Busby Babes

La tragedia dei Busby Babes

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Gli incidenti aerei che hanno segnato il calcio e lo sport in generale sono tanti. Tutti ricordiamo ciò che è accaduto alla Chapecoense, nella notte del 28 novembre 2016, mentre la squadra era a bordo dell’aereo che l’avrebbe portata ad affrontare la finale di Coppa Sudamericana  – la prima della sua storia -, contro  l’Atletico Nacional, e nessuno può dimenticare la tragedia di Superga, quando l’aereo con a bordo il Grande Torino, si schiantò contro la basilica di Superga, e provocò la morte di tutte e 31 le persone presenti sul volo. In milioni rimangono sconcertati di fronte a questi accaduti, vedere le figure dei propri idoli spezzate dagli eventi che il destino gli ha riservato, provoca sgomento e confusione. Sensazioni avvertite anche quando a Monaco di Baviera, nove anni dopo la tragedia di Superga, il 6 febbraio 1958, un’altra catastrofe colpisce il mondo del calcio, disastro che stavolta vede coinvolti i Busby Babes del Manchester United. I Red Devils hanno appena ottenuto la qualificazione ai quarti di finale della Coppa dei Campioni 1957-1958, eliminando la Stella Rossa nell’inferno di Belgrado. I giocatori, insieme ad alcuni sostenitori e giornalisti, possono quindi prepararsi con soddisfazione al viaggio di ritorno, sapendo di aver regalato ancora un’altra gioia ai propri tifosi, nessuno poteva immaginare che quella sarebbe stata l’ultima.

Inizia a nevicare quando l’aereo fa scalo a Riem, a Monaco di Baviera per il rifornimento, il pilota James Thain tenta di decollare due volte, ma un surriscaldamento del motore crea dei problemi. Il terzo tentativo sembra quello giusto ma, la decisione di superare le difficoltà “ritardando” l’accelerazione, facendo percorrere all’aereo un tratto più lungo del solito, avrà delle terribili conseguenze. Un sottile strato di neve sciolta ostacola il decollo e l’aeroplano si schianta su una recinzione che circonda l’aeroporto, non può evitare il tetto di una casa e precipita su di un deposito di benzina, muoiono 23 dei 44 passeggeri.

Tra le 23 vittime 8 sono del gruppo dei Busby Babes, soprannome dato ai calciatori del Manchester United che, grazie a Jimmy Murphy, sono stati catapultati dalle giovanili direttamente in prima squadra e che, grazie alla guida di Matt Busby, portano alla conquista di due campionati consecutivi  – dal 1955 al 1957 -, e alla prima storica partecipazione alla Coppa dei Campioni. Giovani e promettenti, uniti non solo dal talento e dalle grandi capacità tecniche, ma anche da un forte senso di attaccamento alla maglia che indossano. Non riesce a sopravvivere all’incidente nemmeno Duncan Edwards, probabilmente il calciatore più talentuoso dei Busby Babes. Edwards esordisce in Prima Divisione all’età di 16 anni per poi conquistare la maglia della Nazionale 2 anni dopo. Il ragazzo di talento ne aveva da vendere, veniva soprannominato “Big Dunc” o “The Tank”  – il carro armato – vista la sua strepitosa potenza fisica, o anche “Boom Boom” visto il potente tiro dalla distanza. Veniva impiegato in qualsiasi ruolo, dalla punta centrale al centro della linea difensiva, Edwards sapeva fare tutto. Riesce a sopravvivere invece all’accaduto Robert Charlton che riuscirà a costruirsi una splendida carriera, con la conquista del Pallone d’Oro nel 1966 e la vittoria dei mondiali con l’Inghilterra l’anno successivo, ma il suo successo più grande è stato probabilmente la vittoria da capitano della Coppa dei Campioni con la maglia del Manchester United nel 1968. Il mister che porta la squadra ad alzare quel trofeo è Matt Busby, sì, proprio lui. Busby ha lottato per settimane contro la morte in un letto d’ospedale in Germania, lui è stato più forte del destino, ha resistito e si è rialzato tornando anche ad allenare, perché lui aveva un obiettivo, far diventare grande il Manchester United, per lui, per i tifosi, per i Busby Babes.