Zaniolo

Nicolò Zaniolo, un futuro già scritto?

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19 settembre 2018 – 19 settembre 2019, 365 giorni sono quelli che intercorrono esattamente tra il battesimo del fuoco di Nicolò Zaniolo tra i professionisti e la sua ennesima riconferma tra il novero dei talenti più limpidi del calcio italiano ed europeo. Due partite e due prestazioni diametralmente opposte quelle del classe ‘99 di Massa, trovatosi a distanza di un anno dall’essere al centro di uno dei colpi di mercato più clamorosi degli ultimi anni del calciomercato italiano fino al diventare l’idolo della tifoseria romanista.

 

 

Zaniolo infatti, dopo una carriera nelle giovanili passata a fare la spola tra Genoa, Fiorentina, Virtus Entella ed Inter, nel giugno 2018 si trova catapultato in una realtà romanista scottata dalla cessione di uno dei simboli della rosa giallorossa, quel Radja Nainggolan ceduto all’Inter proprio in cambio del classe ‘99 e di Davide Santon, oltre che una somma di denaro. L’ingaggio di Zaniolo aveva fatto storcere il naso praticamente a chiunque nella tifoseria della Lupa, in quanto il giovane centrocampista non aveva mai disputato una partita in Serie A e che nelle ambizioni della dirigenza doveva sostituire e rimpiazzare uno dei giocatori migliori dell’intero campionato.

Il rischio di trovarsi di fronte all’ennesimo oggetto misterioso degli ultimi anni in casa Roma era davvero molto alto, un rischio paventato anche dopo l’esordio in maglia giallorossa. Proprio il 19 settembre 2018, in una calda serata madrilena, Eusebio Di Francesco mandava in campo tra lo stupore generale l’esordiente Zaniolo, a cui veniva affidato il compito di contenere lo spaziale centrocampo campione d’Europa in carica del Real Madrid. Una partita disastrosa per la Roma, sconfitta con un 3-0 senza appello, e una prestazione di certo non sufficiente per il ragazzo, trovatosi nella gabbia merengue impossibile da scardinare.

Paradossalmente, a soli diciott’anni Nicolò si trovava già di fronte ad un bivio nella sua breve carriera. Archiviata la sua prova al Bernabeu, il giovane trovò sempre meno spazio nello scacchiere di Di Francesco, dando però sempre l’impressione di migliorare nei rari spezzoni di gara giocati. Questi miglioramenti, uniti al periodo nefasto dei giallorossi, gli permisero di conquistare in breve tempo una maglia da titolare, fino ad arrivare alla prima vera e propria sliding door della sua carriera. La partita con il Sassuolo del 26 dicembre registrò infatti per la prima volta tra i marcatori di una partita di Serie A Nicolò Zaniolo, autore di un gol fantastico nato da una progressione sulla fascia destra e realizzato con un morbido cucchiaio dopo aver fatto sedere Consigli.

Quel momento ha cambiato definitivamente la percezione del talento del ragazzino di Massa tra la tifoseria e gli addetti al lavoro, oltre ad aver aumentato esponenzialmente la sua confidenza nei propri mezzi. Zaniolo è diventato rapidamente il faro del gioco giallorosso grazie a prestazioni sempre più importanti e a gol pesantissimi, come quelli a Torino, Milan e Fiorentina, passando per la magica doppietta in Champions League contro il Porto, dove era stato il mattatore dei portoghesi e l’indiscusso man of the match.

