Milan Impero Romano

L’Impero Romano rossonero

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Il 476 dopo Cristo, anno in cui Odoacre depose Romolo Augusto, l’ultimo imperatore romano d’Occidente, rappresenta la definitiva caduta dell’Impero Romano. Un Impero glorioso che, partendo dall’Italia, aveva dominato l’Europa e parte del mondo per diversi secoli. Così come l’Impero Romano, facendo un parallelismo calcistico, anche il Milan è stata una squadra che ha saputo dominare per molto tempo il panorama italiano, europeo e mondiale, una squadra che ha sempre avuto una filosofia e uno stile proprio, ma che da un paio di anni ormai sta vivendo un periodo di grande decadenza. Le ragioni di tutto questo iniziano ancor prima della vittoria ad Atene ai danni del Liverpool nella finale Champions del 2007 e hanno radici comuni con le cause che hanno portato alla caduta dell’Impero Romano.

 

 

 

Caos e Anarchia

L’Impero Romano si è ritrovato all’incirca tra il III e il IV secolo in una situazione di sostanziale anarchia. L’esercito romano era infatti preda dei suoi stessi generali, che esercitavano un’importantissima influenza sulle truppe, tant’è che la maggior parte degli imperatori che si sono susseguiti erano spalleggiati dalle legioni, ormai non più fedeli a Roma e all’Impero ma solamente ai propri generali da cui dipendevano economicamente. Tutto questo ha portato ad un’anarchia politica. Il parallelismo con la situazione che ha afflitto il Milan negli anni, soprattutto dopo la cessione a Yonghong Li prima e al fondo Elliott poi, è chiaro: il Milan è stato preda di dirigenze non in grado di garantirne una stabilità. Nove allenatori in sei anni si sono susseguiti sulla panchina dei rossoneri e nessuno di loro ha avuto il tempo e la possibilità di creare un progetto calcistico, un progetto che potesse dire la sua, il prematuro esonero Giampaolo ne è la riprova, i rossoneri sono preda di un’anarchia che non lascia spazio a una ricostruzione.

 

 

 

Nichilismo e perdita di idee

Il Milan, così come tutte le grandi società calcistiche che hanno lasciato un segno nella storia di questo magnifico sport, aveva una filosofia: la filosofia rossonera, lo stile che li ha contraddistinti, che li contrapponeva ai cugini nerazzurri o anche ai rivali bianconeri, era uno stile basato prevalentemente sulla valorizzazione di giovani talenti abbinati a giocatori affermati e di qualità. Questa caratteristica si è andata perdendo durante i lunghi anni di declino, i tentativi di riproporre quello stile sono troppo spesso risultati solamente delle brutte copie, e così come l’Impero era preda di nichilismo, sfiducia nelle istituzioni e nello stato, così oggi il Milan è preda di una crisi d’identità, che lo attanaglia e non gli permette di dare il massimo e di provare a tentare una rinascita.

 

I Barbari

Il mondo del calcio europeo dagli anni Duemila ha vissuto una profonda trasformazione dovuta all’affermarsi di realtà come quelle inglesi del Manchester City e del Chelsea o anche francesi come quella del Paris Saint-Germain, caratterizzate da un grande potere economico che deriva soprattutto dalla capacità di avere uno stadio che garantisce introiti, il Milan non ha saputo opporsi a questo strapotere in campo europeo ma non solo, è stata anche costretta a subire l’ascesa di tre squadre come il Napoli, la Roma e più recentemente l’Atalanta, che hanno saputo, attraverso progetti solidi, anche se a fasi alterne, guadagnarsi lo status di grande del calcio italiano. Anche i cugini milanesi dell’Inter hanno sofferto l’affermarsi di queste squadre e molti altri dei problemi sono stati comuni, eppure hanno iniziato un percorso di ascesa che ora li rivede nelle vette del calcio italiano, mentre il percorso rossonero di questi anni è sempre stato un sali e scendi, e poche sono le speranze di rinascita nei tifosi. Mentre l’Impero Romano soccombeva davanti alla fame dei barbari che ormai erano diventati talmente tanti da riuscire a massacrare e a far fuggire via le potenti legioni romane, il Milan soccombe sotto la forza e la qualità dei nuovi ormai grandi del calcio italiano ed europeo.

 

 

Per il Milan c’è solo bisogno di un progetto solido, c’è bisogno di ritrovare la filosofia rossonera, di ritrovare i valori che avevano portato una squadra a dominare per lungo tempo il panorama italiano ed europeo, ma soprattutto c’è bisogno di cercare uomini che sappiano portare il Milan alla ribalta. Perché un uomo, anche se muore, anche se non riesce a cambiare le cose nel breve termine, come l’imperatore Aureliano, può almeno dare speranza e infondere coraggio tra i suoi sottoposti e i suoi cittadini e portare a una rinascita seppur temporanea dell’Impero.

 

 

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