Pallone d'Oro

Pallone d’Oro: le vittorie contestate prima di Messi e Ronaldo

Calcio contemporaneo Stagione 2018/2019

Secondo le recenti indiscrezioni, i tre finalisti del Pallone d’Oro 2018 sono Luka Modric (vincitore della Champions League con il Real Madrid e trascinatore della Croazia al secondo posto al Mondiale), Kylian Mbappé (astro nascente del calcio Mondiale e vincitore del Mondiale da protagonista, a venti anni ancora non compiuti) e Raphael Varane (uno dei migliori difensori centrali al mondo, vincitore della Champions League e del Mondiale).

Dunque, per la prima volta dopo dodici anni, né Lionel Messi né Cristiano Ronaldo farebbero più parte del podio finale della premiazione, dopo 10 anni di costante ed indiscusso monopolio. Un monopolio che ha generato non poche polemiche tra gli appassionati di calcio, soprattutto per premiazioni considerate immeritate dalla maggior parte di critica e pubblico (su tutti, il 2010 di Messi e il 2013 di Ronaldo), affermando che la situazione fosse più meritocratica prima dell’arrivo dei due attuali sovrani del calcio mondiale. Ma siamo proprio sicuri che sia stato sempre così?

La storia del premio organizzato da France Football, infatti, ha presentato alcune premiazioni controverse che risalgono fin dal 1956. Infatti, proprio nel 1956, Stanley Matthews, ala del Blackpool, vince il primo Pallone d’Oro della storia, staccando di qualche lunghezza un Alfredo Di Stefano che in quella stessa annata solare aveva trascinato il Real Madrid al primo trionfo nella Coppa dei Campioni.

Quattro anni dopo, il Pallone d’Oro viene assegnato al regista spagnolo Luis Suarez, campione di Spagna con il Barcellona. Questa volta, a farne le spese, è Ferenc Puskás, il miglior giocatore ungherese di sempre e tra i più forti giocatori della storia del calcio, che aveva segnato 12 gol in 7 partite nella Coppa dei Campioni vinta col Real Madrid, segnando oltretutto quattro gol in finale contro l’Eintracht Francoforte (record ancora ineguagliato), oltre che risolvere la pratica della Coppa Intercontinentale. Un bottino da 58 gol in 38 partite in quell’anno solare, che però non sarà sufficiente per portare l’ungherese alla vittoria del Pallone d’Oro.

Ad alimentare ulteriori controversie è inoltre l’assenza, tra i vincitori, di giocatori della Grande Inter, dominante in Italia e nel Mondo nella prima metà degli anni ‘60. Infatti, benché la vittoria di Eusebio nel 1965 potesse apparire grossomodo logica (capocannoniere e finalista della Coppa dei Campioni 1964-1965, proprio contro l’Inter), a creare non pochi dubbi sull’efficienza della premiazione fu la vittoria nel 1964 di Denis Law, che va letteralmente a privare gente come Facchetti, Mazzola e (paradossalmente) Suarez dalle possibilità di vittoria del premio. Ma anche Jimmy Johnstone, celebre ala e trascinatore del Celtic di Jock Stein (i celebri Lisbon Lions, prima squadra a vincere il Triplete) fu privato della gioia di questo importante riconoscimento individuale a discapito di Florian Albert, che nel 1967 vinse un Pallone d’Oro controverso senza essersi imposto nella scena internazionale quanto lo scozzese.

Le premiazioni del Pallone d’Oro proseguono anno dopo anno, e dopo l’avvincente duello tra Allan Simonsen e Kevin Keegan nel 1977 (entrambi finalisti di Coppa dei Campioni, vinta dal secondo per 3 a 1, mentre il primo aveva segnato) che ha visto la vittoria del danese, il britannico vince due Palloni d’Oro consecutivi, non senza grandi dubbi, che immancabilmente non tardano ad arrivare. Infatti Keegan nel 1978 vince a discapito di gente come Rob Rensenbrink (vincitore di Coppa delle Coppe e della Supercoppa UEFA, oltre che finalista con l’Olanda ai Mondiali) e con meno meriti rispetto a chi si era affermato maggiormente in Europa (Kenny Dalglish, suo erede della 7 al Liverpool, trascinatore dei Reds alla vittoria della seconda Coppa dei Campioni consecutiva; Hans Krankl, scarpa d’oro e protagonista di un grande Mondiale con l’Austria). Anche quello del 1979 sorprende, seppur di meno, in quanto nella graduatoria non viene dato il giusto spazio ai protagonisti del leggendario Nottingham Forest di Brian Clough, vincitore della Coppa dei Campioni all’esordio (tre anni prima militava ancora in Second Division), realtà nella quale si erano distinti trascinatori come John Robertson, Gary Birtles e Trevor Francis, con solo quest’ultimo presente a 13 voti, contro i 118 di Keegan.

Arriviamo dunque al 1996, l’anno della Juventus, che domina in Europa e nel Mondo, vincendo Coppa dei Campioni, Supercoppa UEFA e Coppa Intercontinentale, tre trofei Internazionali vinti grazie ad un 22enne Alessandro Del Piero, che in quella stagione fu assoluto protagonista e trascinatore della Juventus a quei successi internazionali, ma giustizia non sarà fatta nei confronti di Pinturicchio. A vincere quel Pallone d’Oro, infatti, sarà Matias Sammer, vincitore dell’Europeo con la Germania, ma apparso molto meno meritevole del successo rispetto all’italiano. Questo Pallone d’Oro passerà alla storia come una delle premiazioni più contestate della storia del premio individuale e tutt’ora genera dissenso tra i tifosi bianconeri e non solo.

Ed infine, non si può non dimenticare il Pallone d’Oro del 2006, vinto da Fabio Cannavaro, capitano della nazionale italiana vincitrice del Mondiale, in un anno in cui Zinedine Zidane e Gianluigi Buffon risultavano dei seri candidati alla vittoria finale. Ma la testata di Zidane a Materazzi (oltre che il ritiro) e la decisione di Buffon di restare alla Juventus (retrocessa in B per lo scandalo di Calciopoli) aprirono la strada per la vittoria finale di Fabio Cannavaro, essendo rimasto, a differenza degli altri due, ad alti livelli per il resto dell’anno solare, dopo essersi trasferito al Real Madrid.

Il Pallone d’Oro, dunque, sin dal 1956, oltre che dare lustro ai giocatori che in quelle specifiche annate solari diedero il meglio della loro carriera, ha avuto anche delle premiazioni controverse, alcune che appaiono davvero ingiustificate, dimostrando come, alla fine, queste polemiche ci fossero anche prima del binomio Messi-Ronaldo, privando autentiche leggende di questo sport di un giusto riconoscimento per coronare la loro carriera.