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Luciano Spalletti: ci risiamo!

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Dicesi sindrome di Peter Pan quella situazione psicologica in cui si trova una persona che si rifiuta o è incapace di crescere, di diventare adulta e di assumersi delle responsabilità. Applicata al calcio, potrebbe chiamarsi sindrome di Spalletti: le sue squadre costruiscono sempre percorsi importanti, macinano risultati, spesso fanno anche bel gioco; al momento più importante, però, mancano sempre di qualcosa. L’Inter è a tutti gli effetti un’altra vittima.

Non c’è niente da fare, contro il Sassuolo per l’Inter è sempre un problema. Stavolta è pure andata bene ai nerazzurri che, dopo aver perso 7 partite delle ultime 8 contro gli emiliani, hanno evitato l’ottava sconfitta per accontentarsi di un misero 0-0. E questo grazie ad almeno due prodezze di Samir Handanovič. All’Inter è mancata la qualità del gioco, al Sassuolo la cattiveria in area.

Quanto visto in campo fa pensare che sia un punto guadagnato più dall’Inter che dal Sassuolo. Lo 0-0 di San Siro non trova giustificazioni né sul rettangolo di gioco né sugli spalti. E neanche le vicende extra – ad esempio il rinnovo di Mauro Icardi – possono essere prese in considerazione per dare un alibi al pessimo spettacolo andato in scena. Molto semplicemente: Spalletti sbaglia la lettura della partita.

Qualcosa di già visto e rivisto in questa stagione, anzi, in tutta la carriera del tecnico toscano. I cambi sono tardivi e spesso molto confusionali: una decina di minuti per Lautaro Martínez (così come per lo spagnolo Borja Valero) sono pochi. Il primo addirittura ineccepibile: fuori João Mário anziché Matías Vecino per il belga Radja Nainggolan. Giusto giocarsi la carta belga, ma senza rinunciare alla qualità del portoghese, unico a dare una parvenza di fantasia alla squadra. Ed è qui il vero problema dell’Inter, che affronta il Sassuolo senza centrocampo: Marcelo Brozović corre a vuoto per oltre 90 minuti perché nessun compagno si muove bene mettendosi nelle condizioni di ricevere palla. Quindi non è Brozović il problema dell’Inter, anzi, ma se la sua qualità viene sacrificata in favore di una quantità che non viene evidenziata, forse Spalletti sbaglia valutazione. Imbarazzante la prova degli esterni, Asamoah-Perišić a sinistra da censura come il solo Danilo D’Ambrosio a destra, mentre l’unico positivo (Matteo Politano) viene sostituito come al solito, forse perché stremato. Le scelte del tecnico di Certaldo complicano totalmente le prestazioni a centrocampo e in attacco, con il capitano nerazzurro che non brilla.

È il primo passo falso del 2019 per la squadra nerazzurra, che sia d’insegnamento: il mercato potrebbe aiutare (soprattutto in ottica Europa League), ma è soprattutto Spalletti a dover cambiare inerzia a questa stagione di alti e bassi.