, però, passerà alla storia, oltre che per la “Partita del Secolo” e per la definitiva consacrazione di Pelé, come la manifestazione che ha fatto da palcoscenico per una delle più celebri e difficili parate della storia, compiuta da uno dei più grandi estremi difensori di sempre, che anche e soprattutto grazie a questo gesto tecnico e atletico è andato ufficialmente a scrivere una pagina indelebile di questo sport.