Mandžukić

L’importanza di Mario Mandžukić

Articoli d'opinione Calcio contemporaneo Slider Stagione 2018/2019

Parliamoci chiaramente, chi segue il mondo Juve sa bene quante critiche ha ricevuto e tutt’ora riceve Mario Mandžukić, accusato più e più volte di rallentare il gioco, di non essere allo stesso livello dei suoi compagni, di non essere da Juve.

Lui, dal canto suo, oltre all’immenso rispetto che ha sempre dimostrato ai colori bianconeri e a quelli di tutte le squadre nelle quali ha giocato, ha sempre risposto sul campo, facendosi scivolare addosso le critiche.

Inutile fare paragoni, perché solo una persona che non è molto avvezza al calcio paragonerebbe Mandžukić agli altri attaccanti della Juve che con lui non hanno nulla a che fare, sono diversi, anche perché Mario Mandžukić è un giocatore unico a sé stesso.

A parlare per lui ci sono le sue prestazioni, i risultati della squadra quando in campo c’è lui, i suoi gol.

Mario Mandžukić ha segnato 9 reti fino ad ora, andando a rete sempre nelle partite disputate contro le big (Lazio, Napoli x2, Milan, Inter, Roma), risultando dunque sempre decisivo, sempre pronto nel momento adatto, sempre in prima linea per zittire i suoi detrattori.

Ma Mandžukić non è solo gol, Mandžukić è corsa, pressing, tenacia, leadership; un giocatore con il fisico da uomo d’area classico, che però è pronto a sacrificarsi e fare l’ala d’attacco, garantendo alla squadra comunque prestazioni eccelse, ci sarà un motivo se chi lo ha avuto in rosa non lo ha mai tolto dal campo.

Mario Mandžukić non sarà il classico giocatore amato dalle folle, d’altronde è un giocatore alto e lento, molto statico, il contrario di quello che la gente vuole: il giocatore super tecnico, rapido e veloce, ma è il classico giocatore amato follemente da quelli che hanno la rogna in corpo, quelli che preferiscono la concretezza all’apparenza, quelli che della dedizione, dell’impegno e della grinta ne fanno una ragione di vita.

Mario Mandžukić è il prototipo del calciatore brutto ma tremendamente importante.