Mönchengladbach Dortmund

La fine di un’era

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Capita spesso di vincere una partita nel momento finale della stagione che però non porta al successo sperato, a volte pure con un risultato largo. Ma in quei frangenti non puoi fare altro che guardare gli altri festeggiare quel traguardo che tanto desideravi, ma che purtroppo non sei riuscito a raggiungere. Questa è la storia di Borussia MönchengladbachBorussia Dortmund della stagione 1977/1978, che presenta grandi significati non soltanto nel mostrare la grande differenza tra i due Borussia, tra quello che erano negli anni ’70 e quello che sono attualmente, ma che è passata alla storia soprattutto perché rimane tutt’ora la vittoria più larga della storia della Bundesliga, con ben 12 gol di scarto, un record che resta ancora ineguagliato.

È il 29 aprile 1978, la partita si tiene al Rheinstadion, stadio del Borussia Mönchengladbach. Il Gladbach di Udo Lattek ha agganciato, a tre giornate dal termine, il Colonia di Hennes Weisweiler in testa alla classifica con i punti, ma la differenza reti è favorevole ai Geißböcke. I Fölhen si ritrovano quindi a dover segnare più gol possibili nelle due partite conclusive per riuscire a rimontare il Colonia, dopo uno scarno 2-1 contro lo Schalke 04. Nella penultima partita hanno battuto con secco 6-2 l’Amburgo di Kevin Keegan – che sarebbe stato campione di Germania la stagione successiva – e si ritrova a sfidare il Borussia Dortmund di Otto Rehhagel all’ultima partita di campionato.

Quel Borussia Mönchengladbach è una delle squadre più forti degli anni ’70, è la principale rivale del Bayern Monaco – che si ritrova a fine ciclo, già scalfiti dalla partenza di Beckenbauer l’anno precedente –, con il quale ha creato un vero e proprio dualismo in quel decennio, nel quale i Fölhen hanno portato in bacheca cinque campionati, una Coppa di Germania e due Coppa UEFA, oltre che aver raggiunto una finale di Coppa dei Campioni persa contro il Liverpool.

È una squadra stellare che può vantare, tra le sue risorse più forti, eccellenze del calibro di Jupp Heynckes, il terzo miglior cannoniere della storia della Bundesliga con 220 gol in 369 partite, Rainer Bonhof, uno dei più forti e completi centrocampisti dell’epoca, Berti Vogts, terzino roccioso quanto efficace e campione del mondo come i due giocatori precedentemente citati, e Allan Simonsen, il pallone d’oro del 1977, un furetto danese ambidestro imprendibile palla al piede.

Il Borussia Dortmund, invece, non vanta una rosa stellare quanto l’altro Borussia – a parte Burgsmüller, il quarto miglior marcatore della storia della Bundesliga –, nonostante abbia già raggiunto una salvezza abbastanza tranquilla.

Il Mönchengladbach quindi è chiamato a fare l’ennesima goleada per poter sperare in una clamorosa rimonta in differenza reti ai danni del Colonia di Weisweiler. Il risultato non lascia spazio a repliche, un secco 12-0 che annichilisce il Borussia Dortmund, un risultato storico che sa di predominio territoriale nei derby dei due Borussia. L’emergente Otto Rehhagel impassibile assiste alla più grande disfatta della sua carriera e verrà sbeffeggiato pesantemente fino ad essere chiamato Torhhagel, mentre Jupp Heynckes strappa una grandissima prestazione condita da una memorabile cinquina in una partita che vede la costante ed incessante galoppata dei Fölhen verso la vittoria finale.

La partita finisce, ma non c’è tempo per festeggiare. Non ci sarà mai l’occasione. Il Colonia ha infatti vinto 5 a 0 contro il St. Pauli già retrocesso, guidato, come per tutto il torneo, dal centravanti Dieter Müller, capocannoniere con 24 gol – ex aqueo con Gerd Müller –.

Il 12 a 0, quindi, si è dimostrato un risultato insufficiente per il Borussia Mönchengladbach: infatti, a parità di gol e punti fatti, è stato il Colonia ad avere la meglio, avendo subito solo tre gol in meno dei Fölhen. Insomma, una beffa senza precedenti.

Una beffa che segnerà l’inizio della fine del ciclo vincente del Borussia Mönchengladbach, Jupp Heynckes si ritira dal calcio giocato, mentre Rainer Bonhof si trasferisce al Valencia. Un ciclo finito che vedrà la vittoria della Coppa UEFA nella stagione successiva, una vittoria che ha la forma di ‘canto del Cigno’ di un’epoca trionfale ormai conclusa. Una vittoria che segnerà la fine dell’avventura di Udo Lattek ai Fölhen, che si trasferirà al Barcellona insieme ad Allan Simonsen.

È inoltre la fine del primo Otto Rehhagel, inizialmente un onesto mestierante ma che dopo quella batosta che avrebbe fatto secco chiunque, si sarebbe ripreso come non mai, con un calcio ruvido, difensivo ma tremendamente efficace per realizzare miracoli come il Kaiserslautern vincitore della Bundesliga da neopromosso nel 1998 e l’Europeo vinto con la Grecia nel 2004.

È stata, infine, la fine di un’era per il calcio tedesco, dominata da Borussia Mönchengladbach e Bayern Monaco, e l’inizio di una nuova era, inaugurata da Hennes Weisweiler, il genio del calcio offensivo tedesco che tra l’altro fino al 1975 aveva allenato proprio il Borussia Mönchengladbach, gettando le basi dei suoi successi.

L’inizio di una nuova era per il calcio tedesco si ha qui, da questa vittoria storica, beffarda e dai mille significati, che probabilmente non ha eguali nella storia del calcio.