Juventus-Valencia

Miralem Pjanić, essere insostituibile dove nessuno lo è

Calcio contemporaneo Stagione 2018/2019

La doppietta dal dischetto di mercoledì scorso contro il Valencia consacra Miralem Pjanić come una delle colonne portanti della Juventus: così è stato nelle precedenti due stagioni, così si appresta ad essere anche nell’annata in corso. Freddo, lucido, mai sopra le righe, il bosniaco è uno degli elementi della rosa bianconera a cui Allegri difficilmente sarebbe disposto a rinunciare nelle gare importanti, e al contempo una pedina fondamentale nello scacchiere juventino. Tanto fondamentale da divenire, purtroppo o per fortuna dello stesso tecnico bianconero, quasi insostituibile: insostituibile a causa delle sue caratteristiche, rare non solo all’interno della rosa bianconera, ma in generale nel mondo, e a causa del suo gioco di raccordo, tanto prezioso da risultare praticamente assente quando assente è anch’egli.

 

 

Emblematica è stata la sua prestazione durante l’impegno di Champions del Mestalla: la squadra, seppur con l’uomo in meno, è riuscita a imporre il proprio gioco , ad aggredire a viso aperto, a far circolare rapidamente palla tanto da potersi affacciare spesso nella trequarti avversaria nonostante l’avversità data dallo svantaggio numerico: merito della qualità generale dei dieci in campo (undici per la prima mezz’ora), senz’altro indiscutibile, ma soprattutto della precisione, della rapidità di passaggio, dell’apporto tecnico, tanto caro ad Allegri specie nelle partite delicate, di chi ha operato nella zona nevralgica del campo, quella tra retroguardia e centrocampo, quella che ti permette di uscire dalle situazioni complicate prima di tornare a impostare la manovra offensiva.

Già, perché una delle critiche spesso rivolte a Pjanić, divenuto un vero tormentone estivo, è quella che lo vedrebbe quasi mai intento a verticalizzare, a cercare le punte per il dialogo. Nulla di più falso: basti andare a rivedere quante volte durante la scorsa stagione Higuain sia stato messo in condizione di aprire il gioco per Douglas Costa o per Cuadrado grazie ad una sua imbeccata, o quante volte Alex Sandro, Bernardeschi o Cancelo siano stati lanciati sulla fascia da un suo lancio. “Gioca troppo sul corto”, questo è ciò che si imputa più spesso al bosniaco, ma proprio questa caratteristica spesso si tramuta in uno dei suoi più importanti punti di forza: Pjanić detta i tempi di gioco come pochi al mondo, aumenta il ritmo della manovra quando necessario in maniera repentina, cerca il dialogo con i compagni di reparto nello stretto anche quando pressato da più di un avversario, togliendo le castagne dal fuoco in più di una situazione delicata, soprattutto in determinate partite di campionato, in cui il pressing avversario parte già dalla sua zona di campo.

Le sue straordinarie capacità tecniche tuttavia mettono quasi in ombra le sue ottime doti difensive: l’importanza di Pjanić davanti alla difesa e non come mezz’ala o come trequartista, come invocato a gran voce da alcuni, sta nella sua bravura a chiudere molte linee di passaggio durante la manovra avversaria e in una discreta capacità nei contrasti, dei quali in Serie A ha vinto il 67% nelle gare fino ad ora disputate.

Massimiliano Allegri è forse il principale artefice dell’exploit di Pjanić come regista arretrato: il tecnico livornese ha insistito due stagioni fa affinché il suo calciatore ricoprisse quel ruolo nonostante le sue titubanze: inizialmente gli ha affiancato Khedira nel 4-2-3-1 e spesso non sono mancate le tirate d’orecchie pubbliche nelle interviste post partita quando a suo dire sono stati persi più palloni del necessario; tuttavia ora il bosniaco cammina con le proprie gambe, riesce a giocare centralmente in solitaria davanti alla difesa, tanto da registrare in campionato fino ad ora l’89% di precisione nei passaggi.

 

 

L’allenatore della Juventus ha dunque indovinato la previsione fatta sempre due stagioni or sono, quella che vedeva presto Miralem Pjanić emergere come uno dei migliori al mondo nel suo ruolo: a questo punto, l’investitura è completa.