Perotti

L’importanza di Diego Perotti

Articoli d'opinione Calcio contemporaneo Slider Stagione 2018/2019

Nella partita contro il Sassuolo la Roma ha potuto schierare di nuovo dal primo minuto Diego Perotti, uno dei suoi giocatori più importanti per i giallorossi. El Monito ha dovuto fare i conti con diversi problemi muscolari in questa prima parte di stagione, che lo hanno costretto a stare fermo per molto tempo ai box. L’unica partita da titolare era stata infatti la nefasta sconfitta a Bologna per 2-0 del 23 settembre, mentre il ritorno in campo per qualche minuto era avvenuto in occasione del pareggio casalingo per 2-2 contro l’Inter risalente al 2 dicembre. La condizione fisica dell’argentino era peraltro apparsa molto precaria ed insufficiente, simbolica la mancanza di abnegazione alla difesa su uno scatto dello stanco D’Ambrosio nei minuti finali del match. E allora il tecnico Di Francesco ha continuato ad inserire gradualmente Perotti nelle successive gare, in modo da fargli riacquistare lucidità atletica.

Nel match con il Sassuolo come detto El Monito è tornato ad essere schierato titolare e ha impiegato solamente 4 minuti (i minuti complessivi in stagione fino ad allora erano stati appena 153) per trovare il primo gol del suo campionato. Gol che è arrivato grazie alla specialità della casa, ovvero il tiro dal dischetto, situazione in cui l’argentino è quasi sempre infallibile.

Ma l’aspetto più importante dell’aver ritrovato il miglior Perotti per la Roma sta nella possibilità di sfruttare la fascia sinistra: la stagione scorsa le maggiori fortune dei giallorossi erano nate dall’ottima intesa e dai continui scambi sull’out di sinistra tra El Monito e Aleksandar Kolarov. Le continue verticalizzazioni tra i due, volte a liberare l’argentino per i suoi letali dribbling o il serbo per i suoi precisi cross, avevano spesso rappresentato il leitmotiv del gioco romanista e il suo valore aggiunto. Situazione che si è verificata anche nella partita di oggi contro i neroverdi.

Perotti è sempre stato un giocatore imprescindibile per la Roma sin dal suo arrivo nella Capitale. Se durante i primi mesi in giallorosso veniva utilizzato da Spalletti come falso nueve nel tridente leggero composto da Salah ed El Shaarawy, in modo da sopperire al pessimo momento di Edin Dzeko, l’anno successivo era tornato nel naturale ruolo di esterno sinistro, penetrando molto facilmente nelle difese avversarie in modo da servire assist ai compagni, oltre a risultare infallibile dal dischetto e segnando il decisivo gol contro il Genoa nel giorno dell’addio di Totti.

La scorsa stagione come detto è collimata con la grande intesa con Kolarov, una stagione molto positiva per il serbo e lo stesso Diego, meno decisivo dal dischetto (3 rigori realizzati contro i 7 della stagione precedente) ma più volte in rete su azione, tra cui il gol di testa contro il Qarabag, decisivo per la conquista del primo posto nel girone di Champions.

Ritrovare il miglior Monito è una notizia fondamentale per la Roma di Eusebio Di Francesco, chiamata alla rimonta in campionato nella seconda metà di stagione.