Cosa c’è da sapere sulla Nazionale femminile

Calcio contemporaneo Slider Stagione 2018/2019

Qui in Italia il calcio è lo sport nazionale, il più praticato e seguito, ma è considerato da molti un “calcio arretrato”, uno dei motivi è quello che riguarda il calcio femminile, che ha trovato un primo nucleo nei Paesi dell’estremo nord Europa – sono otto le calciatrici baltiche a giocare nei primi tre club italiani (Juventus, Milan e Fiorentina) – e sta avendo un forte sviluppo anche nella parte continentale e costiera europea – Francia, Germania, Inghilterra e Spagna -, oltre che negli Stati Uniti e in Sud America, tanto è vero che svariate giovani promesse del calcio italiano sono andate a cercare fortuna oltreoceano.

In Italia il processo di sviluppo del calcio femminile è molto rallentato, ed è questo uno dei motivi per il quale la Nazionale femminile non è stata competitiva per anni, ma finalmente, dopo vent’anni di lunga attesa, la Nazionale Azzurra femminile tornerà a giocare un Mondiale, quest’estate in Francia, grazie ad un gruppo che gioca insieme da anni, a cui vengono aggiunte varie giovani promesse, ritiro per ritiro, al fine di sostituire le calciatrici più esperte, senatrici di uno spogliatoio unito, guidato da coach Milena Bertolini.

In porta si può contare su tre giocatrici fantastiche, da alternare tra loro, quali Laura Giuliani, classe ’93 di proprietà della Juventus, Chiara Marchitelli, esperto portiere della Florentia che conta quaranta presenze con la Nazionale maggiore, e Rosalia Pipitone, titolare della Roma.

Il corpo difensivo centrale è di maggioranza bianconera, con le due titolarissime Cecilia Salvai, centrale longilinea e rapida grazie alle lunghe leve, e Sara Gama, capitano della Juventus e della formazione azzurra, con cui conta ben 95 presenze. Le riserve, ben pronte e non meno importanti, sono Elisa Bartoli, spesso alternata con Salvai, e Laura Fusetti, numero sei del Milan. A completare il pacchetto difensivo ci sono gli esterni bassi, molto incisivi nel gioco di Bertolini, che spesso si rivelano una parte fondamentale e attiva anche nelle azioni offensive: Alia Guagni, capitano e numero sette della Fiorentina, Lisa Boattin, esterno della Juventus, Elena Linari, marchio di fabbrica del Made in Italy in Spagna, e Valentina Bergamaschi, frequentemente impiegata come esterno d’attacco sia in maglia azzurra sia nel Milan.

La linea di centrocampo è composta da calciatrici dalle eccellenti, ma diverse, qualità: Cristiana Girelli, fantasista ed esterno della sponda bianconera di Torino, e Annamaria Serturini, giovane tuttocampista della Roma sono solitamente impiegate sulle corsie laterali della mezzadria del campo, ma possono agire con successo anche in trequarti o come ali, mentre Valentina Cernoia, in forza alla Juventus, Manuela Giugliano, folletto classe ’97 del Milan, Lisa Alborghetti, mediano rossonero, Greta Adami, titolare della Fiorentina, e Aurora Galli, centrale bianconero, costituiscono la cerniera mediana, che ha il compito di bloccare il gioco avversario e fare ripartire l’azione.

Il parco attaccanti vede la presenza di eccellenti terminali offensivi, capaci di segnare gol d’autore così come gol di puro opportunismo, quale, ad esempio, Daniela Sabatino, centravanti d’area del Milan soprannominata ‘Alta Tensione’ in onore di Pippo Inzaghi, di raffinate lavoratrici del pallone, come Barbara Bonansea, fenomenale seconda punta classe 1991 di proprietà della Vecchia Signora, e di attaccanti completi, impiegabili sia nel ruolo di ali che nel ruolo di prime punte, come Valentina Giacinti, capocannoniere del campionato e compagna di reparto di Sabatino al Milan, Agnese Bonfantini, giovane promessa del calcio di proprietà della Roma, e Ilaria Mauro, attualmente in forza alla Fiorentina dopo un passato tra il Tavagnacco e la Germania.

Dando uno sguardo al futuro, non si può dimenticare di citare le migliori promesse del calcio femminile italiano: Giada Greggi e Flaminia Simonetti, centrocampiste della Roma, Asia Bragonzi, attaccante della Juventus maggiorenne da pochi giorni, Francesca Imprezzabile, punta del Sassuolo, Benedetta Glionna, napoletana dalla nascita ma in forza alla Juventus, Eleonora Goldoni, studente e calciatrice negli Stati Uniti, Martina Piemonte, centravanti della Roma, Martina Lenzini, difensore di proprietà della Juventus attualmente in prestito al Sassuolo, Miriam Longo e Anita Coda, entrambe del 2000 ed entrambe di proprietà del Milan.

Negli anni precedenti alla caduta della Nazionale maschile con la Svezia, davamo per scontato la partecipazione ad un grande torneo – Europeo o Mondiale -, ora invece abbiamo imparato che non sempre la qualificazione si ottiene passeggiando, ma c’è bisogno di cuore, grinta e passione. Così è sempre stato per le ragazze, che da anni lottano con l’obbiettivo di giocare la grande competizione internazionale. Pensate che, il giorno dell’ultima apparizione al Mondiale femminile, Chiara Marchitelli, la più esperta dell’attuale spedizione, aveva quattordici anni, Sara Gama, attuale capitano, ne aveva appena dieci, e Agnese Bonfantini, la più giovane dell’attuale spedizione, era in procinto di nascere, se non appena nata – la competizione è durata dal 19 Giugno al 10 Luglio e la calciatrice giallorossa è nata il 4 Luglio di quell’anno -.

Il percorso nel girone di qualificazione non è stato certo una passeggiata, l’Italia, però, ben decisa a fare l’impresa, ci ha dato dentro, uscendo dal campo sconfitta una sola volta in otto partite e vincendo le altre sette. Il girone era un semplice “girone all’italiana” – andata e ritorno -, formato da cinque squadre: oltre alla formazione azzurra erano presenti Moldavia, sconfitta 5-0 all’andata e 3-1 al ritorno, Romania, sconfitta 1-0 e 3-0, Portogallo, sconfitto 1-0 all’andata e 3-0 in occasione della partita decisiva per la partecipazione al mondiale, e Belgio, contro cui la nostra rappresentativa ha riportato una sconfitta e una vittoria.

Anche quest’anno l’Italia ha accettato l’invito di partecipazione alla Cyprus Cup, coppa che si disputa annualmente a Cipro in preparazione dei vari tornei. Nella competizione scorsa le nostre ragazze hanno raggiunto il secondo posto, perdendo in finale con la Spagna. Anche questa volta le cose sono andate in maniera simile con la finale raggiunta grazie ad un cammino perfetto – 5-0 contro il Messico, 3-0 contro l’Ungheria e 4-1 contro la Thailandia – ma persa ai calci di rigore, dopo sette tiri senza errore da parte delle avversarie della Corea del Nord.

Nel Mondiale in procinto di iniziare affronteremo ai gironi Australia, Giamaica e Brasile. La squadra è pronta, le ragazze hanno voglia di fare bene e coach Bertolini ci crede: il Mondiale è un sogno, ma non è un’utopia.