Paco Alcácer, il valenciano alla conquista del Meisterschale

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Il 28 agosto 2018, durante le ultime battute del calciomercato estivo, il DS del Borussia Dortmund Michael Zorc mette a segno uno dei colpi più importanti dell’intera stagione, prelevando in prestito con diritto di riscatto l’attaccante spagnolo Paco Alcácer direttamente dalle fila del Barcellona. Zorc mette così a disposizione del nuovo tecnico Lucien Favre un attaccante di classe e spessore internazionale, per risollevare le sorti di una squadra ormai lontana dai fasti dell’era Klopp ed orfana in attacco di Pierre-Emerick Aubameyang e Michy Batshuayi.

Francisco Paco’ Alcácer nasce a Torrent, nella Comunità Valenciana, il 30 agosto 1993, coltivando sin da piccolo la passione per il calcio. Già da ragazzo viene inserito prima nelle giovanili e poi successivamente nella squadra riserve del Valencia, nella terza divisione del calcio spagnolo. La rapidità e l’abilità nel tiro – con entrambi i piedi e sia dalla lunga che dalla breve distanza -, oltre che la duttilità tattica, gli permettono presto di esordire in prima squadra nel novembre 2010, in un incontro di Copa del Rey contro il Logrones. Il 12 agosto 2011 perde tragicamente il padre per un attacco cardiaco dopo un’amichevole estiva disputata con la Roma, nella quale Paco va anche a segno. È un momento tragico per Paco, che però non si perde d’animo e continua ad inseguire a suon di gol il suo sogno, trovando l’esordio in Liga neanche sei mesi più tardi, nella sconfitta casalinga contro la Real Sociedad. A seguito di altre due presenze il Valencia decide di parcheggiarlo in prestito per una stagione al Getafe, dove Paco trova finalmente continuità di presenze e va anche a segno per 4 volte tra Liga e Copa del Rey, un bottino esiguo per un attaccante ma che rappresenta solamente la rampa di lancio alla carriera del giovane valenciano.

Può far così ritorno alla casa madre, dove riesce sin da subito a ritagliarsi uno spazio importante, grazie anche all’addio di un’istituzione a Valencia come Roberto Soldado. In Europa League in particolare l’esperienza è proficua per Paco, dove segna 7 reti in 11 partite – divenendo il secondo miglior marcatore della competizione, alle spalle del connazionale Jonathan Soriano del Salisburgo – e risulta decisivo in occasione dei quarti di finale contro il Basilea. Al Mestalla gli svizzeri arrivano con un piede già in semifinale, grazie al 3-0 maturato all’andata, ma gli spagnoli sono di tutt’altra opinione ed infliggono un 5-0 che non ammette repliche, con Pacoche gioca il ruolo di mattatore degli svizzeri grazie alla tripletta realizzata. Il Valencia termina la competizione nel derby spagnolo in semifinale contro il Siviglia futuro campione, mentre in campionato si assesta all’ottavo posto finale, perdendo così l’opportunità di disputare una competizione europea. L’anno è comunque molto positivo per Alcácer, che realizza 14 gol in 37 presenze.

Lo stesso bottino lo ottiene la stagione successiva (in 36 partite), quella che vede anche il suo esordio in Nazionale. Paco viene convocato da Del Bosque per ricostruire una squadra uscita con le ossa rotte dal pessimo Mondiale brasiliano, andando a segno per 3 partite di fila – e 5 totali – nel corso delle qualificazioni ad Euro 2016. Le buone prestazioni gli valgono la chiamata da parte di una delle squadre più forti del mondo, ovvero il Barcellona di Luis Henrique, chiamato ad interrompere il dominio del Real Madrid e riprendersi lo scettro del calcio europeo.

Il biennio al Barça è però totalmente negativo per Paco, che esce inoltre dal giro della Nazionale – salta infatti sia gli Europei del 2016 che i Mondiali del 2018 – e va a segno solamente 15 volte in 50 partite totali, subendo cocenti umiliazioni europee – le due sconfitte ai quarti di finale per 3-0 contro Juventus e Roma -. A questo punto Paco cerca di dare uno scossone alla sua carriera e decide di cogliere come una palla al balzo la chiamata di Zorc per il Borussia Dortmund.

Coi gialloneri l’impatto è semplicemente devastante, divenendo subito una riserva di lusso per l’equipaggio di Lucien Favre. Segna all’esordio contro il Francoforte e, con la tripletta rifilata all’Augsburg – tra cui una stupenda punizione -, diventa il secondo giocatore nella storia della Bundesliga – dopo Gert Dörfel – a segnare almeno 6 reti nelle prime 3 di campionato, tutte però con la peculiarità di essere arrivate da subentrato, in appena 81 minuti giocati. Risulta decisivo soprattutto nel Der Klassiker contro il Bayern Monaco, quando entra sull’1-2 a favore dei bavaresi e firma la successiva rimonta delle vespe, siglando il 3-2 con un pallonetto morbidissimo che scavalca Neuer. Realizza un altro record particolare, essendo andato a segno con tutti i primi 10 tiri in porta realizzati. Dopo un periodo a secco all’inizio del nuovo anno, complice anche un infortunio, Paco è tornato a colpire nel mese di marzo, segnando in entrambe le partite di Bundesliga e risultando ancora una volta decisivo per la vittoria del Borussia sullo Stoccarda.

E coi gialloneri appaiati in testa alla classifica a pari punti col Bayern, Paco dovrà essere il giocatore chiave affinché il Dortmund possa tornare ad alzare il Meisterschale – a distanza di 7 anni dall’ultimo trionfo targato Klopp assieme alla sua banda dell’oro -, con una vista anche alla classifica cannoniere, che lo vede lontano solo tre lunghezze dal leader Lewandowski.