Alcácer

Paco Alcácer, riscoprirsi letale

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Negli ultimi tempi è definitivamente esploso il talento e il senso del gol di Francisco Paco Alcácer, attaccante spagnolo che ha finalmente trovato la giusta dimensione al Borussia Dortmund, dopo una carriera certamente non vuota di difficoltà.

Cresciuto nella cittadina valenciana di Torrent, Paco muove i primi passi da calciatore nelle giovanili del Valencia, prima di effettuare il salto con la squadra riserve dei taronjas – militante nella terza divisione del calcio spagnolo – dove vengono messi in mostra tutto il suo repertorio tecnico e le grandi qualità tattiche. La rapidità e l’abilità nel tiro – con entrambi i piedi e sia dalla lunga che dalla breve distanza –, oltre che l’abilità nel muoversi tra i vari ruoli d’attacco, gli permettono presto di esordire in prima squadra nel novembre 2010, in un incontro di Copa del Rey contro il Logrones.

Il 12 agosto 2011 perde tragicamente il padre per un attacco cardiaco dopo un’amichevole estiva disputata con la Roma, nella quale Paco va anche a segno. Il giovane centravanti non si perde d’animo e continua ad inseguire a suon di gol il suo sogno, trovando l’esordio in Liga neanche sei mesi più tardi, nella sconfitta casalinga contro la Real Sociedad.

A seguito di altre due presenze il Valencia decide di parcheggiarlo in prestito per una stagione al Getafe, dove Alcácer  trova finalmente continuità di presenze e va anche a segno per 4 volte tra Liga e Copa del Rey, un bottino esiguo per un attaccante ma che rappresenta solamente la rampa di lancio alla carriera del giovane valenciano.

 

 

Può far così ritorno alla casa madre, dove riesce sin da subito a ritagliarsi uno spazio importante, grazie anche all’addio di un’istituzione a Valencia come Roberto Soldado. In Europa League l’esperienza è in particolar modo proficua per Paco, che segna 7 reti in 11 presenze – divenendo così il secondo miglior marcatore della competizione, alle spalle del connazionale Jonathan Soriano del Salisburgo – e dove risulta decisivo in occasione dei quarti di finale contro il Basilea.

Al Mestalla gli svizzeri arrivano con un piede già in semifinale, grazie al 3-0 maturato all’andata, ma gli spagnoli sono di tutt’altra opinione ed infliggono un 5-0 che non ammette repliche, con Alcácer che gioca il ruolo di mattatore degli svizzeri grazie alla tripletta realizzata. Il Valencia termina la competizione nel derby spagnolo in semifinale contro il Siviglia futuro campione, mentre in campionato si assesta all’ottavo posto finale, perdendo così l’opportunità di disputare una competizione europea. L’anno è comunque molto positivo per Alcácer, che realizza 14 gol in 37 presenze.

 

 

Lo stesso bottino lo ottiene la stagione successiva, quella che vede anche il suo esordio in Nazionale. Paco viene convocato da Del Bosque per ricostruire una squadra uscita con le ossa rotte dal pessimo Mondiale brasiliano, andando a segno per 3 partite di fila e 5 totali con la Roja, nel corso delle qualificazioni ad Euro 2016. Le buone prestazioni gli valgono la chiamata da parte di una delle squadre più forti del mondo, ovvero il Barcellona di Luis Enrique, chiamato ad interrompere il dominio del Real Madrid e riprendersi lo scettro del calcio europeo.

Il biennio al Barça è però totalmente negativo per Alcácer, che esce inoltre dal giro della Nazionale – salta infatti sia gli Europei del 2016 che i Mondiali del 2018 – e va a segno solamente 15 volte in 50 partite totali, subendo cocenti umiliazioni europee come quelle ad opera di Juventus e Roma. A questo punto Paco capisce che è tempo di dare uno scossone alla sua carriera e di giocarsi le sua carte per ritagliarsi un ruolo da protagonista altrove, riconquistando la sua fama di attaccante formidabile, andata persa durante il biennio azulgrana.

L’opportunità non tarda ad arrivare e il 28 agosto 2018, durante le ultime battute del calciomercato estivo, il ds del Borussia Dortmund Michael Zorc lo convince a sposare la causa dei gialloneri. Il valenciano viene prelevato in prestito con diritto di riscatto e viene così messo a disposizione del nuovo tecnico Lucien Favre, alla ricerca di un attaccante di classe e spessore internazionale, necessario per risollevare un attacco orfano di tutti i suoi punti di riferimento, dopo le partenze di Aubameyang e Batshuayi durante la stagione precedente.

