fantacalcio

Eravamo otto amici al bar

Calcio Italiano Curiosità Slider

La fine di agosto e l’inizio di settembre segnano la fine dell’estate ma soprattutto l’inizio del campionato. Da una trentina d’anni a questa parte però, per milioni di italiani, il chiodo fisso è uno solo: l’asta del fantacalcio. Ma chi dobbiamo ringraziare per aver ideato e reso pubblico questo che non è e non sarà mai solo un gioco?

Siamo nell’estate del 1988, alle porte dell’Europeo in Germania e al bar Goccia d’Oro di Milano, Riccardo Albini e altri sette amici stanno per svolgere la prima storica asta del primo fantacalcio. Albini giunse alla conclusione di sperimentare questo gioco dopo un percorso di tre anni iniziato a Chicago, durante una fiera di videogiochi nella quale si imbatté in un libro sulle regole di un fantasy game legato al football americano.

Nei ritagli di tempo del suo lavoro di giornalista, prese spunto da questo libro e pensò di espanderne i concetti allo sport più amato e diffuso del nostro Paese, quello del calcio. Dopo aver toccato con mano assieme ai suoi sopra citati sette amici che l’idea funzionava, decise, due anni più tardi, nel 1990, di realizzare un libro nel quale venissero spiegate le idee del gioco: «Vennero stampate 10 mila copie e ne vendemmo un quarto, a livello editoriale fu un bagno di sangue ma i numeri parlano chiaro: quell’anno circa 15mila persone divennero fantallenatori».

Qualcosa dunque cominciava a muoversi nella testa degli italiani, da sempre un popolo di allenatori, che finalmente potevano mettere su carta i loro pensieri e le loro idee calcistiche. Albini si rivolse al principale quotidiano sportivo nazionale, La Gazzetta dello Sport, che non disponeva allora dei supporti necessari a garantire lo svolgimento del gioco, ma allo stesso tempo iniziava a ricevere centinaia di telefonate in redazione, da parte di appassionati che si lamentavano del mancato voto dato a un giocatore appartenente alla loro fantasquadra.

Da lì, all’accordo con il quotidiano rosa, il passo è stato breve: nel 1994 infatti, settantamila giocatori parteciparono al fantacalcio, che nel frattempo si era allargato ad altre modalità di gioco: in aggiunta al tradizionale campionato a scontri diretti, infatti, Albini in collaborazione con la redazione del giornale sviluppò la versione ‘gran premio’, consistente in una classifica formata dalla somma dei punti collezionati dalle varie squadre nel corso delle giornate del campionato.

Tutto questo successo in un così breve periodo, fu una grossa sorpresa anche per lo stesso Albini, visto lo scarso appeal che ebbe la versione del gioco americano da cui egli si ispirò. Le regole del gioco, a distanza di trent’anni, rimangono pressappoco le stesse, incastonate sicuramente in un sistema tecnologico sviluppato come quello attuale, che ha reso tutto più semplice per i fantallenatori. Grazie alla sua idea nacque un vero e proprio culto che conta oggi milioni di affezionati su scala nazionale.

«Ci saranno sicuramente state alcune amicizie rotte per un giocatore rubato o un gol all’ultimo minuto, ma tante altre si tengono in piedi, magari a distanza, proprio grazie al Fantacalcio. Rappresenta un ottimo pretesto per sentirsi ogni settimana e stare insieme almeno una volta all’anno. È un social network nato molto prima dei social network».

 

 

 

Condividi su...
Share on Facebook
Facebook
Tweet about this on Twitter
Twitter