Dopo quella favolosa serata europea sono iniziati i primi paragoni scomodi per Nicolò, che si è trovato accostato al mostro sacro per antonomasia della storia della Roma, quel Francesco Totti che ha emozionato la torcida giallorossa per 28 anni. I tifosi, orfani ormai da due anni di un leader più tecnico che carismatico – quest’ultimo ruolo egregiamente svolto dall’altro totem Daniele De Rossi –, hanno sfruttato l’esplosione del giovane per trovare un nuovo idolo da venerare, lasciandosi andare a paragoni certamente esagerati ed ingenerosi. Se è vero che il ruolo e le caratteristiche tecniche possono ricordare quelle dello storico Capitano, va sicuramente puntualizzato che le doti dell’ex numero 10 sono state tra le più elevate della storia del calcio italiano e poco comparabili alle seppur limpide abilità del 22.

È anche per questa smodata attesa e speranza di trovarsi dinnanzi ad un nuovo fenomeno che negli ultimi mesi della stagione, quelli della gestione Ranieri, le più anonime prestazioni di uno Zaniolo sicuramente schiacciato dalla pressione hanno portato a pesanti critiche neanche troppo velate. Questo è stato favorito anche dal fattaccio che ha visto Nicolò protagonista durante l’Europeo under 21, quando, a causa di diversi ritardi alle riunioni e di comportamenti non proprio da professionista, è stato escluso dalla formazione di Di Biagio assieme all’amico Kean.

 

 

La nuova stagione sembra però aver resettato tutte le difficoltà degli ultimi per il ragazzo, che nel nuovo corso targato Fonseca si sta rivelando come una figura con un ruolo da protagonista ma certamente non fondamentale: la staffetta con Lorenzo Pellegrini nel ruolo di trequartista sta spostando il suo raggio d’azione dal centro più verso la fascia, in una posizione che si sta dimostrando lo stesso congeniale.

Zaniolo è infatti un ragazzo dotato di una fisicità impressionante per un classe ‘99, caratteristica che gli permette di ricoprire indistintamente il ruolo di mediano o quelli più avanzati di trequartista ed esterno offensivo. La protezione di palla è certamente una delle doti più importanti del giovane di Massa, a cui si aggiunge anche l’ottima rapidità e un grande cambio di passo. La sfavillante tecnica lo rende micidiale nel dribbling stretto e gli permette anche di godere di un’eccellente visione di gioco, oltre che di essere un cliente scomodissimo in area di rigore avversaria grazie alla capacità di trovare facilmente la porta.

La nuova stagione si è aperta con la bella partita dell’Olimpico nell’ambito del torneo amichevole della Mabel Green Cup contro il Real Madrid, dove Nicolò ha fatto sfoggio di una grande condizione atletica e di continue incursioni sulla fascia destra che hanno fatto ammattire la difesa dei blancos. Proprio da una di queste sgroppate è nato il gol di Perotti, che ha potuto beneficiare di un passaggio stupendo di Zaniolo originato dopo un dribbling secco ai danni di Casemiro.

L’era Fonseca, iniziata con due pareggi nelle prime due gare ufficiali, è arrivata alla prima sliding door in occasione dell’esordio in Europa League contro l’Istanbul Başakşehir il 19 settembre 2019, esattamente un anno dopo l’esordio di Nicolò con la maglia della Roma. E la partita ha riconfermato tutte le qualità del centrocampista, letale nel ruolo di esterno destro e protagonista in occasione del 2-0 di Džeko – dopo aver saltato con un dribbling secco Topal e aver anticipato il portiere avversario Günok – e poi autore del gol del 3-0, con un rasoterra sul palo lontano simile a quello realizzato a Casillas nel febbraio precedente.

Nicolò Zaniolo sembra aver sgomberato la mente dalle preoccupazioni e si è messo al servizio di Paulo Fonseca, pronto a prendersi la Roma a suon di ottime prestazioni e voglioso di spiccare il volo al più presto. Le qualità ci sono tutte ma, nonostante i paragoni, il suo futuro non è già scritto, la sua scalata al top del calcio italiano passerà dalla fortuna ma soprattutto dalla sua forza mentale, che se sarà messa al servizio dei suoi incommensurabili lampi di talento potrà metterci davanti ad un nuovo fuoriclasse.

 

 

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