Pizarro

L’ultimo ballo del Pek

Calcio contemporaneo Slider Stagione 2018/2019

Domenica 2 dicembre è andata in scena l’ultima giornata della Primera División cilena, che ha visto la vittoria dell’Universidad Catolica. È stata però anche la giornata dell’addio al calcio di David Pizarro, che a 39 anni ha appeso gli scarpini al chiodo dopo la gara vinta dal suo U de Chile per 2-1 in casa del Curico Unido. Gara peraltro nella quale il Pek è stato ancora una volta decisivo, grazie all’assist servito a Soteldo per il definitivo vantaggio, garantendo ai suoi l’accesso ai preliminari della prossima Copa Libertadores.

Ma chi è stato El Pek? Ammirato in Italia con le maglie di Udinese, Inter, Roma e Fiorentina, è stato uno dei migliori interpreti del ruolo di regista della Serie A dello scorso decennio. Portato nel Bel Paese dall’Udinese nel 1999, si è ritagliato nel corso degli anni un ruolo sempre più importante nel centrocampo delle sue squadre.

Coi friulani guidati da Luciano Spalletti ha trovato le prime soddisfazioni nel ruolo di regista arretrato, tra cui il primo gol in Italia realizzato in una vittoria per 1-2 a Perugia. I primi successi per Pizarro arrivano nel 2005, quando alla corte di Roberto Mancini vince Supercoppa, Coppa Italia e lo Scudetto assegnato da Calciopoli. El Pek disputa anche le prime partite in Champions League, andando persino in rete nella sfida contro il Rangers Glasgow.

La consacrazione avviene però a Roma, nuovamente sotto la guida di Spalletti. Pizarro diventa il fulcro del gioco giallorosso, formando con De Rossi un centrocampo tutto tecnica e solidità. El Pek con la maglia numero 7 entra sin da subito nei cuori dei tifosi romanisti, grazie ad ottime prestazioni in campo nazionale ed europeo.

Due in particolare scaldano maggiormente il cuore degli aficionados romanisti: il gol del momentaneo 1-1 realizzato all’Olimpico contro il Real Madrid (partita vinta poi per 2-1 dai padroni di casa grazie al gol di Mancini) e l’assist per Riise nello storico 1-2 in casa della Juventus. Al 93º di una partita tiratissima che la Juve sta mantenendo in parità nonostante l’inferiorità numerica Pizarro sradica letteralmente la palla dai piedi di Diego, effettuando un cross lunghissimo dalla trequarti calibrato alla perfezione per il terzino giallorosso, che di testa batte un incolpevole Manninger dando la vittoria alla Roma, prolungando di fatto il sogno Scudetto poi sfumato all’ultima giornata.

La storia d’amore con la Roma termina temporaneamente nel 2012, quando a gennaio si trasferisce al Manchester City futuro campione d’Inghilterra, non riuscendo però ad incidere notevolmente.

Tornato alla base italiana El Pek decide di trasferirsi alla Fiorentina, innestando un centrocampo molto esperto con Ambrosini. Resta all’ombra della Fiesole per tre stagioni, segnando 4 gol in 111 partite con i viola, corredati da 9 assist.

Nel 2015 il ritorno in patria al Santiago Wanderers, squadra che lo aveva accolto sin dalle giovanili. Nello stesso anno il primo alloro internazionale, con la vittoria nella Copa America ai rigori contro l’Argentina di Leo Messi.

L’anno seguente l’ultima esperienza, con il trasferimento all’U de Chile, squadra per la quale ha giocato 48 partite in due stagioni, abbellite da 6 gol e 7 assist, di cui l’ultimo come detto realizzato durante la sua ultima partita.

È quindi la partita con il Curico Unido il canto del cigno, l’ultimo ballo del Pek, centrocampista che per più di un decennio ha emozionato i tifosi italiani, affermandosi come uno dei migliori registi del campionato nostrano.