Schøne

Lasse Schöne, un danese sotto la Lanterna

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Il Genoa nei giorni scorsi ha completato, un po’ a sorpresa, l’acquisto di Lasse Schøne, centrocampista danese che ha costruito la sua fama e la sua carriera con la maglia dell’Ajax. Ma chi è questo trentatreenne osannato dai tifosi della squadra di Amsterdam?

Schøne nasce il 27 Maggio 1986 a Taastrup, in Danimarca, e inizia la sua carriera da giocatore nella sua terra natia, ma a soli 16 anni passa al settore giovanile dell’Heerenveen, senza però mai poter debuttare in prima squadra: decide quindi di accasarsi al De Graafschap, all’epoca in serie B olandese, dove collabora alla risalita e quindi alla permanenza in massima serie; passa quindi al N.E.C. dove inizia a farsi conoscere, diventando un elemento importante per la squadra, vantando ben 107 presenze e 24 gol durante i 4 anni di permanenza, in cui subisce anche un terribile infortunio che lo allontana dai campi per 9 mesi.

Al termine del suo contratto, firma un accordo con l’Ajax, dove si impone come uno dei prospetti più interessanti d’Europa: diventa lo straniero con il maggior numero di presenza in maglia ajace, vince 5 trofei – 3 campionati, 2 supercoppe nazionali e 1 coppa nazionale –, segna ben 49 gol e diventa il quarto miglior tiratore di calci piazzati in Europa negli ultimi 10 anni dopo gente come Ronaldo, Messi e Pjanić.

Schøne vive anche grandi cambiamenti tattici essendo allenato da de Boer, Bosz e ten Hag: vive la mutazione del gioco dei lancieri quando Bosz riplasma tutta la struttura posizionale dell’Ajax di de Boer. Quella dell’ex tecnico interista era una squadra che cercava in maniera compulsiva il controllo del pallone, che amava attaccare su un campo lungo e allargato in ampiezza dalle ali; le grandi distanze tra i giocatori rendevano problematica la riconquista del pallone, con la squadra che faticava a pressare in avanti coi tempi giusti. Bosz ha accorciato tutte le distanze, mettendo la squadra su quaranta metri: in questo modo si è aumentata la velocità del possesso, la densità in zona palla e quindi la facilità della sua riconquista.

Questa evoluzione ha poi aiutato anche l’evoluzione stessa del danese che durante la sua carriera ha giocato come esterno d’attacco, terzino, trequartista e ha poi trovato la sua dimensione da regista davanti alla difesa – o all’occasione mezzala con ten Hag – venendo arretrato per la sua mancanza di corsa, ovviamente dovuta all’età, ma con ottimi risultati viste le sue capacità di regalare geometrie: Lasse è uno di quei giocatori che si vedono poco a correre con il pallone, perché lui è un facilitatore, colui che fa correre il pallone, che dà velocità all’azione, che smista il pallone al compagno con velocità e precisione,  un lavoro che si nota maggiormente quando viene a mancare. Schøne si materializza istantaneamente quando il gioco è fermo, perché lì sa di poter far male, avendo nel suo repertorio un eccezionale abilità nel calcio piazzato, dal tiro a giro alla foglia morta, con precisione o con potenza: sarà quindi una nuova sfida per i portieri della Serie A.

Il presidente Preziosi ha insomma regalato ad Andreazzoli un elemento che potrebbe rivelarsi cruciale per la nuova stagione, e che se sarà ben supportato da Romulo e Lerager, sarà un elemento di grande qualità insieme all’atro neoacquisto Saponara: un centrocampo da tenere sott’occhio, perché potrà stupirci positivamente.

 

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