Mancosu

Marco Mancosu, un ritorno in grande stile

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Marco Mancosu, centrocampista 31enne e capitano del Lecce in Serie A, è nato a Cagliari ed è cresciuto nelle giovanili cagliaritane. A 18 anni, nell’ultima giornata del campionato 2006-2007, segna addirittura in maglia rossoblù un gol di testa in Ascoli-Cagliari 2-1 sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Per Mancosu è la prima rete all’esordio assoluto in Serie A, appena maggiorenne, con la maglia della sua città; meglio di un sogno. Ma nelle stagioni successive, nella rosa sarda non c’era ancora lo spazio necessario per Mancosu per ritagliarsi un posto importante nella formazione titolare. Allora da lì per Marco – fratello di due calciatori professionisti, uno è Matteo, bomber di provincia in Serie B attualmente all’Entella, e l’altro meno famoso è Marcello – inizia un’emigrazione calcistica condita da prestiti in vari lidi della penisola italiana. L’obiettivo chiaramente è dimostrare il proprio talento e riconquistare nel giro di pochi anni un posto fisso nel Cagliari.
Rimini, Empoli, poi Siracusa. Dalla Sicilia alla Campania in quel di Benevento, club che ne acquisisce definitivamente il cartellino, perché i sardi non credono più nelle qualità di Mancosu. Da lì il passaggio alla Casertana in Lega Pro, fino ad arrivare nel luglio 2016, quando si concretizza il trasferimento di Marco Mancosu al Lecce.

 

 

A 28 anni il centrocampista tuttofare, che può giocare mezz’ala, mediano ma anche e soprattutto trequartista d’inserimento, si appresta a disputare un’altra stagione in Serie C. Ricordandosi un po’ malinconicamente come fino a poco prima fosse un prospetto in procinto di esplodere in Sardegna ed in Serie A. Ma Mancosu non sa che l’aria del Salento gli cambierà la carriera. In tre anni diventa capitano, simbolo e uomo promozione dell’armata guidata da Fabio Liverani che festeggerà la promozione ed il ritorno in Serie A, il Paradiso calcistico.

E nell’estate del 2019, dodici anni dopo quella prima rete nella massima divisione italiana in casacca Cagliari, Marco Mancosu si prende definitivamente la rivincita personale. È il 16 settembre 2019, durante una tiepida serata al Grande Olimpico di Torino il capitano numero 8 inscena la “vendetta” perfetta.

Si gioca infatti Torino-Lecce, Monday night della terza giornata di A. Mancosu parte dalla panchina per scelta tecnica e vede i suoi compagni andare in vantaggio, però poi i granata pareggiano. A metà secondo tempo Liverani cambia: entra Mancosu, fuori Farias. Scorre qualche minuto, Calderoni tira dalla distanza, Sirigu respinge male e il numero 8 dei pugliesi è lì, in ribattuta a sparare in rete. Mancosu urla di gioia, da quel gol di testa in Ascoli-Cagliari si è ripreso ciò che gli spettava: il palcoscenico in Serie A da protagonista.

Ora a 31 anni il sardo può dire che si può ricominciare un’altra vita calcistica, ed essere ancora un uomo che fa la differenza. Nella banda giallorossa Mancosu gioca “falso trequartista” nel 4-3-1-2 di Liverani, con Falco seconda punta e Babacar o Lapadula centravanti.

Sa fare bene tutto, inserirsi per segnare, ha tiro da fuori, è dotato di ottima resistenza per ambo le fasi di gioco, ha buona visione del campo e poi sa tirare alla perfezione i calci di rigore. Con i poco appassionati della cadetteria e della Serie C che hanno avuto l’opportunità in questo primo scorcio di campionato di accorgersi delle qualità del tuttocampista salentino, che ha timbrato i primi tre punti dei leccesi in campionato e nelle seguenti due giornate ha capitalizzato tre calci di rigore. Tutti e tre segnati egregiamente; uno inutile contro il Napoli, due ben più importanti nella trasferta ferarrese con la Spal. Intercettato alla fine di un match dai microfoni di Dazn, Mancosu ha spiegato che: «Ho un metodo tutto mio per batterli, mi sto trovando bene da diversi anni e non intendo cambiarlo». Difatti Mancosu non sbaglia un rigore da quando ha iniziato a tirarli con il Lecce in Lega Pro. Prende una rincorsa molto lenta, aspettando la prima mossa da parte del portiere avversario, e poi tira una botta secca precisa agli angolini. Così, alla prima vera grande stagione in A, ha già marcato quattro gol in cinque presenze.

 

 

Sicuramente il centrocampista dei pugliesi può dire di aver avuto la fortuna di incontrare in panchina Fabio Liverani. Il tecnico ex Ternana è riuscito a far capire a Mancosu, a quasi 30 anni, che spostarsi da mezz’ala a trequartista gli avrebbe fatto svoltare la carriera. Con il cambiamento della sua posizione in campo, il capitano dei salentini ha iniziato a segnare con discreta continuità sfruttando in particolare uno dei punti forti del suo bagaglio calcistico: gli inserimenti in profondità alle spalle degli attaccanti e le conclusioni da fuori area che molto spesso non lasciano scampo ai portieri avversari. Nello scacchiere salentino Mancosu è di fatto l’X factor che può scompigliare i piani delle difese avversarie. Poiché con i suoi movimenti dà fastidio fra le linee e può mettere lo zampino in ogni occasione da gol del Lecce accompagnando sempre l’azione offensiva della truppa di Liverani.

Difficilmente Mancosu riuscirà a mantenere questa media realizzativa, però, soprattutto grazie alla sua freddezza dagli undici metri, per il sardo c’è veramente la possibilità di raggiungere la soglia dei 12-14 gol alla sua prima importante esperienza in A.

Così a 31 anni, il capitano salentino sta vivendo a pieni polmoni una favola a lieto fine. La storia di un ragazzo che non si è mai dato per spacciato e che ha sempre continuato a credere nel suo sogno. Perché non si è mai troppo vecchi. Dal 27 maggio 2007 al 16 settembre 2019. In mezzo il sudore, la fatica e le gioie necessarie per rivivere una grande bellezza, che adesso è pura realtà.

 

 

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