Monaco

Quando il Principato prevalse sulla Corona

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Raggi è finito a petto nudo sugli spalti con i tifosi. Jardim in lacrime con la moglie. Falcao con le figlie in braccio Il 18enne Mbappè on mamma e papà. Sono istantanee di campioni di Francia, stasera. Non il Psg, ma il Monaco.

Questa è la storia di una vera e propria impresa, che vale di più di un normale trofeo, ha un valore simbolico e affettivo: quest’impresa dice che il Principato ha battuto la Corona, spodestando i Re dal Titolo di campioni, quest’impresa porta il nome del Monaco.

Finita la stagione 2014-2015, i monegaschi erano reduci da un terzo piazzamento in classifica, a 4 punti dai secondi e a 12 dai primi. La squadra era formata da giocatori sul viale del tramonto, come Toulalan e Ricardo Carvalho, o da giocatori mediocri, ad esclusione di pochi giovani campioni.

Tutto procedeva a rilento, i biancorossi erano nuovamente destinati ad un posizionamento alto, ma non oltre quello dei campioni di Francia del PSG. Un giorno, però, scattò una molla: i giornali riportavano di un forte interesse, da parte dei top club inglesi, per il classe ’95 Anthony Martial, talento puro del vivaio monegasco. Passano una manciata di giorni ed arriva l’ufficialità: “La società A.S.Monaco comunica di avere ceduto a titolo definitivo le prestazioni del giocatore A. Martial, nato a Massy il 5.12.1995 alla società Manchester United per 52 MLN+7,40 MLN €.

Fu proprio quella cessione a sbloccare il calciomercato, che si rivelò poi un vero e proprio smantellamento della squadra con annessa rifondazione, coronato delle cessioni di top player come Kondogbia e Carrasco e concluso con la promozione in prima squadra di giovani eccezionali come Kylian Mbappè. La squadra era al completo, lo spogliatoio aveva i suoi senatori e i tifosi si preparavano ad accogliere a braccia aperte i loro nuovi giovani beniamini.

Ciò nonostante quella non fu una stagione fantastica, fu una stagione di assestamento per tutti: lo fu per i più piccoli, lo fu per i più grandi, lo fu persino per il mister, Leonardo Jardim. La classifica, al termine della stagione 2015-2016, vedeva infatti il Monaco al terzo posto, ad oltre 30 punti dalla vetta.

La magia cominciò ufficialmente nella stagione seguente, in sede di mercato arrivavano i primi colpi: Glik dal Torino, Sidibè dal Lille, Mendy dal Marsiglia e il ritorno di Radamel Falcao dal Chelsea una volta per tutte. Finalmente il Monaco aveva una squadra di tutto rispetto, di cui potersi vantare, con un’età media veramente bassa, pari a 23,7 anni.

L’annata calcistica ebbe inizio, ma non con una vittoria, arrivò infatti un pareggio con il Guingamp; sconforto generale, i giornali davano già per fallimentare la rivoluzione della squadra del Principato. La settimana seguente si giocava già una partita chiave, lo scontro vedeva da una parte i monegaschi e dall’altra il Nantes – che chiuse poi la stagione al settimo posto, ad un passo dall’Europa League – il match terminò per 1-0 a favore della squadra di Jardim, che potè tirare un sospiro di sollievo. Terza partita, primo scontro al vertice: Monaco contro PSG, partita ben decisiva, il vincitore avrebbe infatti potuto prendere distacco dall’altra: chi vinse? Il Monaco per 3-1, dominando in lungo e in largo.

Il tutto andò per il meglio anche nelle partite seguenti, la squadra macinava vittorie su vittorie, i tifosi esprimevano la loro grande gioia ed il neo-maggiorenne Kylian Mbappè segnava tanto, quasi troppo per un ragazzo della sua età. Dopo la sfida con il Paris Saint Germain vennero giocate, e vinte, altre due partite: contro Lille e Rennes, poi arrivò il primo dei pochissimi scivoloni stagionali, quello nel derby costiero con il Nizza, che inflisse un pesante 4-0 alla banda biancorossa. Si susseguirono, quindi, altre due partite che videro il Monaco vittorioso: il 2-1 contro l’Angers e l’imponente 7-0 ai danni del Metz. La partita seguente si rivelò una nuova caduta, questa volta sul campo del Tolosa, con un risultato di 3-1; questo livido risulterà fondamentale per la buona riuscita dell’impresa, che sembra sempre più vicina dopo un filone di otto partite senza sconfitte: sei vittorie – contro Montpellier, Nancy, Lorient, Marsiglia, Bastia e Bourdeaux – e due pareggi – contro Saint Etienne e Digione -. Questo periodo giunse al termine con la quarta sconfitta totale del campionato: alla diciottesima giornata di Ligue 1 contro il Lione, altro club in lotta per il vertice. Quello fu l’ultimo risultato non ridente nei confronti del club di proprietà del russo Rybolovlev. Infatti, dopo questa pessima prestazione, la magia si riaccese una volta per tutte, tra i sogni di gloria dei tifosi e degli appassionati di calcio francese, che non vedevano un Monaco così forte da svariati anni: 2-1 sul Caen, pesantissimo 4-1 rifilato al Marsiglia e 4-0 sul Lorient, prima della sfida della verità, il match di ritorno contro il Psg, al Parco dei Principi, che, solo in caso di sconfitta avrebbe potuto riaprire la sfida scudetto. Fortunatamente per i monegaschi, così non fu: la sfida terminò in pareggio, con le speranze dei parigini che andavano perdendosi. Ora il titolo non era un sogno, ma qualcosa di seriamente concreto.

Si aprì, dunque, il miglior ciclo di risultati positivi della storia del club, con le quindici vittorie totali, intervallate da un solo pareggio, che non bastarono comunque a scacciare il fantasma del Paris, sempre vigile e vittorioso a due punti dietro la corazzata biancorossa.

Era il 17 maggio 2017, quando al Louis II, casa del Monaco, si giocava la partita decisiva per le sorti stagionali, il recupero della giornata trentuno contro il Saint Etienne; se la compagine di casa avesse guadagnato i tre punti avrebbe vinto il campionato. In tribuna giunse anche il principe, seduto accanto al presidente. Al diciottesimo minuto il solito Kylian Mbappè portò sull’uno a zero il risultato, che rimase in bilico fino agli ultimi secondi di gara, quando Valerie Germain insaccò a rete, archiviando la pratica scudetto. Arrivò il triplice fischio del signor Clement Turpin. Era davvero finita; il Monaco era campione di Francia, fermando l’egemonia degli avversari della capitale, che da anni vincevano trofei su trofei.

Si era conclusa quella stagione, che verrà ricordata come una tra le più gloriose della storia del club, nonché come una delle storie calcistiche più belle dell’ultimo decennio, perché il Monaco non è una semplice squadra: il Monaco è passione, amore, gioia e tradizione.