Martinelli

Gabriel Martinelli, il talento del secolo

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Qualche settimana fa si è disputata una delle partite più belle e rocambolesche dell’anno, ad Anfield si sono sfidate Liverpool e Arsenal, in un match valido per la Carabao Cup, terminato con un 5-5 – i Reds la spunteranno poi nella lotteria dei rigori. A qualche ora di distanza da quella folle notte, durante la consueta conferenza di vigilia prima della gara di Premier League del suo Liverpool, a Jürgen Klopp viene chiesto un commento a riguardo: al di là dei meriti della sua squadra, egli si sofferma sulla prestazione, a suo parere devastante, di uno degli attaccanti dei Gunners, Gabriel Martinelli, classe 2001, andato a segno per ben due volte in quell’occasione.

«He’s the talent of the century, an incredible striker»

Jürgen Klopp

È il talento del secolo, un attaccante incredibile. Una benedizione che sicuramente in pochi hanno avuto il privilegio di ricevere, da parte di un uomo che di campioni e soprattutto di talenti ne ha visti eccome sui campi di gioco. Le premesse ci sono tutte per il diciottenne nato a San Paolo che sta stupendo l’Europa intera: sette reti in nove presenze tra Premier – in cui non è ancora andato a bersaglio, nei primi 75 minuti disputati, spalmati in 4 spezzoni – Europa League e appunto Carabao Cup.



Inizia con il futsal Martinelli, nel Cortinthians – ultima squadra del suo idolo indiscusso, Luís Nazário de Lima, detto il fenomeno – in particolare, dove inizia da subito a segnare a raffica e dove emerge prontamente la sua tecnica innata con il pallone tra i piedi. Nel breve periodo passa alle giovanili del club: ma che si tratti di calcio a cinque o a undici poco cambia, le reti non si contano più e il percorso di formazione procede ad ampie falcate come quello di un predestinato, ma qualcosa si arresta, si presenta un piccolo ma significativo ostacolo. La famiglia deve trasferirsi a Itu per motivi di lavoro.

Aveva tredici anni Martinelli e per un ragazzo di quell’età un cambiamento di questo tipo non è stato facile da affrontare e da digerire. All’Ituano, prima nelle giovanili – dove gioca per due stagioni segnando una cosa come 65 reti in circa 100 presenze – e poi in prima squadra, dove debutta all’età di 16 anni, diventando il più giovane esordiente nella storia del club.

L’Ituano partecipa al campionato Paulista, torneo nel quale il ragazzo mette a segno 6 reti in 14 presenze e dove dimostra di essere pronto al grande salto, nel calcio dei grandi d’Europa, dall’altra parte dell’Oceano. Una maturità d’altri tempi, unita a una tecnica che impressiona per l’età, lo porta alla nomina come giocatore rivelazione della competizione, a cui aggiunge – altro record dato che è il più giovane giocatore a riuscirci – la presenza nell’undici ideale del Paulista.

Per Martinelli c’è la fila in giro per l’Europa. Ai tempi delle giovanili era stato provinato da club importanti come Manchester United e Barcellona, ma il momento non era ancora quello giusto. Dopo le prestazioni sfoggiate tra i professionisti però, anche i più scettici sono rimasti incantati da cotanta classe e così, come molto spesso accade quando di talento si parla, dopo una corsa sfrenata che ha coinvolto tutte le grandi del vecchio continente, è l’Arsenal a spuntarla.

La fitta rete di intermediari dei Gunners, presente in tutto il Sudamerica, da tempo seguiva il ragazzo: strappato all’Ituano per la “modica” cifra di 7 milioni di sterline, Martinelli ha firmato un contratto fino al 2024 con il club di Londra.



L’impatto con il campionato inglese non è mai facile per chi viene da una realtà calcistica così diversa: altri ritmi, altra fisicità, aspetto questo, unito a una fisico ancora tutta da formare – ricordando sempre che la carta d’identità riporta 2001 nell’anno di nascita – che può essere tradotto nella sua difficoltà nel ritagliarsi maggiore spazio in Premier League. Viceversa, in ambito europeo, dove sicuramente gli spazi sono maggiori e dove la sua enorme tecnica può emergere maggiormente, Martinelli si è da subito trovato a suo agio. Il brasiliano è diventato, a tal proposito, il più giovane calciatore a mettere a segno una doppietta in Europa per i Gunners.

Il suo tecnico Emery lo ha schierato sia da prima punta che da esterno offensivo, ruolo quest’ultimo che, secondo lui, si adatta meglio alle caratteristiche esplosive del giovane. Trovare dei punti deboli in Martinelli è davvero difficile: tecnica invidiabile – e non può essere altrimenti per un brasiliano battezzato dal futsal – accompagnata da un gran dribbling con cui spesso ubriaca le difese avversarie; il suo tiro non è di certo da meno, che sia da fuori o dentro l’area di rigore, nella quale sa spesso inserirsi con dei tempi di gioco da ragazzo maturo e apparentemente avvezzo alla tattica del calcio europeo.

Dal punto di vista fisico è ancora tutto da formare – c’è da dire che alcuni dei suoi centri sono arrivati anche su colpo di testa – come detto, ma il ragazzo è forte, si farà. A differenza dei suoi coetanei verdeoro che spesso disdegnano la fase difensiva, Martinelli fin dalle prime uscite ha dimostrato un grande spirito di sacrificio anche in fase di non possesso. Caratteristica rara per un ragazzo così giovane.

Il ragazzo possiede inoltre il doppio passaporto, brasiliano e italiano, per via delle origini del padre, è un’idea remota ed è parecchio complicato vederla realizzarsi, ma chissà che un giorno non possa vestire azzurro.

Se Klopp avrà avuto ragione o meno lo scopriremo solo vivendo. La strada è tracciata, adesso starà a Gabriel Martinelli percorrerla nel modo giusto.


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