 

 

Con i tedeschi l’impatto è semplicemente devastante, divenendo subito una riserva di lusso per l’equipaggio di Lucien Favre. Segna all’esordio contro il Francoforte nel 3-1 delle vespe e si ripete contro il Bayer Leverkusen, dove segna i due gol decisivi per il 2-4 del Borussia. Il capolavoro deve ancora arrivare e si consuma solo una settimana più tardi, quando è l’Augsburg a fare visita al Signal Aduna Park. Partita bellissima, tra le migliori della stagione, piena di gol e spettacolo. La sblocca Finnbogason nel primo tempo, poi nella ripresa avviene l’imponderabile: pareggio di Alcácer e nuovo vantaggio biancorosso con Max; a dieci dal termine pareggia ancora lo spagnolo, prima della rimonta firmata da Götze. Gli ospiti però non si perdono d’animo e trovano con Gregoritsch la via del pareggio, speranzosi di poter tornare ad Augusta con un punto prestigioso. Al novantesimo minuto però c’è una punizione per il Borussia e della battuta si incarica lo stesso Alcácer che, con un favoloso tiro a girare, lascia Luthe immobile e decreta la pazza vittoria dei suoi compagni. Con questa meravigliosa tripletta diventa il secondo giocatore nella storia della Bundesliga, dopo Gert Dörfel, a segnare almeno 6 reti nelle prime 3 di campionato, tutte però con la peculiarità di essere arrivate da subentrato, in appena 81 minuti giocati. Si ripete durante il turno successivo nella vittoria per 4-0 a Stoccarda, ma risulta decisivo soprattuto nel Der Klassiker contro il Bayern Monaco, quando entra sull’1-2 a favore dei bavaresi e firma la successiva rimonta delle vespe, siglando il 3-2 con un pallonetto morbidissimo che scavalca Neuer. Con i gol siglati al Mainz e al Friburgo, anche questo arrivato dopo il 90°, realizza un altro record particolare, essendo andato a segno in tutti i primi 10 tiri in porta realizzati. L’anno finisce con il botto grazie ad altre due reti realizzate al Werder Brema e al Fortuna Düsseldorf e alle continue vittorie dei Borussen, che consolidano la vetta della classifica.

A questo punto è però inevitabile una flessione fisica e un calo del rendimento, che si traducono in un periodo di digiuno per 7 partite a cavallo tra la fine del 2018 e l’inizio del 2019. La redenzione arriva finalmente nel mese di marzo, che si apre con il tanto aspettato gol nella sconfitta in casa dell’Augsburg e soprattutto con la rete che sblocca il complicatissimo match con lo Stoccarda, arrivato a 5 minuti dal termine e prima del definitivo sigillo ad opera di Pulisic. Nel match conclusivo del mese di marzo in casa contro il Wolfsburg la partita è tiratissima e bloccata sullo 0-0, i gialloneri hanno bisogno di una vittoria vitale per mantenere la vetta della classifica in attesa dello scontro diretto dell’Allianz Arena, ma la strenua difesa dei Wölfe sembra essere insuperabile, fino a quando è ancora Paco, schierato titolare, a trovare finalmente la via della rete per due volte nei minuti di recupero, prima con una punizione di pura potenza dal limite e poi con un facile appoggio da centro area. Si tratta del quarto e del quinto gol nel tempo di recupero per il valenciano, che entra ancor di più nella storia della Bundesliga, essendo il primo giocatore a raggiungere tale traguardo in un’unica edizione del campionato tedesco.

La sfida al vertice con i Bullen della settimana seguente non lo può però vedere come protagonista a causa di un infortunio al braccio e, complice anche una formazione fortemente rimaneggiata da Favre causa numerose assenze, i gialloneri collassano sotto i colpi degli spietati bavaresi, incontrastati dominatori del match vinto 5-0. Il campionato è ormai direzionato ancora una volta verso Monaco di Baviera: oltre alla disfatta nello scontro diretto, la squadra della Westfalia ci mette del suo, suicidandosi in casa nel derby con il derelitto Schalke e facendosi recuperare due gol dal Werder Brema dell’immortale Claudio Pizarro, vecchio cuore Bullen che, inconsapevolmente, di fatto decide l’esito del campionato con il suo gol del 2-2. Il Bayern aveva infatti pareggiato in casa di Norimberga e Lipsia, dando l’opportunità ai gialloneri del contro-sorpasso. Con il pareggio di Brema però la banda di Favre si trova definitivamente fuori dai giochi e, nonostante altri due gol del suo bomber spagnolo, è costretto ad arrendersi al trionfante Bayern di Kovač, per il settimo anno consecutivo vincitore del Meisterschale.

Nonostante una stagione avara di trofei è però innegabile che l’aria della Westfalia abbia risvegliato lo spirito sopito di grande cannoniere di Paco Alcácer, autore di 18 gol alla sua prima stagione in Bundesliga, elevatosi a nuovo idolo della Südtribüne del Signal Iduna Park.

Un amore, quello intrapreso con il Gelbe Wand, destinato a durare nel tempo, visto il riscatto esercitato da Zorc nei confronti del Barcellona, a fronte di un corrispettivo di 21 milioni di euro. Una cifra certamente importante, ma che denota la grande volontà del club, soprattutto dopo gli arrivi di Brandt e Thorgan Hazard e il ritorno di Hummels, di voler finalmente interrompere l’egemonia dei rivali bavaresi. Egemonia già messa in discussione nella Supercoppa tedesca andata nella bacheca del Dortmund, dopo un 2-0 nel quale, manco a dirlo, Paco Alcácer ha messo la firma con un gran gol.

 

 

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