Olsen

La rivincita di Robin Olsen

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Sono le 23:00 del 19 luglio 2018 quando il trasferimento del fenomeno brasiliano Alisson dalla Roma al Liverpool diventa ufficiale. 62,5 milioni di euro l’offerta con conseguente cessione senza indugi della dirigenza capitolina. La prospettiva di mettere a bilancio una ricca plusvalenza convince la proprietà, soprattutto perché sul mercato degli estremi difensori esistono diverse occasioni. In vendita c’è infatti il genoano Perin a basso costo – poi andato alla Juventus per soli 15 mln ­–, ma il DS Monchi vira clamorosamente prima su Mirante e poi, a sorpresa, sul portiere del Copenaghen Robin Olsen.

 

 

Lo svedese si era messo in mostra proprio in occasione dello spareggio tra la sua nazionale e gli azzurri di Gianpiero Ventura. Quello che noi italiani ricorderemo come una delle disfatte peggiori della storia della Nazionale, è per Olsen probabilmente uno dei ricordi più belli della sua carriera calcistica. La Svezia è riuscita a qualificarsi ai Mondiali del 2018 anche grazie alle sue parate, impedendo all’Italia di mettere a segno quelle poche e timide occasioni da gol create.

 

 

Oltre ai festeggiamenti dei suoi connazionali, Olsen riesce così ad attrarre su di sé l’attenzione di Monchi, che il 24 luglio 2018 lo porta a Roma per poco più di 8 milioni di euro. Sembra l’occasione della vita per Robin, che a 28 anni si ritrova finalmente a giocare in uno dei maggiori campionati europei. Certo, l’eredità di Alisson non è facile da sostenere, ma la piazza romana è fiduciosa, così come lo stesso Olsen.

La Roma di Di Francesco però non decolla mai. Alti e bassi per tutto l’inizio di stagione, con alcune prestazioni a dir poco imbarazzanti che mettono in cattiva luce anche lo stesso Olsen. L’instabilità difensiva della squadra capitolina evidenzia quelli che sono i difetti del portiere svedese. Alcuni lo accusano di non essere pronto, altri ne evidenziano l’inadeguatezza caratteriale, altri ancora rimpiangono Alisson, che nel frattempo si sta prendendo lo scettro di miglior portiere d’Europa.

Al tecnico ex-Sassuolo, esonerato, subentra Claudio Ranieri. Olsen però scompare nelle nuove gerarchie. Il titolare diventa Antonio Mirante, portiere non di altissimo livello ma più sicuro ed esperto dello svedese, appena arrivato in Serie A e con un passato in campionati minori. La piazza lo ha ormai abbandonato, Olsen è solo.

 

 

La nuova stagione prevede un ulteriore cambio, in panchina arriva Fonseca, in porta la Roma acquista Pau Lopez dal Betis Siviglia per fare il titolare, con Mirante che torna a fare il secondo, Olsen è completamente escluso dal progetto.

Poche squadre si mostrano interessate all’acquisto dello svedese, eppure il 30 agosto arriva l’occasione. L’infortunio di Cragno impone al Cagliari di trovare un sostituto nello stretto giro di posta. E Olsen è pronto: ha già il biglietto aereo in mano e la sciarpa rossoblu sulle spalle. Robin ritrova l’entusiasmo. È lui il titolare, per lo meno fin quando Cragno non si sarà ristabilito.

Il Cagliari assesta la squadra per il Centenario: ritorna Nainggolan, arrivano Simeone, Nandez e Rog. E poi c’è Olsen. Le sensazioni sono più che positive. Partita dopo partita, prestazione dopo prestazione, superata qualche difficoltà iniziale, i sardi macinano terreno e punti, andando a vincere persino a Napoli.

Prima della sosta di ottobre c’è la trasferta all’Olimpico, proprio contro la Roma. Olsen sfida il suo passato e ne esce vincitore. Il pareggio finale è infatti una vittoria per lo svedese, che nell’arco dei 90 minuti si supera in più riprese. Prima sulla girata di Zaniolo, poi sul destro dalla distanza di Diawara, poi in uscita su Dzeko e ancora su Zaniolo nei minuti finali. L’ex giallorosso si rende poi principale protagonista anche dell’episodio finale più discusso. Kalinic segna il 2-1 allo scadere dei minuti di recupero, ma Olsen è a terra dolorante. Il direttore di gara decide di annullare la rete per fallo su Pisacane e sullo stesso portiere cagliaritano. Le proteste dei giallorossi non bastano, Robin Olsen sembra parare anche quelle. La partita finisce in pareggio, ma il vincitore vero c’è, ed è soltanto uno.

 

 

Adesso ha la fiducia del gruppo e dei tifosi, deve dimostrare a sé stesso il suo valore e continuare su questi livelli fino al ritorno del portierone cagliaritano, a quel punto con ogni probabilità dovrà fare un passo di lato, ma il calcio è imprevedibile e l’unica certezza che abbiamo è che ad oggi Robin Olsen si sta prendendo la sua rivincita.

 

 

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